Archivio categoria Dossier

Toywatch/ Un orologio di plastica per sfidare Cartier

images13.jpeg «E poi li vedi lì, accanto a quelli di Cartier: sono i nostri orologi in policarbonato». Tradotto: plastica, ma di lusso. È Sandro Gibillaro a parlare, ex manager di Louis Vuitton, ora alla guida di ToyWatch, marchio giovanissimo, lanciato dal finanziere bolognese Gianluca Vacchi, che in poco tempo, da un fatturato di 100 mila euro nel 2006, è arrivato nel 2009 a 16 milioni, mettendo a segno un progresso del 75% rispetto all’anno precedente. [Continua]

Natural Project/ Sciolgo i grassi, ma ingrasso il mio fatturato

images12.jpeg Natural Project, azienda toscana attiva nel settore dei cosmetici e dei prodotti per il trattamento delle adiposità e della cellulite, sembra immune dalla crisi economica. A dimostrarlo ci sono i numeri forniti dal titolare Francesco Guidi. «Nel 2009» dice a Economy «chiuderemo con un fatturato di circa 6 milioni di euro, con un incremento rispetto al 2008 pari al 20%. Un dato in controtendenza non solo rispetto al mercato della cosmetica in generale, ma anche in riferimento al nostro comparto che comunque cala del 7%». [Continua]

Aquarama/ Una pioggia di ricavi sugli impermeabili fatti ad Assisi

images11.jpeg «La nostra storia inizia con la produzione di impermeabili per tutti i più importanti marchi inglesi ». È un racconto con un esordio tutto british quello di Marco Tofi, dal 1979 a.d. della Toma’s srl, società che ha ereditato dal padre Mario che la fondò nel 1953 in quel di Assisi. Il marchio dell’azienda, quello con cui è conosciuta a livello mondiale, è Aquarama. «Un brand» racconta Tofi «che nasce a Verona nel 1957 e che io decisi di acquisire nel 1987. [Continua]

Gruppo Tecnica/ Voliamo sulle piste dello snow business

3102566372_91510423ab_t.jpg Una dynasty all’italiana. Così si potrebbe raccontatre la storia del gruppo Tecnica, colosso da 351 milioni di euro, con un fatturato in crescita del 4% nel 2009 e numero uno al mondo per scarponi da sci, scarpe da outdoor e pattini in linea. Anzi: una dynasty di Montebelluna, nel Trevigiano, perché tutto ha origine in questo vivace distretto dello sportsystem. La vicenda ruota attorno a tre famiglie: gli Zanatta, che all’epoca, siamo negli anni Novanta, possiedono il marchio Tecnica; la famiglia Vaccari, proprietaria di Nordica, e infine i Benetton. [Continua]

Mabrun/ Punto tutto sul mio marchio e vinco

images10.jpeg Nonostante il settore della pelle stia soffrendo pesantemente la crisi (i dati di Smi, Sistema moda Italia parlano di una flessione del 20% nel terzo trimestre del 2009) Mabrun non si ferma. Anzi, la società di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, nata nel lontano 1936 come laboratorio artigianale di pelletteria e ora specializzata nella lavorazione di capi in pelle e sportswear uomo e donna, chiuderà il 2009 con un fatturato di 22 milioni di euro, un risultato in linea con il 2008, grazie all’espansione sui mercati esteri, soprattutto in Russia e Germania. [Continua]

Mabrun/ Punto tutto sul mio marchio e vinco

images9.jpeg Nonostante il settore della pelle stia soffrendo pesantemente la crisi (i dati di Smi, Sistema moda Italia parlano di una flessione del 20% nel terzo trimestre del 2009) Mabrun non si ferma. Anzi, la società di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, nata nel lontano 1936 come laboratorio artigianale di pelletteria e ora specializzata nella lavorazione di capi in pelle e sportswear uomo e donna, chiuderà il 2009 con un fatturato di 22 milioni di euro, un risultato in linea con il 2008, grazie all’espansione sui mercati esteri, soprattutto in Russia e Germania. [Continua]

Angelo Nardelli/ Prevedo un 2010 liscio come l’olio

images8.jpeg Solo un gadget, che però rivela un preciso gemellaggio con la «sua» Puglia. Così il gruppo Industria tessile Nardelli (Itn spa) si presenta al Pitti: con una boccetta che sembra di profumo, ma che in realtà contiene olio extravergine d’oliva della sua terra. Il messaggio è che l’azienda di Martina Franca, nella Murgia tarantina, vuole così rafforzare le sue radici locali mentre guarda sempre di più all’estero: nel 2010, infatti, il 40% dei capi d’abbigliamento maschile sarà venduto fuori dall’Italia, soprattutto in Cina, dove la società ha appena aperto due negozi monomarca [Continua]

Massimo Rebecchi/ L’anno nuovo sarà tutta un’altra musica

images7.jpeg Trenta milioni di euro di fatturato a fine anno e tre nuove boutique (Roma, Arezzo e Bergamo) con un programma di espansione del retail che vede due o tre nuove aperture ogni sei mesi. Non è certo un 2009 da dimenticare - a differenza di tanti concorrenti - quello di Massimo Rebecchi, anche se lo stilista e imprenditore milanese che ha acquisito una certa notorietà da quando ha cominciato a vestire Morgan, il protagonista del programma tivù X Factor, ammette che quello appena trascorso non è stato un anno facile. [Continua]

Le grandi firme della moda, le grandi firme dei giornali

3635961025_15ce7fa852_t.jpg Che la moda (uomo) abbia inizio. Quest’anno la serata di apertura del 77esimo Pitti Uomo ha una location d’eccezione, Palazzo Corsini nel cuore di Firenze, una vetrina prestigiosa dove verranno presentati i prodotti e le tendenze maschili di molte griffe. E anche per questo evento ritorna il tema della parola: la serata, infatti, è intitolata Next Word: parole e moda che parlano di futuro.
Un progetto curato da Mondadori e Pitti, con il sostegno di Skoda, la casa automobilistica controllata da Volkswagen, che darà visibilità a una serie di marchi dell’abbigliamento uomo, con la presenza di tanti buyer, cioè titolari di negozi multibrand di alta gamma. [Continua]

L’opinione/ Attenti all’abito mentale

2408855442_f4706d8436_t.jpg Nel corso del tempo i grandi momenti di svolta nella concezione dell’eleganza sono stati scanditi dalle parole, dalla maniera cioè di definire le regole del vestire e del comportarsi in pubblico. D’altra parte, la stessa parola moda lo rivela: deriva dal latino modu(m), e significa «modo, maniera, foggia». Il mondo antico conosceva già il fenomeno della moda. Un aneddoto su Fidia vuole che il grande scultore greco amasse esibire vesti preziose, per rimarcare il costo altissimo della sua arte. Il poeta Giovenale ironizzava sull’abitudine del suo tempo di presentarsi ai banchetti con la synthesis, oppure con tuniche così leggere e impalpabili da diventare trasparenti e, di conseguenza, indecenti. [Continua]

Pagina Successiva →