Archivio categoria 1. Editoriale
Professionista chi?
Ma lei sa dov’è il Medioevo oggi? Quando, qualche tempo fa, un giovane notaio (giovane sta per ultraquarantenne, ovviamente) mi rivolse questa domanda a conclusione di una breve conversazione sul futuro della sua professione, pensai per un momento che lo stress e le difficoltà possono giocare brutti scherzi. Ma dovetti cambiare subito idea, quando cominciò ad articolarmi il suo pensiero. Che provo a riportare, chiedendo venia per eventuali approssimazioni storiche. Il lavoro del notariato comincia quando, nel Medioevo, le grandi migrazioni dalle campagne popolano le città e danno vita ai primi scambi commerciali. Non c’è anagrafe, non ci sono registri di proprietà, manca ogni forma di censimento. [Continua]
La doppia rete
Una coincidenza è una coincidenza; due coincidenze sono un indizio; tre coincidenze somigliano a una prova. Domenica 21 la Camera dei deputati approva la storica riforma della Sanità fortissimamente voluta da Barack Obama. Lunedì 22 Google chiude in Cina e si trasferisce a Hong Kong per non sottostare alla censura del governo. Martedì 23 la Corte europea di giustizia respinge l’istanza di Louis Vuitton e di altre aziende che avevano chiamato in causa proprio Google per violazione dei marchi. Tre coincidenze nel gioro di pochi giorni, quindi una prova: politica ed economia non potranno più prescindere da internet e dai suoi attori. Rappresentano un nuovo potere di cui tenere conto negli equilibri futuri, globali e locali. [Continua]
Per un pugno di dollari
Se persino su Facebook trovi la pubblicità di una società che propone di investire in valute, a partire da 500 euro, qualche domanda bisogna cominciare a farsela. Quanti sono gli «operatori» del settore? E chi sono? Quanti sono i risparmiatori attirati da rendimenti a due cifre in una stagione in cui sembra già un’impresa salvaguardare il capitale? E quanto sanno veramente del mercato delle valute, in gergo Forex? Siamo di fronte a una moda o a una evoluzione delle abitudini di risparmio? Risposte precise non ce ne sono. Basta però andare su internet e digitare Forex per capire che un fenomeno c’è e che non riguarda solo gli addetti ai lavori o gli aficionados del trading online, di quelle piattaforme dove di solito, e nel migliore dei modi, si fanno le operazioni sulle valute. [Continua]
Regioniamo
Raccontano che il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, in questi giorni sia furioso con quelle società controllate che nel 2009, pur essendo sull’orlo del fallimento, hanno fatto centinaia di assunzioni. Se lo può permettere perché dalle sue parti non ci sono elezioni in vista. Lì dove, invece, si corre per i nuovi governi regionali, tra i premi in palio c’è anche il controllo delle «partecipate», molto appetite per il business che generano ma anche per le opportunità di collocamento che offrono. La ricerca sulle società partecipate dalle Regioni, che pubblichiamo in esclusiva in questo numero e alla quale abbiamo dedicato la storia di copertina, rivela la consistenza della Regione spa: 1.400 società, che danno lavoro a oltre 40 mila persone, per un giro d’affari di oltre 6 miliardi (4 nelle 13 Regioni che vanno al rinnovo). [Continua]
Dalle ceneri
«Le bolle sono la forma più pura di darwinismo. Uccidono gli eccessi e ammansiscono il gregge. Ci riportano veramente a quel che è necessario. E sarei stupefatto di cosa può nascere dalle ceneri». Vent’anni dopo Wall Street, Gordon Gekko è cinicamente ottimista. Dal disastro economico ed etico della Grande crisi forse uscirà qualcosa di buono. La morale di Money never sleeps, il sequel del cult movie di Oliver Stone che uscirà a fine aprile, è quindi ben diversa dalla storia reaganiana degli anni Ottanta. Allora l’avidità era il bene. Oggi c’è un filo di speranza in un positivismo sociale che, alla fine, dovrebbe prevedere la selezione dei migliori e non solo dei più furbi. Toccato il fondo, arriva un momento in cui non c’è più nulla da scavare. Si è davvero toccato il fondo? [Continua]
Tecnopenitenze
La proposta arriva dalla Gran Bretagna: astenersi dalla tecnologia per il periodo della Quaresima. Secondo il vescovo di Londra, d’accordo con il collega di Liverpool, in questi giorni che precedono la Pasqua invece di rinunciare, per esempio, al cioccolato dovremmo mettere nel cassetto telefoni cellulari e iPod. «Rinunciare alla tecnologia è un modo più serio di guardare i problemi che abbiamo di fronte, come una comunità globale» spiega monsignore. «Si tratta di una dichiarazione (di solidarietà) con un mondo che non ha la capacità di comunicare nel modo in cui noi possiamo e un promemoria che ci ricordi che forse siamo andati oltre noi stessi in termini di consumo personale di tecnologia». [Continua]
Chicci di ipocrisia
Accade che un imprenditore agricolo del Nordest ritenga di poter seminare un campo con mais geneticamente modificato, visto che né l’Unione europea né l’Italia lo vietano. Per farlo deve ricorrere al Consiglio di Stato, che gli dà ragione. E così annuncia che in aprile pianterà granturco ogm. Il ministro reagisce con manifestazioni nei fast food e promette battaglia, fino al referendum. La parola al popolo.La questione non è di poco conto, perché riguarda quel che finisce nella nostra terra, nelle stalle e poi sulle nostre tavole. Ma ci sono due o tre cose che si fa fatica a comprendere. Perché su una materia tanto delicata e complicata si finisce per dover ricorrere all’intervento della giustizia amministrativa? [Continua]
Obamite in corso
Abbiamo voluto la globalizzazione? Certo, ed è stato un bene, per molte cose. Ma non potevamo pensare di farla completamente franca e di non dover pagare, prima o poi, qualche prezzo. Dopo la grande crisi, che forse è stato finora il più alto, ora dobbiamo scontare la confusione, che è globale appunto. Ci sono giorni che sembra di trovarsi all’assemblea di un megacondominio in cui non è stato ancora trovato l’amministratore e neanche deciso chi fa il segretario e tiene il verbale. Prendiamo questa vicenda surreale della mercede dei manager. A conclusione dell’annus horribilis Super Obama ha cominciato a fare la voce grossa perché aveva bisogno di far rientrare i dollaroni investiti per salvare le banche, altrimenti avrebbe dovuto cercare qualcuno che corresse a salvare lui. [Continua]
Il Riparatore
«Rethink, redesign, rebuild» è lo slogan della quarantesima edizione del World economic forum che si tiene in questi giorni a Davos. Sembra l’insegna di un’officina di riparazioni, osserva divertito Oscar Giannino nel servizio dedicato in questo numero al summit svizzero e alle sue complicate alchimie. Sarà, ma forse siamo in una stagione in cui c’è molto da riparare. E, spesso, come sa chiunque abbia avuto a che fare con un artigiano, è più semplice e meno impegnativo fare ex novo che aggiustare qualcosa che non va. Ripensare, ridisegnare, ricostruire: è inevitabile dopo ogni crisi. Non è possibile oggi fare impresa con successo se non si ripensano i confini del mercato, scosso dal commercio digitale e tentato dai Paesi emergenti. [Continua]
Energeticamente
Mentre lavoravamo alla chiusura della storia di copertina di questo numero, le agenzie di stampa diffondevano le sintesi degli interventi al grande summit organizzato da Confindustria ed Enel sul «progetto nucleare Italia». A me la generazione under 40 che sta lavorando per affermare se stessa e per cambiare il Paese comunica energia. E il nucleare è, ovviamente per i suoi sostenitori, la chiave per la soluzione dell’equazione energetica nazionale, di cui si vedranno i risultati solo fra qualche anno. Quando saranno cresciuti i giovani di oggi.Chiunque dei 40 manager, imprenditori, professionisti, creativi che raccontiamo in questo numero affronterebbe la questione del ritorno al nucleare con spirito diverso da quello degli oppositori. [Continua]
Rubriche:
1. Editoriale
- Professionista chi? Di Giovanni Iozzia
14. Il dubbio
- Tutto il Paese deve mobilitarsi per un grande Expo di Diana Bracco
15. L'esperienza
- Anch’io ho fatto come Buffett. Stravolgere i canoni rende di Ennio Doris
2. Controvento
- Nucleare. Non basta dire no Di Gianpiero Cantoni
3. La polemica
- Vi spiego perchè il sindacato è finito nel 1993 di Giuliano Cazzola
4. Analisi
- Ecco che cosa ci stiamo giocando in Borsa di Oscar Giannino







