Archivio categoria Attualità

Le pensioni minacciano l’Europa

C’è un fantasma che si aggira per l’Europa: il pensionato giovane e nocivo per l’erario. Oggi apriamo questa rassegna con la preoccupazione economica che sembra muovere l’”International Herald Tribune”, e cioè il fatto che la liberalità pensionistica minacci il Vecchio Continente. Titolo prescelto per l’apertura di prima: “Pension largess menaces Europe’s budgets”. Poi prende l’esempio, cattivo, della Grecia,  dice che ben peggiori debiti la potranno sommergere se non sarà innalzata l’età pensionabile e cita il caso di una parrucchiera, tale Vasia Veremi, che oggi ha 28 anni ma che siccome il suo lavoro viene definito usurante a 50 potrebbe già trovarsi in quiescenza. Una bella maniera di iniziare il venerdì mattina quando l’Europa si prepara ad affrontare un duro week end di pigrizia, football, tennis e gite in montagna. E dal titolo d’apertura della prima pagina  del “Sole 24 ore” veniamo a sapere che è scoppiata anche la guerra dei derivati tra America ed Europa: “Scontro Usa-Ue su hedge e derivati”. Dal sommaro scopriamo che si è formato un fronte franco-greco-tedesco per porre nuovi limiti ai cosiddetti Cds, che poi sarebbero i famigerati “credit default swaps”. Ancora dalla prima del “Sole”, in taglio basso panciuto, la notizia dell’accordo per escludere l’arbitrato sull’articolo 18 per cui oggi va comunque in piazza la Cgil con quattro ore di sciopero generale: “L’avviso comune sull’arbitrato esclude i licenziamenti”. E sempre a proposito di finanza creativa, di piede sulla stessa prima del quotidiano rosa troviamo questo titolo: “Flop al botteghino? Hollywood si protegge con i future”. L’iniziativa è del magnate e cinefilo americano Cantor Fitzgerald. Dal 15 marzo chi ha soldi potrà scommettere anche sui default o sui successi dei film. [Continua]

Etro/ Il Medio Oriente per noi è una moda

images3.jpeg Ha aperto 18 boutique monomarca da aprile a ottobre del 2009. Una vera e propria maratona. Ha registrato un +70% di ricavi nei Paesi del Golfo: Emirati Arabi, Qatar e Bahrain. E nell’annus horribilis appena trascorso ha mantenuto inalterato il giro d’affari 2008, cioè 264 milioni di euro. La maison milanese Etro ha un segreto. Che sta in quattro fratelli, capaci di prendere l’eredità paterna, il patrimonio estetico appreso da decine di viaggi e una sincera passione per la storia, e di tradurla, da anni, in un prodotto totalmente italiano. Ognuno con la sua mansione ideale: a Veronica il prêt-à-porter donna, a Kean quello maschile, a Jacopo la home collection, gli accessori e la pelletteria,  a Ippolito l’amministrazione e la finanza. Ed è lui a rivelare come funziona e vince il poker targato Etro. [Continua]

Il vero hub Milano-Bergamo è per le merci

2234111212_e88d936a38_t.jpg Con l’alleanza fra Sea - gestore degli aeroporti di Malpensa e Linate - e Sacbo - gestore dell’aeroporto di Orio al Serio - si dà il via a un complesso aeroportuale in un raggio di 100 chilometri che al 2008 sommava circa 33 milioni di passeggeri, ovvero quasi come l’aeroporto di Fiumicino, e oltre 460 mila tonnellate di cargo, ovvero quasi il triplo degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino messi insieme.Per mantenere la competitività, Malpensa deve diventare un hub internazionale e per farlo deve offrire servizi eccellenti quali per esempio la gestione bagagli in transito e l’offerta di esercizi commerciali, tempi rapidi di trasferimento fra aerei, ottimi collegamenti stradali e ferroviari e tariffe aeroportuali competitive. [Continua]

Opere pubbliche, adottiamo il libro aperto

3468261758_d6ba344fb2_t.jpg Il dibattito di queste settimane circa la difficoltà di eseguire opere pubbliche entro tempi e costi certi seguendo le procedure ordinarie, costringendo all’uso di «procedure di emergenza» nei casi di calamità o di grandi eventi, mette ancora una volta all’attenzione dell’opinione pubblica la crisi del sistema degli appalti pubblici, e la necessità di procedere a un ripensamento del quadro normativo nazionale, con particolare riferimento alle infrastrutture ad alta complessità di cui il nostro Paese ha urgente bisogno. [Continua]

Se l’Europa è senza fondo

get_photo.jpeg Il default della Grecia sarà evitato? Risposta: bisogna evitarlo! Punto e a capo. Ci troviamo oggi in un momento-verità. Il grande economista conservatore americano Martin Feldstein l’aveva scritto con preveggenza nei primi anni Duemila. La prova dell’euro sarebbe venuta con la prima crisi che avesse investito la nuova valuta. Il ragionamento era semplice. Non si era mai vista una moneta che insistesse su un’area economica comune, senza una politica economica comune. È vero che i trattati forniscono all’Eurozona un surrogato di politica fiscale. Ma le differenze sono talmente ampie che è impossibile prevedere che cosa accadrebbe della moneta unica se l’irreparabile avvenisse.
L’irreparabile sarebbe il default della Grecia, in questo caso. [Continua]

Regioniamo

4010631613_14a7b8cfa9_t.jpg Raccontano che il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, in questi giorni sia furioso con quelle società controllate che nel 2009, pur essendo sull’orlo del fallimento, hanno fatto centinaia di assunzioni. Se lo può permettere perché dalle sue parti non ci sono elezioni in vista. Lì dove, invece, si corre per i nuovi governi regionali, tra i premi in palio c’è anche il controllo delle «partecipate»,  molto appetite per il business che generano ma anche per le opportunità di collocamento che offrono. La ricerca sulle società partecipate dalle Regioni, che pubblichiamo in esclusiva in questo numero e alla quale abbiamo dedicato la storia di copertina, rivela  la consistenza della Regione spa: 1.400 società, che danno lavoro a oltre 40 mila persone, per un giro d’affari di oltre 6 miliardi (4 nelle 13 Regioni che vanno al rinnovo). [Continua]

Una ripresa a singhiozzo

“Produzione ok, male il Pil” titola oggi in apertura il “Sole 24 ore”. E sempre in prima mette quest’altra novella: “Comuni in fuga dai derivati”. Sarebbero già 110 gli enti locali che hanno chiuso in anticipo le loro posizioni. E questa è la chiave  economica del giorno: una ripresa a singhiozzo. Quella politica invece da atto dell’inizio della campagna elettorale, segnatamente da parte del Cav, che, come scrive Giuliano Ferrara in uno dei propri editoriali a pagina 3 del “Foglio”, “Indossa la propria faccia di bronzo e spariglia”. E in prima spiega meglio il senso della conferenza stampa di ieri ( che ci ha regalato anche un siparietto comico con il ministro della Difesa La Russa che ha preso troppo alla lettera il proprio ruolo di difensore della patria allontanando un disturbatore di professione) con questo titolo: “Un Cav. tosto apre la campagna elettorale e fa tirare il fiato al Pdl”. Sopra viene precisato lo slogan nuovo: “basta con i tribunali”. “libero” la mette  in prima così: “Silvio spara contro i ladri di voti”. Il “Riformista” commenta tutto ciò con un titolo molto cattivo in apertura di  prima: “Il ritorno del Caimano”. Intanto, come apre il “Messaggero” in prima pagina, “Il legittimo impedimento è legge”, cioè lo scudo processuale per 18 mesi per il governo, con le solite opposizioni che strillano che la democrazia è stata ferita. Insomma “business as usual”. L’unica variante, che fa un po sorridere, è la reiterata accusa di “violenza” ai radicali che insieme ai soliti giudici avrebbero impedito la presentazione delle liste al Pdl nel Lazio. [Continua]

E ora elezioni


Basta carte bollate, si pensi alle elezioni. Il Cav è tentato dalla piazza e di ricorsi non ne può più. Anche perché con i giudici italiani ha, come dire?, “Saturno contro”. Così la “Stampa” di Torino oggi apre con “Berlusconi: Pdl in piazza per salvare la democrazia”. Dopo il pasticcio e il tar-tar, ci si aggrappa al Consiglio di Stato mentre qualcuno, ad esempio il duo Bonino e Pannella, propone di rinviare per un mese le elezioni in tutta Italia e di sanare le irregolarità delle liste. Ma di tutti i partiti, non solo del Pdl. Cosa questa che provoca un sacco di problemi e lo stesso Bersani ieri ha detto “niet” parlando proprio al teatro dei comici a Roma dove i radicali tenevano le proprie assise. “libero” e il “Giornale” aprono quasi alla stessa maniera: “Ora basta, votiamo”, il primo, e “Caro Silvio, ora basta: pensi al voto”, il secondo. Insomma “votiam, votiam, votiam”, come in un coro di streghe del Macbeth. Mentre dal lato economico la notizia del giorno è contenuta in taglio basso sempre sul giornale debenedettiano: “La cassa integrazione si allunga di sei mesi”. Notizia che troviamo poi di apertura sul “Sole 24 ore”: “Sei mesi in più di Cig”. Nel taglio basso il quotidiano rosa mette un’altra notizia che si riallaccia all’apertura di questa rassegna e la spiega: “Un altro no alla lista Pdl a Roma”. Il no è della corte d’appello che ha rifiutato la ripresentazione delle liste fatta l’altro ieri dai coordinatori del Lazio del Pdl e non dal Tar come erroneamente scrive nel sommario  del titolo di prima la “Stampa”.  [Continua]

Il Tar del Lazio ha detto no

Il pasticcio delle liste è diventato un “Tar-Tar”.  E giornali come “Repubblica” aprono gongolando la propria prima pagina con titoli di questo genere: “Il Tar boccia il decreto salva-liste”. Ma in realtà, semplicemente non lo applica. Perché anche i  grandi pensatori all’interno dell’esecutivo in carica  hanno dimenticato che con il tanto caro federalismo da anni le leggi elettorali sono prerogativa delle regioni e la legge per il Lazio parlava chiaro sui criteri della ammissibilità delle liste. Adesso si parla di rinvio del voto, che era in fondo la ipotesi più logica e praticabile sin dall’inizio e che era stata indicata non a caso persino da Marco Pannella.  Sulla prima di “Repubblica” è presente anche in taglio basso una delle notizie economiche del giorno: “Fondo monetario europeo, la Ue dice sì al progetto”. E anche il “Corriere della sera” fa la stessa scelta di strategia comunicativa: apertura con “Il Tar non riammette la lista Pdl a Roma” e taglio basso a destra con “Un fondo monetario dell’Unione Europea - Il piano di Bruxelles”. Sulla prima del “Corriere” anche la foto della regista Kathryn Bigelow che ieri ha sbancato con il proprio “The Hurt Locker”, film contro corrente sulla guerra in Iraq, boicottato nelle sale italiane dove sinora è stato distribuito pochissimo incassando meno di 50 mila euro, la notte degli Oscar, buggerando il più quotato “Avatar” di James Cameron. [Continua]

L’Italia e il suo debito

La prospettiva economica del giorno riguarda le banche e i debiti, privati, ma soprattutto pubblici. Per cui i due titoli di riferimento li prendiamo rispettivamente da “Affari e Finanza”, inserto economico del lunedì di “Repubblica”, “L’Italia alla prova del debito”, e dalla prima pagina, taglio basso, del “Sole 24 ore”, “In banca il ritorno dei mutui”. Pare che su base annua ci sia una flessione del 6,8%, cioè la metà rispetto al 2008, e poi nell’ultimo trimestre sono tornate a crescre le erogazoni. Per quel che riguarda il pezzo di Marco Panara che parte sulla prima della copertina di “Affari e  Finanza”, nel sommario si specifica che il debito pubblico è ancora alto e  continua a crescere ma abbiamo un disavanzo primario inferiore e di molto a quello di Spagna e Gran Bretagna  che ora pagano il costo dei “bailout” e il massiccio ricorso a  forme di incentivo statale all’economia. [Continua]

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