Archivio categoria 4. Analisi

Il vero hub Milano-Bergamo è per le merci

2234111212_e88d936a38_t.jpg Con l’alleanza fra Sea - gestore degli aeroporti di Malpensa e Linate - e Sacbo - gestore dell’aeroporto di Orio al Serio - si dà il via a un complesso aeroportuale in un raggio di 100 chilometri che al 2008 sommava circa 33 milioni di passeggeri, ovvero quasi come l’aeroporto di Fiumicino, e oltre 460 mila tonnellate di cargo, ovvero quasi il triplo degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino messi insieme.Per mantenere la competitività, Malpensa deve diventare un hub internazionale e per farlo deve offrire servizi eccellenti quali per esempio la gestione bagagli in transito e l’offerta di esercizi commerciali, tempi rapidi di trasferimento fra aerei, ottimi collegamenti stradali e ferroviari e tariffe aeroportuali competitive. [Continua]

In banca rubinetti ancora chiusi

1304941372_0aa2cc45d2_t.jpg Si torna a parlare di crisi del credito alle piccole e medie aziende. È di venerdì 19 febbraio la levata di scudi di Conf-commercio che nell’Osservatorio relativo all’ultimo trimestre del 2009 ha denunciato: «Sempre più imprese non riescono a fare fronte al fabbisogno finanziario». E ancora: «Più ombre che luci sul versante dell’offerta del credito: peggiorano i costi di finanziamento». E il dibattito si riapre. Da una parte ci sono gli istituti di credito che continuano a snocciolare numeri che indicano impieghi in aumento: l’Associazione delle banche italiane (Abi) a gennaio ha comunicato un +0,5% di prestiti nel 2009 e ha stimato che questa percentuale salirà al 3,4% nel 2010 e al 4,3% nel 2011. [Continua]

Quando c’è Toro a Wall Street si torna a gridare

493240888_98636f005d_t.jpg «Kenny is back». Kenny è tornato, è il passaparola sul floor del New York Stock Exchange, la Borsa di Wall Street. E con Kenny, rispuntano anche Dave, Brian, Mario. Sono i «brokers prodighi», dopo l’esodo in massa nelle fasi più buie della crisi economica. Cercano nicchie di mercato per rinventarsi un ruolo a Wall Street. Dave Haubner e Brian Egan - entrambi ex specialist - tornano con Get-go, società di trading elettronico che ha individuato il suo orticello nella gestione del rischio per gli investitori. Un altro specialist riassorbito è Mario Piccone, con Barclays. Per tutti parla Kenny Polcari, un’istituzione al Nyse: dopo trent’anni a calcare il floor, se n’era andato nel 2006. Oggi torna per Icap. [Continua]

Apriamo subito i cantieri e l’Italia tornerà a correre

get_photo7.jpeg Dodici punti per riuscire a restituire all’Italia quella capacità propulsiva che sembra avere smarrito. Dodici punti irrinunciabili per dotare il sistema dei trasporti delle infrastrutture indispensabili per muovere merci e persone, contribuendo allo sviluppo dell’economia, dell’occupazione e alla salvaguardia dell’ambiente. Dodici punti che, nelle mie intenzioni, devono costituire un «modello Italia», una sorta di Carta che, sulla scorta di quanto fatto negli ultimi dieci anni in tutti i Paesi europei, consenta di fondare un nuovo patto costitutivo e duraturo fra il pubblico e il privato. È quanto propongo al convegno internazionale «Lo spazio mediterraneo della mobilità: la politica mediterranea delle infrastrutture e dei trasporti», che riunisce a Trieste la Ue, il governo, la politica, gli imprenditori, gli esperti e, in generale, i protagonisti del trasporto nazionale ed europeo. [Continua]

L’apprendistato a scuola a Berlino non fa scandalo

4089087823_42a12a97a7_s.jpg Non tutti i giovani sono idonei a una formazione universitaria o non se la possono permettere. Da questa semplice constatazione è nato nel 1969 il «sistema di educazione duale» che regola in Germania la formazione degli studenti al termine della scuola dell’obbligo fissata nel Paese con il conseguimento del diploma di scuola media (Hauptschule, dopo nove anni di scuola) o di quella secondaria (Realschule, dopo dieci anni). Tutti coloro che per via del loro rendimento scolastico non sono abilitati a proseguire la loro carriera scolastica in un ginnasio (liceo), e successivamente all’università, hanno la possibilità di proseguire gli studi avviando un corso di formazione professionale (Ausbildung) che dura dai tre ai quattro anni e il cui diploma abilita allo svolgimento di mestieri artigianali, amministrativi o commerciali, suddivisi in 56 categorie. [Continua]

Che cosa ci fa un monaco buddista in Japan Airlines

get_photo15.jpeg Kazuo Inamori ha accettato l’offerta del governo giapponese di assumere la carica di amministratore delegato della Japan Airlines in un momento estremamente difficile per questa società aerea, per cui è stato varato un ennesimo piano di intervento pubblico dopo che aveva registrato un crollo di più dell’80% in Borsa e depositato una richiesta di bancarotta protetta. La scelta di Inamori non sorprende alla luce delle sue competenze manageriali, del suo successo personale e della stima che gode a livello nazionale e internazionale: è fondatore di uno dei più grandi colossi hi-tech nipponici, Kyocera, e del secondo operatore nipponico di telefonia Kddi. La decisione potrebbe tuttavia apparire stupefacente laddove ci si soffermasse sulla sua età, 78 anni, e sul fatto che non ha mai operato nei trasporti. [Continua]

Fisco leggero e sanzioni pesanti per aiutare il Paese

get_photo-1.jpeg Uno dei temi dominanti di questo 2010 sarà la grande riforma fiscale che il ministro Giulio Tremonti ha annunciato di voler mettere a punto, con il più ampio consenso possibile tra le forze politiche e le rappresentanze socioeconomiche del Paese. Per cercare di trasformare il fisco italiano in un reale fattore di sviluppo dell’economia invece di quella insostenibile zavorra che oggi, viceversa, troppo spesso rappresenta. Il principale problema è che una trasformazione così radicale non è possibile senza l’adozione di scelte altrettanto radicali. [Continua]

La difficile arte del finanziamento alle imprese

get_photo11.jpeg Gli impegni del governo per costituire insieme ai principali gruppi bancari un fondo per supportare la capitalizzazione delle piccole e medie imprese potrebbero rivelarsi estremamente efficaci nel sostenere il nostro tessuto economico. La recessione ha prodotto un rallentamento della crescita dei prestiti delle banche alle imprese: a livello mondiale, i prestiti sindacati concessi alle imprese nei primi nove mesi del 2009 ammontano a 1.073 miliardi di dollari, pari al 35% di quelli concessi nel 2008 (3 mila miliardi) e al 22% di quelli erogati nel 2007 (4.900 miliardi). [Continua]

La flessibilità che vince

get_photo7.jpeg L’uscita dalla crisi è appena agli inizi. La ripresa c’è, ma non è il rimbalzo netto in cui fino alla tarda primavera scorsa in tanti speravamo. È una risalita lenta da livelli bassissimi di attività, per nulla omogenea tra settori e imprese, tra Paesi.L’Italia partecipa a questa ripresa, ma se guardiamo ai dati congiunturali più recenti e alle prospettive dei prossimi anni non è, purtroppo, in pole position. Le esportazioni stanno beneficiando con ritardo e in misura parziale del recupero degli scambi globali che è in atto dallo scorso giugno in modo deciso ma che coinvolge anzitutto mercati in cui non siamo abbastanza presenti, come quelli dell’Asia emergente. Lo dimostrano anche il fatturato fatto negli altri Paesi e gli ordinativi all’estero. [Continua]

Il mal di Veneto è figlio della ricchezza

2280248198_bab8e95c08_t.jpg Parlare di «mal di Veneto» può sembrare una contraddizione o un’esagerazione. Di quale malessere può mai soffrire una regione che, nonostante la crisi, continua a vantare un benessere diffuso come in poche altre aree d’Europa, un elevato tasso di coesione sociale e un tessuto imprenditoriale tra i più dinamici del mondo? Eppure il mal di Veneto esiste. Ed è figlio proprio di questa ricchezza diffusa, che però questo territorio non riesce a capitalizzare. Il mitico Nordest produce tanto ma pesa poco, ha un’economia forte ma non esprime né condiziona i poteri forti. [Continua]