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Il vero hub Milano-Bergamo è per le merci

2234111212_e88d936a38_t.jpg Con l’alleanza fra Sea - gestore degli aeroporti di Malpensa e Linate - e Sacbo - gestore dell’aeroporto di Orio al Serio - si dà il via a un complesso aeroportuale in un raggio di 100 chilometri che al 2008 sommava circa 33 milioni di passeggeri, ovvero quasi come l’aeroporto di Fiumicino, e oltre 460 mila tonnellate di cargo, ovvero quasi il triplo degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino messi insieme.Per mantenere la competitività, Malpensa deve diventare un hub internazionale e per farlo deve offrire servizi eccellenti quali per esempio la gestione bagagli in transito e l’offerta di esercizi commerciali, tempi rapidi di trasferimento fra aerei, ottimi collegamenti stradali e ferroviari e tariffe aeroportuali competitive. [Continua]

Opere pubbliche, adottiamo il libro aperto

3468261758_d6ba344fb2_t.jpg Il dibattito di queste settimane circa la difficoltà di eseguire opere pubbliche entro tempi e costi certi seguendo le procedure ordinarie, costringendo all’uso di «procedure di emergenza» nei casi di calamità o di grandi eventi, mette ancora una volta all’attenzione dell’opinione pubblica la crisi del sistema degli appalti pubblici, e la necessità di procedere a un ripensamento del quadro normativo nazionale, con particolare riferimento alle infrastrutture ad alta complessità di cui il nostro Paese ha urgente bisogno. [Continua]

Se l’Europa è senza fondo

get_photo.jpeg Il default della Grecia sarà evitato? Risposta: bisogna evitarlo! Punto e a capo. Ci troviamo oggi in un momento-verità. Il grande economista conservatore americano Martin Feldstein l’aveva scritto con preveggenza nei primi anni Duemila. La prova dell’euro sarebbe venuta con la prima crisi che avesse investito la nuova valuta. Il ragionamento era semplice. Non si era mai vista una moneta che insistesse su un’area economica comune, senza una politica economica comune. È vero che i trattati forniscono all’Eurozona un surrogato di politica fiscale. Ma le differenze sono talmente ampie che è impossibile prevedere che cosa accadrebbe della moneta unica se l’irreparabile avvenisse.
L’irreparabile sarebbe il default della Grecia, in questo caso. [Continua]

Regioniamo

4010631613_14a7b8cfa9_t.jpg Raccontano che il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, in questi giorni sia furioso con quelle società controllate che nel 2009, pur essendo sull’orlo del fallimento, hanno fatto centinaia di assunzioni. Se lo può permettere perché dalle sue parti non ci sono elezioni in vista. Lì dove, invece, si corre per i nuovi governi regionali, tra i premi in palio c’è anche il controllo delle «partecipate»,  molto appetite per il business che generano ma anche per le opportunità di collocamento che offrono. La ricerca sulle società partecipate dalle Regioni, che pubblichiamo in esclusiva in questo numero e alla quale abbiamo dedicato la storia di copertina, rivela  la consistenza della Regione spa: 1.400 società, che danno lavoro a oltre 40 mila persone, per un giro d’affari di oltre 6 miliardi (4 nelle 13 Regioni che vanno al rinnovo). [Continua]

Ecco perchè il modello Sarko’non funziona

2223971824_7104eb48c5_t.jpg È un po’ singolare, Europa a metà del guado della grande crisi. Un’Europa in cui capita che un direttore generale della Renault da sempre comunista come Patrick Pelata difenda insieme all’amministratore delegato Carlos Ghosn il diritto dell’azienda di produrre la Clio 4 dove costa meno, cioè a Novo Mesto in Slovenia e a Bursa in Turchia e nel nuovo stabilimento previsto in Cechia, mentre il presidente di centrodestra Nicolas Sarkozy impone all’azienda di continuare la produzione a Flins, in Francia, visto che lo Stato ha il 15% di Renault e ha messo 6 miliardi di euro nel suo capitale e in quello di Psa-Citroën. [Continua]

Lo Stato onori i suoi impegni

2367140810_5686ed5810_t.jpg Che cosa può fare lo Stato per le piccole e medie imprese (Pmi)? Questa è una domanda cruciale in questa seconda fase della crisi. L’economia globale sta ripartendo, ma noi dobbiamo fare in modo che l’uscita dalla recessione abbia effetti immediati e radicati anche nel nostro Paese. Le imprese italiane hanno già vissuto una intensa fase di ristrutturazione, a cavallo degli anni Duemila, che le ha portate a incidere in profondità sul proprio modello di business, sui costi fissi, sulla loro struttura produttiva. [Continua]

Dalle ceneri

482792859_955ea76479_t.jpg «Le bolle sono la forma più pura di darwinismo. Uccidono gli eccessi e ammansiscono il gregge. Ci riportano veramente a quel che è necessario. E sarei stupefatto di cosa può nascere dalle ceneri». Vent’anni dopo Wall Street, Gordon Gekko è cinicamente ottimista. Dal disastro economico ed etico della Grande crisi forse uscirà qualcosa di buono. La morale di Money never sleeps, il sequel del cult movie di Oliver Stone che uscirà a fine aprile, è quindi ben diversa dalla storia reaganiana degli anni Ottanta. Allora l’avidità era il bene. Oggi c’è un filo di speranza in un positivismo sociale che, alla fine, dovrebbe prevedere la selezione dei migliori e non solo dei più furbi. Toccato il fondo, arriva un momento in cui non c’è più nulla da scavare. Si è davvero toccato il fondo? [Continua]

Con la flexsecurity evitiamo ai giovani l’emergenza lavoro

3791804407_7b2dedd53d_t.jpg Il 18 febbraio governo, Regioni e parti sociali hanno sottoscritto l’accordo sulla formazione professionale nel 2010. Sono cinque le linee guida per favorire il reimpiego dei lavoratori in cassa integrazione, disoccupati o in mobilità. Ma sia il governo sia le forze politiche, sia le forze sociali manifestano scarsa sensibilità e attenzione a una delle emergenze fondamentali del nostro Paese: la disoccupazione giovanile, che in parte cospicua è anche disoccupazione giovanile intellettuale.L’ultimo Rapporto mensile dell’Osservatorio della Commissione europea evidenzia che la disoccupazione nel suo insieme ha raggiunto a novembre il tasso dell’8,3%. [Continua]

L’energia che non inquina è quella non consumata

2759497213_1ebe8bf4b5_t.jpg Il fenomeno della bolla speculativa è un evento ricorrente nella storia economica: dai bulbi di tulipano nel 1637 alle più recenti net-economy, bolle immobiliari e mutui subprime. Oggi si profila lo stesso rischio per le energie rinnovabili. La recente crisi del fotovoltaico in Spagna ce lo fa temere. Uno studio dell’Universidad Rey Juan Carlos stigmatizza che le politiche statali, destinate a incentivare lo sviluppo dei green job, di fatto distruggono l’occupazione invece di crearla. [Continua]

In banca rubinetti ancora chiusi

1304941372_0aa2cc45d2_t.jpg Si torna a parlare di crisi del credito alle piccole e medie aziende. È di venerdì 19 febbraio la levata di scudi di Conf-commercio che nell’Osservatorio relativo all’ultimo trimestre del 2009 ha denunciato: «Sempre più imprese non riescono a fare fronte al fabbisogno finanziario». E ancora: «Più ombre che luci sul versante dell’offerta del credito: peggiorano i costi di finanziamento». E il dibattito si riapre. Da una parte ci sono gli istituti di credito che continuano a snocciolare numeri che indicano impieghi in aumento: l’Associazione delle banche italiane (Abi) a gennaio ha comunicato un +0,5% di prestiti nel 2009 e ha stimato che questa percentuale salirà al 3,4% nel 2010 e al 4,3% nel 2011. [Continua]

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