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Una ripresa a singhiozzo

“Produzione ok, male il Pil” titola oggi in apertura il “Sole 24 ore”. E sempre in prima mette quest’altra novella: “Comuni in fuga dai derivati”. Sarebbero già 110 gli enti locali che hanno chiuso in anticipo le loro posizioni. E questa è la chiave  economica del giorno: una ripresa a singhiozzo. Quella politica invece da atto dell’inizio della campagna elettorale, segnatamente da parte del Cav, che, come scrive Giuliano Ferrara in uno dei propri editoriali a pagina 3 del “Foglio”, “Indossa la propria faccia di bronzo e spariglia”. E in prima spiega meglio il senso della conferenza stampa di ieri ( che ci ha regalato anche un siparietto comico con il ministro della Difesa La Russa che ha preso troppo alla lettera il proprio ruolo di difensore della patria allontanando un disturbatore di professione) con questo titolo: “Un Cav. tosto apre la campagna elettorale e fa tirare il fiato al Pdl”. Sopra viene precisato lo slogan nuovo: “basta con i tribunali”. “libero” la mette  in prima così: “Silvio spara contro i ladri di voti”. Il “Riformista” commenta tutto ciò con un titolo molto cattivo in apertura di  prima: “Il ritorno del Caimano”. Intanto, come apre il “Messaggero” in prima pagina, “Il legittimo impedimento è legge”, cioè lo scudo processuale per 18 mesi per il governo, con le solite opposizioni che strillano che la democrazia è stata ferita. Insomma “business as usual”. L’unica variante, che fa un po sorridere, è la reiterata accusa di “violenza” ai radicali che insieme ai soliti giudici avrebbero impedito la presentazione delle liste al Pdl nel Lazio. [Continua]

E ora elezioni


Basta carte bollate, si pensi alle elezioni. Il Cav è tentato dalla piazza e di ricorsi non ne può più. Anche perché con i giudici italiani ha, come dire?, “Saturno contro”. Così la “Stampa” di Torino oggi apre con “Berlusconi: Pdl in piazza per salvare la democrazia”. Dopo il pasticcio e il tar-tar, ci si aggrappa al Consiglio di Stato mentre qualcuno, ad esempio il duo Bonino e Pannella, propone di rinviare per un mese le elezioni in tutta Italia e di sanare le irregolarità delle liste. Ma di tutti i partiti, non solo del Pdl. Cosa questa che provoca un sacco di problemi e lo stesso Bersani ieri ha detto “niet” parlando proprio al teatro dei comici a Roma dove i radicali tenevano le proprie assise. “libero” e il “Giornale” aprono quasi alla stessa maniera: “Ora basta, votiamo”, il primo, e “Caro Silvio, ora basta: pensi al voto”, il secondo. Insomma “votiam, votiam, votiam”, come in un coro di streghe del Macbeth. Mentre dal lato economico la notizia del giorno è contenuta in taglio basso sempre sul giornale debenedettiano: “La cassa integrazione si allunga di sei mesi”. Notizia che troviamo poi di apertura sul “Sole 24 ore”: “Sei mesi in più di Cig”. Nel taglio basso il quotidiano rosa mette un’altra notizia che si riallaccia all’apertura di questa rassegna e la spiega: “Un altro no alla lista Pdl a Roma”. Il no è della corte d’appello che ha rifiutato la ripresentazione delle liste fatta l’altro ieri dai coordinatori del Lazio del Pdl e non dal Tar come erroneamente scrive nel sommario  del titolo di prima la “Stampa”.  [Continua]

Il Tar del Lazio ha detto no

Il pasticcio delle liste è diventato un “Tar-Tar”.  E giornali come “Repubblica” aprono gongolando la propria prima pagina con titoli di questo genere: “Il Tar boccia il decreto salva-liste”. Ma in realtà, semplicemente non lo applica. Perché anche i  grandi pensatori all’interno dell’esecutivo in carica  hanno dimenticato che con il tanto caro federalismo da anni le leggi elettorali sono prerogativa delle regioni e la legge per il Lazio parlava chiaro sui criteri della ammissibilità delle liste. Adesso si parla di rinvio del voto, che era in fondo la ipotesi più logica e praticabile sin dall’inizio e che era stata indicata non a caso persino da Marco Pannella.  Sulla prima di “Repubblica” è presente anche in taglio basso una delle notizie economiche del giorno: “Fondo monetario europeo, la Ue dice sì al progetto”. E anche il “Corriere della sera” fa la stessa scelta di strategia comunicativa: apertura con “Il Tar non riammette la lista Pdl a Roma” e taglio basso a destra con “Un fondo monetario dell’Unione Europea - Il piano di Bruxelles”. Sulla prima del “Corriere” anche la foto della regista Kathryn Bigelow che ieri ha sbancato con il proprio “The Hurt Locker”, film contro corrente sulla guerra in Iraq, boicottato nelle sale italiane dove sinora è stato distribuito pochissimo incassando meno di 50 mila euro, la notte degli Oscar, buggerando il più quotato “Avatar” di James Cameron. [Continua]

L’Italia e il suo debito

La prospettiva economica del giorno riguarda le banche e i debiti, privati, ma soprattutto pubblici. Per cui i due titoli di riferimento li prendiamo rispettivamente da “Affari e Finanza”, inserto economico del lunedì di “Repubblica”, “L’Italia alla prova del debito”, e dalla prima pagina, taglio basso, del “Sole 24 ore”, “In banca il ritorno dei mutui”. Pare che su base annua ci sia una flessione del 6,8%, cioè la metà rispetto al 2008, e poi nell’ultimo trimestre sono tornate a crescre le erogazoni. Per quel che riguarda il pezzo di Marco Panara che parte sulla prima della copertina di “Affari e  Finanza”, nel sommario si specifica che il debito pubblico è ancora alto e  continua a crescere ma abbiamo un disavanzo primario inferiore e di molto a quello di Spagna e Gran Bretagna  che ora pagano il costo dei “bailout” e il massiccio ricorso a  forme di incentivo statale all’economia. [Continua]

Napolitano dice no al “salva liste”

Napolitano non vuole fare un decreto “salva elezioni” per togliere le castagne dal fuoco al Pdl e a Silvio Berlusconi. Il connotato politico di questo primo venerdì del mese di marzo è chiaro già dall’apertura di prima pagina della maggior parte dei quotidiani più letti in Italia. Per oggi pomeriggio alle 18 è previsto un consiglio dei ministri ma intanto ‘sta soluzione politica sul “pasticcio” delle liste elettorali, in Lazio e Lombardia, sembra ancora in alto mare. La “Stampa” ad esempio apre con “No ai decreti sulle liste”. E di spalla a destra ha un titolo che vorrebbe essere consolatorio: “La crisi colpisce anche le star di Hollywood”. Di Grecia si occupa la spalla destra dell’ “International Herald Tribune” con “For Greece, bond sale is a step back from disater”, con riferimento alla buona sortita che hanno avuto i titoli di stato di Atene in borsa. [Continua]

Caos liste, rischio piazza

“Napolitano: liste che pasticcio”, è il titolo con cui oggi la “Stampa” di Torino apre la propria prima pagina. Ieri i ricorsi di Formigoni in Lombardia e del Pdl in Lazio sono stati respinti dalla Corte d’appello e adesso come ultima risorsa si paventa il ricorso alla piazza. E alcuni giornali aprono proprio con questo, come il “Giornale” con “Se punite gli elettori si va in piazza”. Ma molti dentro il Pdl, ad esempio Fini, sperano di scongiurare questa estrema ratio che peraltro non garantirebbe proprio un bel niente. Il “Messaggero” di Roma da parte sua apre con “Roma e Milano, ricorsi bocciati”. Mentre dalla “Stampa” prendiamo anche una notizia che riguarda i nostri vicini mediterranei: “Pensioni tagliate - In Grecia la rivolta degli anziani”. In pratica in italia potrebbero rivoltarsi gli elettori del centro destra e in Grecia gli anziani. “Repubblica” sceglie di aprire con “Fuori Formigoni e il Pdl nel Lazio”, mentre in taglio basso panciuto c’è un titolo “Articolo 18, rivolta contro la riforma”  che poi è quella voluta dal ministro del Welfare Sacconi che introduce la possibilità per i neo assunti di optare per la risoluzione arbitrale delle controversie sul lavoro scavalcando lo statuto dei lavoratori qualora ci si accontentasse di un più o meno congruo risarcimento. Insomma rivolte, rivolte e ancora rivolte. [Continua]

I rischi di Basilea 3

“Abi: rischi gravissimi da Basilea 3″ titola oggi in apertura del dorso “Finanza e Mercati” il quotidiano di Confindustria. E la cosa è sicuramente la notizia economica del giorno. Anche perchè sullo sfondo delle dichiarazioni shock di Corrado Faissola, presidente dell’Abi, a  proposito della eccessiva patrimonializzazione richiesta agli istituti di credito, si intravede in contro luce l’inizio delle grandi manovre che porteranno a luglio alla sua successione. E ieri Profumo di Unicredit, nel corso dello stesso convegno sulla vita associativa dell’Abi tra il 1972 e il 1991 tenutosi nella sede romana dell’istituzione cui erano presenti anche gli uomini di Bankitalia dove si sono fatte queste affermazioni sui pericoli di nuove strette creditizie laddove quest’anno con la moratoria dei debiti al sistema delle pmi è stata garatita una liquidità pari a 8 miliardi di euro, cioè almeno uno in più del 2008, ha fatto il nome di Giuseppe Mussari di Mps come possibile successore a Faissola. [Continua]

Lazio e Lombardia, liste a rischio

“Roma e Milano, caos per le liste”. Il titolo di apertura di prima pagina del “Messaggero” dipinge la situazione politica in Italia a meno di un mese dalle elezioni regionali. Il pressapochismo, la follia, oggi anche Feltri nel proprio editoriale sulla prima del “Giornale” insiste sulla pazzia che sta divorando il Pdl tra lotte intestine di vario tipo, e l’abitudine alla illegalità diffusa nella fase preelettorale hanno ridotto il Paese in una situazione paradossale e tragicomica. Basta leggere sul “Corriere” alle pagine 2 e 3 l’intervista a Pietro Dipaolantonio, marito di Barbara Saltamartini e  indiziato numero uno di concorso nel pasticcio delle liste sul Lazio per rendersene conto. Con il maggiore partito d’Italia che rischia l’esclusione nelle due più importanti regioni in cui si voterà il prossimo 28 marzo. La “Repubblica” oggi titola in prima così: “Liste, escluso anche Formigoni”. Mentre l’altra notizia politico giudiziaria del giorno, che ha dell’incredibile, viene messa dallo stesso quotidiano in taglio basso con questo titolo: “Mediaset, i giudici: il premier in aula”. La cosa incredible è che non si è giudicato un legittimo impedimento il dover presiedere venerdì prossimo il consiglio dei ministri. E il ministro di Grazia e Giustizia Angelino Alfano ha preannunciato un ricorso alla Corte Costituzionale. Ma il dato di fatto è che in Italia le istituzioni fanno a cazzotti tra di loro. [Continua]

Liste elettorali e follie


“Un partito di matti” titola oggi il “Giornale” di Vittorio Feltri esibendo un’onestà intellettuale davvero da encomiare al proposito dell’incredibile vicenda che ha portato il Pdl a restare escluso come lista dalla competizione elettorale nel Lazio per le regionali. Nel sommario viene specificata meglio tale “follia”: “la mancata presentazione della lista in tempo utile è il grottesco risultato degli equilibrismi per accontentare gli ex Forza Italia e gli ex An. Che creano un mostro burocratico e inefficiente”. Punto. Inutili quindi gli appelli a Napolitano o i sogni bipartisan di un decreto “ad listam” che annulli la legge. D’altronde quando un avvocato presenta in ritardo un ricorso in appello o in Cassazione semplicemente perde la causa: “dura lex sed lex”. [Continua]

Mills, fine di una telenovela

“Caso Mills, reato prescritto”. Il “Corriere della sera” oggi, come quasi tutti gli altri giornali italiani sceglie questo argomento per aprire il giornale. Ma il quotidiano e il titolo che danno il vero significato al significante è il “Giornale” di Feltri, così: “Processi , vittoria di Berlusconi”. E in effetti con la fine della telenovela del caso Mills per il Cav finisce un incubo: quello di venire condannato per la proprietà transitiva tra corrotto e corruttore. Ora con la prescrizione del reato cade tutto. Anche la possibilità di dichiarare nel merito che tale reato sia stato o meno commesso. E questo contrariamente a quanto invece si affannano oggi a spiegare i giustizialisti italiani. Ad esempio quelli de il “Fatto quotidiano” che apre con “Corrotti e prescritti” o lo stesso “Riformista” di Polito che sceglie questo titolo: “Il Cavaliere prescritto”. “Repubblica” da parte sua opta per un non neutro “Mills-Berlusconi, reato prescritto”. Imperdibile il titolo di “libero” in prima: “Silvio assolto, Travaglio fa appello”. [Continua]

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