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Montante/ Corro come una gazzella in Africa
Come nelle corse ciclistiche, ci si stacca dal gruppo per andare in fuga e poi, se si viene ripresi, si recuperano le forze e si scatta di nuovo in avanti. La filosofia del gruppo Montante è questa. L’ha inventata il nonno, l’ha proseguita il padre e ora la porta avanti Antonello, 47 anni, imprenditore siciliano che ha aziende e stabilimenti soprattutto fuori dall’Isola e vicepresidente di Confindustria con delega alla legalità. Lui si muove in continuazione tra i suoi stabilimenti di Caltanissetta, Asti, Castelfranco Veneto e Bologna. Come le sue imprese che sono sempre alla ricerca di idee e nicchie di mercato. In un ambito che va dagli ammortizzatori per treni alle biciclette di lusso, dai componenti in gomma alla ricerca sulle nuove tecnologie. «Ti salvi solo se nessuno può venirti dietro» spiega a Economy. [Continua]
Vi spiego perchè il sindacato è finito nel 1993
Nel mio ultimo libro (C’era una volta il sindacato: Cgil, Cisl e Uil nella Prima Repubblica, Boroli Editore) mi limito a narrare cinquant’anni di storia del movimento sindacale italiano, dal 1943 al 1993, corredandola del profilo dei maggiori protagonisti. Per spiegare tale scelta, nella postfazione ho voluto citare un episodio di Arturo Toscanini. Il grande maestro, dirigendo la Turandot alla Scala, lasciò cadere la bacchetta nel punto in cui era arrivato a comporla Giacomo Puccini prima di morire. E si rifiutò di proseguire oltre. In sostanza, dal mio punto di vista, dopo il 1993 non si è verificato più nulla, nel sindacato, che valesse la pena di essere raccontato. Tanto valeva, allora, spegnere il computer. [Continua]
Ecco che cosa ci stiamo giocando in Borsa
La grande stampa corre il rischio di alimentare l’ennesima polemica a vuoto sulle recenti vicende che interessano la Borsa italiana. Si è letto infatti che la defenestrazione di Massimo Capuano dal ruolo di deputy ceo del London Stock Exchange, il mercato londinese con cui quello italiano si è fuso nel 2007, sarebbe una storia in cui convergono tre errori: quello dello Stato, quello degli azionisti e in definitiva quello del sistema-Paese. A scriverlo è stato il Corriere della sera, non proprio un peso leggero nella stampa italiana. E allora forse è il caso di controbilanciare questa lettura con un punto di vista che è sicuramente diverso. [Continua]
Nucleare. Non basta dire no
È giusto che i nuovi governatori si affaccino alla scena politica con in tasca bell’e pronta un’idea di politica energetica, per esempio dicendo «no» aprioristicamente al nucleare? Ci vorrebbe un po’ più di cautela.
Uno dei grandi cambiamenti legati all’ultima tornata elettorale è la sostanziale ridefinizione degli equilibri politici in Conferenza Stato-Regioni. Soprattutto nel quadro di una sempre più marcata transizione verso un modello di Stato federale, è cosa buona e giusta che vi siano delle tensioni fra centro e periferia. Ciascuno cerca di tirare la fune nella sua direzione, ed è importante che i governi regionali mettano al primo posto gli interessi dei propri cittadini. [Continua]
Professionista chi?
Ma lei sa dov’è il Medioevo oggi? Quando, qualche tempo fa, un giovane notaio (giovane sta per ultraquarantenne, ovviamente) mi rivolse questa domanda a conclusione di una breve conversazione sul futuro della sua professione, pensai per un momento che lo stress e le difficoltà possono giocare brutti scherzi. Ma dovetti cambiare subito idea, quando cominciò ad articolarmi il suo pensiero. Che provo a riportare, chiedendo venia per eventuali approssimazioni storiche. Il lavoro del notariato comincia quando, nel Medioevo, le grandi migrazioni dalle campagne popolano le città e danno vita ai primi scambi commerciali. Non c’è anagrafe, non ci sono registri di proprietà, manca ogni forma di censimento. [Continua]
I consumi calano perchè non bastano più a dare la felicità
L’Ufficio studi Confcommercio ha pubblicato le stime relative all’andamento dei consumi privati interni nel 2009, le quali parlano di un calo dell’1,8% (il più forte da moltissimi anni). Il dato è probabilmente sottodimensionato: secondo il gruppo di lavoro che coordino, la relazione di Mario Draghi, governatore della Banca d’Italia, dovrebbe proporre un consuntivo del -2,1%. Ma si tratta di differenze modeste, che nulla tolgono all’entità del fenomeno. Essa è, da un lato, certamente negativa, essendo stata determinata contemporaneamente dal calo del reddito disponibile netto delle famiglie, dal diffondersi di un sentiment assai negativo, dalla tendenza di molti nuclei familiari ad accrescere la propensione al risparmio (sia per ricostituirne lo stock, indebolito dalla crisi finanziaria aggravatasi dall’autunno 2008, sia per «mettere fieno in cascina» in vista di possibili difficoltà future). [Continua]
Anch’io ho fatto come Buffett. Stravolgere i canoni rende
L’altro giorno un mio collaboratore mi ha inviato un link su YouTube scrivendomi: «Guarda, quando tu scegli un mentore, è sempre quello giusto».Incuriosito ho cliccato e mi è apparso uno spot pubblicitario che al momento non mi è sembrato pertinente fino a che non ho percepito che si trattava di uno spot della compagnia assicurativa Geico (Government Employees Insurance Company), in gran parte posseduta da Warren Buffett, e che quel capellone in bandana e tatuaggi che faceva il verso a un rocker maturo era proprio il terzo uomo più ricco al mondo dopo Carlos Slim e Bill Gates e a mio giudizio il miglior dispensatore di buone regole per il risparmio delle famiglie. [Continua]
Stiamo attenti ai tempi lunghi delle Generali
Il metro con cui ogni anno gli osservatori guardano all’assemblea di Generali non tiene conto dei tempi che scandiscono la storia della compagnia. Ci si perde nelle mille manovre e contromanovre ma si dimentica che a Trieste contano i cicli lunghi della storia. Con la presidenza di Antoine Bernheim si chiude un capitolo lunghissimo, molto più di quanto attestino il suo mandato e la sua ormai veneranda età. Un capitolo iniziato nel 1968, con la presidenza di Cesare Merzagora, durata 11 anni. Tutti i presidenti successivi, Randone, Coppola di Canzano, Desiata e lo stesso Bernheim, sono tutti interni a quella filiera, voluta da Enrico Cuccia come garanzia dell’indipendenza dalla politica e dalle banche pubbliche attraverso il patto di sindacato tra Mediobanca e Lazard. Bernheim già alla fine degli anni Settanta era nel cosiddetto comitato d’intesa segreto, con Cuccia, Merzagora e Desiata, che assicurava alla compagnia una regìa contro ogni pretesa «romana». [Continua]
L’export riparte, aiutiamolo
Dopo quindici mesi, a gennaio l’export italiano ha registrato una crescita. Su base annua, dell’1%. Può sembrare non sia un dato eclatante, ma invece lo è. Le nostre imprese continuano a esportare, questo ci dice. E quelle che meglio si sono attrezzate durante le crisi, facendo razionalizzazioni, agendo sui processi, cercando di innovare dove come e quando fosse possibile, evitando emorragie occupazionali, muovendosi per guadagnare spazio su nuovi mercati, stanno incassando il risultato di questa loro attività.Nella crisi, il sistema imprenditoriale italiano ha confermato le sue grandi virtù. [Continua]
La doppia rete
Una coincidenza è una coincidenza; due coincidenze sono un indizio; tre coincidenze somigliano a una prova. Domenica 21 la Camera dei deputati approva la storica riforma della Sanità fortissimamente voluta da Barack Obama. Lunedì 22 Google chiude in Cina e si trasferisce a Hong Kong per non sottostare alla censura del governo. Martedì 23 la Corte europea di giustizia respinge l’istanza di Louis Vuitton e di altre aziende che avevano chiamato in causa proprio Google per violazione dei marchi. Tre coincidenze nel gioro di pochi giorni, quindi una prova: politica ed economia non potranno più prescindere da internet e dai suoi attori. Rappresentano un nuovo potere di cui tenere conto negli equilibri futuri, globali e locali. [Continua]
Rubriche:
1. Editoriale
- Professionista chi? Di Giovanni Iozzia
14. Il dubbio
- Tutto il Paese deve mobilitarsi per un grande Expo di Diana Bracco
15. L'esperienza
- Anch’io ho fatto come Buffett. Stravolgere i canoni rende di Ennio Doris
2. Controvento
- Nucleare. Non basta dire no Di Gianpiero Cantoni
3. La polemica
- Vi spiego perchè il sindacato è finito nel 1993 di Giuliano Cazzola
4. Analisi
- Ecco che cosa ci stiamo giocando in Borsa di Oscar Giannino








