Archivio categoria 4. Analisi
Ecco che cosa ci stiamo giocando in Borsa
La grande stampa corre il rischio di alimentare l’ennesima polemica a vuoto sulle recenti vicende che interessano la Borsa italiana. Si è letto infatti che la defenestrazione di Massimo Capuano dal ruolo di deputy ceo del London Stock Exchange, il mercato londinese con cui quello italiano si è fuso nel 2007, sarebbe una storia in cui convergono tre errori: quello dello Stato, quello degli azionisti e in definitiva quello del sistema-Paese. A scriverlo è stato il Corriere della sera, non proprio un peso leggero nella stampa italiana. E allora forse è il caso di controbilanciare questa lettura con un punto di vista che è sicuramente diverso. [Continua]
Stiamo attenti ai tempi lunghi delle Generali
Il metro con cui ogni anno gli osservatori guardano all’assemblea di Generali non tiene conto dei tempi che scandiscono la storia della compagnia. Ci si perde nelle mille manovre e contromanovre ma si dimentica che a Trieste contano i cicli lunghi della storia. Con la presidenza di Antoine Bernheim si chiude un capitolo lunghissimo, molto più di quanto attestino il suo mandato e la sua ormai veneranda età. Un capitolo iniziato nel 1968, con la presidenza di Cesare Merzagora, durata 11 anni. Tutti i presidenti successivi, Randone, Coppola di Canzano, Desiata e lo stesso Bernheim, sono tutti interni a quella filiera, voluta da Enrico Cuccia come garanzia dell’indipendenza dalla politica e dalle banche pubbliche attraverso il patto di sindacato tra Mediobanca e Lazard. Bernheim già alla fine degli anni Settanta era nel cosiddetto comitato d’intesa segreto, con Cuccia, Merzagora e Desiata, che assicurava alla compagnia una regìa contro ogni pretesa «romana». [Continua]
Una svolta decisiva per salvare l’industria tessile
Approvato al Senato il 10 marzo, il disegno di legge Reguzzoni-Versace, che tutela tessile e calzature italiane introducendo l’obbligo di tracciabilità e concedendo l’etichetta Made in Italy solo ai capi lavorati prevalentemente nel nostro Paese, è in attesa della conversione definitiva alla Camera. E mentre diversi giuristi e associazioni di categoria, da Federmoda-Cna a Classico Italia , lamentano la scarsa portata del nuovo provvedimento, c’è anche chi, come il consorzio Tessilvari, ha indirizzato ai suoi promotori una lettera dal titolo emblematico: Grazie. «Ci sembrava doveroso» dice a Economy Giuseppe Polli, patron della Manifattura di Domodossola e presidente dell’associazione che, nata nel 1945 e aderente a Confindustria, conta quasi 200 piccole e medie imprese familiari italiane nei settori lana, seta, filatura, torcitura, sartoria, tessitura d’arredo e cappelleria. [Continua]
Il vero hub Milano-Bergamo è per le merci
Con l’alleanza fra Sea - gestore degli aeroporti di Malpensa e Linate - e Sacbo - gestore dell’aeroporto di Orio al Serio - si dà il via a un complesso aeroportuale in un raggio di 100 chilometri che al 2008 sommava circa 33 milioni di passeggeri, ovvero quasi come l’aeroporto di Fiumicino, e oltre 460 mila tonnellate di cargo, ovvero quasi il triplo degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino messi insieme.Per mantenere la competitività, Malpensa deve diventare un hub internazionale e per farlo deve offrire servizi eccellenti quali per esempio la gestione bagagli in transito e l’offerta di esercizi commerciali, tempi rapidi di trasferimento fra aerei, ottimi collegamenti stradali e ferroviari e tariffe aeroportuali competitive. [Continua]
In banca rubinetti ancora chiusi
Si torna a parlare di crisi del credito alle piccole e medie aziende. È di venerdì 19 febbraio la levata di scudi di Conf-commercio che nell’Osservatorio relativo all’ultimo trimestre del 2009 ha denunciato: «Sempre più imprese non riescono a fare fronte al fabbisogno finanziario». E ancora: «Più ombre che luci sul versante dell’offerta del credito: peggiorano i costi di finanziamento». E il dibattito si riapre. Da una parte ci sono gli istituti di credito che continuano a snocciolare numeri che indicano impieghi in aumento: l’Associazione delle banche italiane (Abi) a gennaio ha comunicato un +0,5% di prestiti nel 2009 e ha stimato che questa percentuale salirà al 3,4% nel 2010 e al 4,3% nel 2011. [Continua]
Quando c’è Toro a Wall Street si torna a gridare
«Kenny is back». Kenny è tornato, è il passaparola sul floor del New York Stock Exchange, la Borsa di Wall Street. E con Kenny, rispuntano anche Dave, Brian, Mario. Sono i «brokers prodighi», dopo l’esodo in massa nelle fasi più buie della crisi economica. Cercano nicchie di mercato per rinventarsi un ruolo a Wall Street. Dave Haubner e Brian Egan - entrambi ex specialist - tornano con Get-go, società di trading elettronico che ha individuato il suo orticello nella gestione del rischio per gli investitori. Un altro specialist riassorbito è Mario Piccone, con Barclays. Per tutti parla Kenny Polcari, un’istituzione al Nyse: dopo trent’anni a calcare il floor, se n’era andato nel 2006. Oggi torna per Icap. [Continua]
Apriamo subito i cantieri e l’Italia tornerà a correre
Dodici punti per riuscire a restituire all’Italia quella capacità propulsiva che sembra avere smarrito. Dodici punti irrinunciabili per dotare il sistema dei trasporti delle infrastrutture indispensabili per muovere merci e persone, contribuendo allo sviluppo dell’economia, dell’occupazione e alla salvaguardia dell’ambiente. Dodici punti che, nelle mie intenzioni, devono costituire un «modello Italia», una sorta di Carta che, sulla scorta di quanto fatto negli ultimi dieci anni in tutti i Paesi europei, consenta di fondare un nuovo patto costitutivo e duraturo fra il pubblico e il privato. È quanto propongo al convegno internazionale «Lo spazio mediterraneo della mobilità: la politica mediterranea delle infrastrutture e dei trasporti», che riunisce a Trieste la Ue, il governo, la politica, gli imprenditori, gli esperti e, in generale, i protagonisti del trasporto nazionale ed europeo. [Continua]
L’apprendistato a scuola a Berlino non fa scandalo
Non tutti i giovani sono idonei a una formazione universitaria o non se la possono permettere. Da questa semplice constatazione è nato nel 1969 il «sistema di educazione duale» che regola in Germania la formazione degli studenti al termine della scuola dell’obbligo fissata nel Paese con il conseguimento del diploma di scuola media (Hauptschule, dopo nove anni di scuola) o di quella secondaria (Realschule, dopo dieci anni). Tutti coloro che per via del loro rendimento scolastico non sono abilitati a proseguire la loro carriera scolastica in un ginnasio (liceo), e successivamente all’università, hanno la possibilità di proseguire gli studi avviando un corso di formazione professionale (Ausbildung) che dura dai tre ai quattro anni e il cui diploma abilita allo svolgimento di mestieri artigianali, amministrativi o commerciali, suddivisi in 56 categorie. [Continua]
Che cosa ci fa un monaco buddista in Japan Airlines
Kazuo Inamori ha accettato l’offerta del governo giapponese di assumere la carica di amministratore delegato della Japan Airlines in un momento estremamente difficile per questa società aerea, per cui è stato varato un ennesimo piano di intervento pubblico dopo che aveva registrato un crollo di più dell’80% in Borsa e depositato una richiesta di bancarotta protetta. La scelta di Inamori non sorprende alla luce delle sue competenze manageriali, del suo successo personale e della stima che gode a livello nazionale e internazionale: è fondatore di uno dei più grandi colossi hi-tech nipponici, Kyocera, e del secondo operatore nipponico di telefonia Kddi. La decisione potrebbe tuttavia apparire stupefacente laddove ci si soffermasse sulla sua età, 78 anni, e sul fatto che non ha mai operato nei trasporti. [Continua]
Fisco leggero e sanzioni pesanti per aiutare il Paese
Uno dei temi dominanti di questo 2010 sarà la grande riforma fiscale che il ministro Giulio Tremonti ha annunciato di voler mettere a punto, con il più ampio consenso possibile tra le forze politiche e le rappresentanze socioeconomiche del Paese. Per cercare di trasformare il fisco italiano in un reale fattore di sviluppo dell’economia invece di quella insostenibile zavorra che oggi, viceversa, troppo spesso rappresenta. Il principale problema è che una trasformazione così radicale non è possibile senza l’adozione di scelte altrettanto radicali. [Continua]
Rubriche:
1. Editoriale
- Professionista chi? Di Giovanni Iozzia
14. Il dubbio
- Tutto il Paese deve mobilitarsi per un grande Expo di Diana Bracco
15. L'esperienza
- Anch’io ho fatto come Buffett. Stravolgere i canoni rende di Ennio Doris
2. Controvento
- Nucleare. Non basta dire no Di Gianpiero Cantoni
3. La polemica
- Vi spiego perchè il sindacato è finito nel 1993 di Giuliano Cazzola
4. Analisi
- Ecco che cosa ci stiamo giocando in Borsa di Oscar Giannino








