Archivio categoria 15. L’esperienza
Opere pubbliche, adottiamo il libro aperto
Il dibattito di queste settimane circa la difficoltà di eseguire opere pubbliche entro tempi e costi certi seguendo le procedure ordinarie, costringendo all’uso di «procedure di emergenza» nei casi di calamità o di grandi eventi, mette ancora una volta all’attenzione dell’opinione pubblica la crisi del sistema degli appalti pubblici, e la necessità di procedere a un ripensamento del quadro normativo nazionale, con particolare riferimento alle infrastrutture ad alta complessità di cui il nostro Paese ha urgente bisogno. [Continua]
L’energia che non inquina è quella non consumata
Il fenomeno della bolla speculativa è un evento ricorrente nella storia economica: dai bulbi di tulipano nel 1637 alle più recenti net-economy, bolle immobiliari e mutui subprime. Oggi si profila lo stesso rischio per le energie rinnovabili. La recente crisi del fotovoltaico in Spagna ce lo fa temere. Uno studio dell’Universidad Rey Juan Carlos stigmatizza che le politiche statali, destinate a incentivare lo sviluppo dei green job, di fatto distruggono l’occupazione invece di crearla. [Continua]
In Borsa gli allarmi servono solo ai “soliti noti”
Dopo la violenta crisi appena passata, era naturale che ci fosse un periodo positivo sui mercati, cosa che è iniziata già lo scorso anno. Quello che era altrettanto ovvio, e che infatti sta accadendo, è una grande volatilità dei mercati. Le bolle e bollicine dislocate in varie parti del mondo possono, in un contesto simile, produrre danni ben maggiori di quelli oggettivamente attendibili.Era nelle aspettative, e il 2010 si è aperto proprio con questa convinzione, che il debito sovrano avrebbe rappresentato la prossima fonte di rischio sistemico. Già a fine 2009 infatti la Grecia aveva dimostrato con quanta fatica fosse riuscita a far fronte al suo debito e a rimborsare le emissioni obbligazionarie. [Continua]
Con chi vola Star Airways
Dopo Alpi Eagles, Volare, Lte e MyAir, Vincenzo Soddu sta per tornare in pista con un’altra compagnia aerea? Gli addetti ai lavori non hanno dubbi: sarebbe lui la mente e il motore di Star Airways, base a Tirana, di proprietà della società albanese Krali, voli programmati in 23 aeroporti del nostro Paese e un sito internet italiano che annuncia il prossimo avvio delle operazioni. Si tratta della stessa Star Airways che lo scorso ottobre si era fatta avanti per acquistare MyAir, con un’offerta da 22,5 milioni di euro rifiutata dal Tribunale di Vicenza.Il rappresentante in Italia di Star Airways assicura invece che Soddu non ha alcun ruolo nell’iniziativa, né i suoi familiari (però il figlio Luca risulta avere un indirizzo mail di Star Airways). [Continua]
La meccanica della squadra
La meccanica è uno dei settori di punta del made in Italy: 60 mila imprese che occupano 1,6 milioni di addetti (il 44,7% del totale nell’industria) e che realizzano il 41,8% del valore aggiunto dell’industria manifatturiera e il 53,3% dell’export italiano (192 miliardi di euro nel 2008). Il progetto «I distretti della meccanica: 10 realtà a confronto per valorizzare le eccellenze e agire sui territori», curato da Federazione distretti italiani e Unicredit Corporate Banking, ha inteso esaminare un campione di imprese appartenenti a 10 distretti della meccanica per approfondire la conoscenza delle realtà locali e migliorare il rapporto tra la banca e le imprese. [Continua]
C’eravamo tanto indebitati
Mariella, Walter, Giovanni, Andrea. La stilista estrosa, il capostipite sempre presente, il figlio ambizioso e spregiudicato, l’altro più silenzioso e sempre dietro le quinte. Sopra tutti, il cognome Burani e la figura romantica di quella donna in bicicletta, simbolo di un marchio sinonimo di «lusso accessibile», che campeggia dovunque nel quartier generale dell’azienda di Cavriago, a Reggio Emilia.Un gruppo retto da una famiglia che ai pizzi e merletti della donna gitana rischia di dover sostituire l’amara sentenza del fallimento se mercoledì 27 gennaio il giudice Roberto Fontana dovesse accettare l’istanza avanzata dai pm milanesi Luigi Orsi e Mauro Clerici contro Burani Designer Holding, la società olandese che controlla il 74,1% della maison attraverso Mariella Burani family holding . [Continua]
Presto potremo seguire il filo di ogni prodotto
Un paio di mesi, non di più. Tanto potrebbe bastare perché l’etichetta «made in Italy» diventi finalmente obbligatoria su scala nazionale. Il via libera all’unanimità, o quasi, della Camera, con ben 543 voti favorevoli, due astenuti e un solo contrario, messo a segno il 10 dicembre, ci fa ben sperare circa un passaggio rapido anche in Senato. A guadagnarci saremmo tutti. Perché ognuno di noi ha il diritto di sapere che cosa acquista. E l’indicazione «made in Italy» potrà essere applicata sui prodotti tessili, di abbigliamento, di arredo casa o, ancora, di calzature o pelletteria, solo se la loro lavorazione avrà avuto davvero luogo nel nostro Paese. [Continua]
A Beirut i militari portano pace e business
Il previsto rinnovo del comando della Missione Unifil potrebbe andare nel senso della continuità: un nuovo mandato del generale italiano Claudio Graziani alla guida del contingente multinazionale Onu in Libano. Molti infatti sono i sostenitori del nostro generale, non solo tra gli addetti ai lavori, ma anche tra politici e imprenditori locali ed europei, che hanno visto, nei tre anni di comando militare italiano, uno sviluppo di settori economici ed imprenditoriali altrimenti insperato al termine dei conflitti del 2006 e 2008, che hanno lasciato il Paese prostrato. [Continua]
Niente paura, Dubai ha costruito per il suo futuro
Sta davvero crollando tutto a Dubai, come chi legge i giornali in Europa è portato a pensare? In realtà tutti i nuovi grattacieli sono bene illuminati, le Ferrari accelerano ai semafori guidate da appassionati vestiti in dishdasha; è stato inaugurato il cinema all’aperto più grande del mondo; tra qualche settimana si inaugura il grattacielo più alto del mondo, come se niente fosse accaduto. Una volta si diceva che quando l’economia statunitense faceva uno sternuto, le altre economie reagivano di conseguenza. I giornali locali oggi scrivono che sembra che questo destino tocchi al piccolo emirato di Dubai, un cui sternuto ha provocato reazioni spropositate. [Continua]
A Pechino, in coda per lo scontrino fiscale
In Cina la chiamano you jiang fa piao, «ricevuta ufficiale stampata assieme a un numero della lotteria», e assomiglia molto all’idea dello scontrino gratta e vinci pensato per combattere l’evasione fiscale in Italia.La Repubblica popolare ha lanciato la sua lotta all’evasione nel 1998 e ha scelto la formula della ricevuta-lotteria consapevole di quanto i cinesi siano attratti dal rischio e dal gioco d’azzardo. Nel 2005, quando sono arrivata in Cina la prima volta, non riuscivo a capire perché i miei accompagnatori si preoccupavano di fare la fila al mio posto al momento di saldare i conti di ristoranti e alberghi, e rimanevano in disparte quando si trattava di pagare i taxi o i gestori dei negozi. [Continua]
Rubriche:
1. Editoriale
- Regioniamo Di Giovanni Iozzia
14. Il dubbio
- Tutto il Paese deve mobilitarsi per un grande Expo di Diana Bracco
15. L'esperienza
- Opere pubbliche, adottiamo il libro aperto di Fabrizio Di Amato
2. Controvento
- Se l'Europa è senza fondo Di Gianpiero Cantoni
3. La polemica
- Ecco perchè il modello Sarko'non funziona di Oscar Giannino
4. Analisi
- Il vero hub Milano-Bergamo è per le merci di Alberto de Monte








