Tutti i post di dimitribuffa
Wall Street e la crisi spiegati al volgo
Una volta, in un villaggio in India, un uomo annunciò ai contadini che voleva comprare delle scimmie per 10$. I contadini, vedendo che c’erano molte scimmie in giro, uscirono nella foresta ed iniziarono a catturarle. L’uomo ne comprò migliaia a 10$ ma, quando la disponibilità di scimmie cominciò a diminuire i contadini cessarono i loro sforzi. L’uomo annunciò che ora le avrebbe comprate a 20$. Ciò rinnovò gli sforzi dei contadini che ripresero a catturare scimmie. Presto il rifornimento diminuì progressivamente e gli abitanti del villaggio cominciarono a tornare alle loro fattorie. L’offerta salì a 25$ ma la disponibilità di scimmie divenne così piccola che era una fatica vedere una scimmia, per non parlare di prenderla. L’uomo annunciò che ora voleva comprare le scimmie a 50$ tuttavia, dovendo andare in città per alcuni affari, il suo assistente avrebbe fatto da compratore a suo beneficio. In assenza dell’uomo, l’assistente disse ai contadini: “Guardate tutte queste scimmie in questa grande gabbia dove l’uomo le ha radunate; ora voglio vendervele a 35$ e, quando tornerà dalla città gliele rivenderete a 50$”. I contadini misero insieme tutti i loro risparmi e comprarono le scimmie. Poi non videro più né l’uomo né il suo assistente, solo scimmie dappertutto. Benvenuti a WALL STREET.
Ieri, oggi e domani
Del domani non v’è mai certezza, e basta leggere oggi le prime pagine dei giornali, ad esempio l’apertura odierna di “Repubblica”, per rendersene conto: “Grecia in rivolta, guerra nelle strade”. Certo alcune costanti, ad esempio nella tendenza al malaffare della politica italiana, restano invariate, vedi titolo di sovra apertura sulla “Stampa” di Torino: “Eolico in Sardegna - Verdini indagato per corruzione”. Come restano “business as usual” anche le baruffe nel mondo bancario, così come delineate nel dorso “Finanza e Mercati” del “Sole 24 ore di oggi”, “Alta tensione sul vertice di Intesa”, con il consigliere Pietro Garibaldi che ieri ha rovinato la festa a Bazoli chiedendogli se per caso nelle nomine per Intesa San Paolo non ci fosse stato qualche patto occulto tra le fondazioni. [Continua]
Scajola si è dimesso
“Mi hanno comprato casa a mia insaputa”, titola oggi in vistosa apertura di prima “Il fatto quotidiano”. E sono queste le ultime parole famose dell’ormai ex ministro delle attività produttive e dello sviluppo economico Claudio Scajola, costretto alle dimissioni dopo settimane di graticola. In conferenza stampa ha detto di essersi convinto al fatidico passo indietro non tanto perchè tutti glielo chiedevano ma “per difendersi meglio”. Giudicate dal titolo suddetto se ha cominciato con il piede giusto. Il “Corriere della sera” apre oggi a nove colonne con “Scajola si dimette: mi difenderò”, mentre “L’opinione” di Diaconale mette il dito sulla piaga: “Dimissioni da fuoco amico”. Già, perché ieri a chiederle erano soprattutto “libero” e il “Giornale”. I quali oggi titolano, rispettivamente, così: “Una lettera ha bruciato Scajola” e “Scajola lascia, è l’ora degli avvoltoi”. E su “Repubblica” a pagina 3 oggi anche un titolo molto significativo, come prova del nove: “L’addio tra le lacrime - Silvio mi ha mollato”. Intanto ieri, giusto per gradire, la crisi ha avuto l’ennesimo colpo di coda, sintetizzato da questo titolo di prima in taglio basso preso sempre dal quotidiano di Feltri: “La Grecia contagia la Spagna: Borse a picco”. [Continua]
Non c’è più “intesa” in banca
In banca non c’è più Intesa. O meglio “Sanpaolo, scoppia il caso Benessia”, per dirla con un vistoso titolo in prima su “la Stampa” relativo a un pezzo che racconta l’incredibile iniziativa di tredici componenti su ventuno del consiglio generale della Compagnia per sfiduciare in pratica Angelo Benessia, cioè il presidente. Insieme all’allarme di Draghi sugli altri paesi a rischio, vedi il titolo di apertura del “Sole 24 ore” (”Draghi: altri paesi a rischio”), rappresenta la notizia economica del giorno. E anche il “Corriere della Sera” ce l’ha in prima: “Resa dei conti a Torino sulle nomine a Intesa”. Indubbiamente gli strascichi velenosi del penoso epilogo della mancata nomina di Domenico Siniscalco stanno facendo un sacco di danni. Se poi prendiamo anche un’altra notizia dalla prima del dorso “Finanza e Mercati” del “Sole”, “Nel mirino della Consob cinque big del credito”, con l’autorità di Cardia che che accusa Mps, Unicredit, Intesa San Paolo, Bnl e Banca popolare di Verona, di privilegiare il budget sugli interessi dei clienti, si ha il dipinto a tinte fosche della realtà finanziaria italiana di oggi. Una soluzione è contenuta in un titolo di taglio basso della prima di “Repubblica”: “Draghi con la Merkel: riformare Maastricht”. “Rep” per altro oggi apre con la notizia politica del giorno: “Assedio a Scajola: si dimetta”. Il “Fatto quotidiano” di Padellaro e Travaglio apre invece così: “Io, gli assegni e i ministri”, relativo a un’intervista allo spallone delle mazzette del costruttore Diego Anemone, cioè il tunisino Hidri Fati Ben Laid, contenuta nella pagina 2. Per il ministro delle attività produttive “mala tempora currunt” e si dice che Berlusconi sarebbe già pronto a mandare in campo il numero tredici, si parla di Paolo Romani. [Continua]
Grecia: 110 miliardi per sperare
“Atene, soccorso da 110 miliardi”. Il “Corriere della sera” oggi apre così la propria prima pagina. Ma l’ “International Herald Tribune” si chiede se basterà. Infatti la “news analysis” tratta dal “New York Times” è titolata così: “Deflation Could Stall Efforts to Revive Greece in Debt Crisis”. Come se non bastassero i “severi sacrifici imposti alla Grecia”, come il congelamento di salari e pensioni, si sta creando un’atmosfera da guerriglia urbana e c’è chi teme il ritorno del terrorismo para brigatista, magari non solo in Grecia. Dalla prima del “Corriere” anche l’altra notizia politico - giudiziaria del giorno, che riguarda ancora i rapporti tra il ministro Claudio Scajola e la cosiddetta “cricca”: “Gli assegni consegnati al ministero - Le nuove carte che accusano Scajola”. Il ministro, a detta degli esperti immobiliaristi sentiti dal quotidiano di via Solferino, si difende male: a pagina 9 infatti si legge in un titolo che “le quotazioni bollenti del 2004″ prevedevano che un appartamento con “vista Colosseo”, come quello da lui comprato potesse costare “fino a 17 mila euro al metro quadro”. Ma Scajola sostiene di avere pagato 610 mila euro per 190 metri quadrati, mentre le sorelle Beatrice e Barbara Papa hanno già “confessato” di avere preso quegli assegni firmati da Diego Anemone. [Continua]
L’ira di Siniscalco
Altro che banca dei territori, altro che candidato del Tesoro e di Chiamparino. Guzzetti e Bazoli alla fine l’hanno spuntata. Ieri Domenico Siniscalco ha abbandonato la disponibilità a fare il candidato della Compagnia di San Paolo a presidente del consiglio di gestione di Intesa San Paolo. Frase storica consegnata agli annali del 2010? “Non si fanno giochi di pollaio sulla più grande banca italiana”. La cosa, che ha ovviamente spazio in quasi tutte le prime pagine dei giornali di oggi, trova particolare rilievo sulla “Stampa” di Torino, con questo titolo: “Intesa San Paolo fuori Siniscalco - Mi hanno tradito”. L’altra notizia del giorno, che è d’apertura sulla “Stampa”, e di taglio basso centrale sul “Corriere della sera”, riguarda le accuse contro il ministro per le attività produttive Claudio Scajola dall’inchiesta sulla Protezione civile. Titolo del quotidiano di via Solferino: “Scajola, ecco le nuove accuse”. Nel sommario si spiega che “Il ministro presenta le dimissioni” e che “Berlusconi le respinge”. [Continua]
La crisi porterà alla fine dell’euro?
Qualcuno comincia a credere che queste società di “rating”, come Moody’s e Standard & Poor’s, più che fungere da indicatori della crisi facciano parte del problema. Tanto che sulla stampa inglese si sprecano i giochi di parole tra “rating” e “ratting”, laddove il “rat” notoriamente è il topo. Di fatto quando questi signori declassano il debito pubblico di un paese come la Grecia, e da ieri anche della Spagna, vedi il titolo di apertura di “Repubblica” di oggi, “Cade anche la Spagna, trema l’euro”, inzia una speculazione al ribasso e quindi la cosa può non essere casuale. Anche perché è in gioco l’euro, come dice sempre oggi il noto economista francese Jacques Attalì (quello della omonima commissione di Sarkozy contro la burocrazia inutile), secondo cui “l’euro ora rischia davvero” e “può scomparire in pochi mesi”. Anzi in poche settimane. Potrebbe già non esserci più nel 2011 se continuassero le cose in questa maniera. Il tutto dalla pagina 4 del quotidiano di De Benedetti. Compensa questa dichiarazione di resa altra intervista contenuta nella pagina 2 dello stesso quotidiano ma stavolta all’ex premier Romano Prodi: “Ma la moneta unica è forte, dividersi sarebbe una follia”. Ancora da “Rep”, pagina 3, va preso un altro titolo: “E ora gli speculatori di Wall Street puntano sui fallimenti dei Pigs”, cioè paesi come Grecia, Portogallo e Spagna.. ma anche l’Italia, volendo, almeno nell’area Ue. In pratica se prima si facevano fallire le banche ora si fanno fallire i paesi sovrani. E forse qualcuno potrebbe anche introdurre regole e disincentivi, anche fiscali, contro tutto ciò. [Continua]
Tragedia greca
Manca solo il coro e la “tragedia greca” oggi sarebbe completa, in quasi tutte le aperture di prima pagina dei quotidiani italiani. Dal “Messaggero” con “Grecia bocciata, Borse a picco”, al “manifesto” con “Grecale”, al “Riformista” che dedica l’editoriale di spalla a sinistra alla questione con il seguente titolo: “La Germania fa della Grecia spazzatura”. Il “Fatto” mette un’insidiosa allusione nella frase che sovrasta la testata: “Oggi Grecia e Portogallo, domani forse la Spagna. Come mai il governo italiano non si preoccupa del disastro finanziario?” La “Stampa” di Torino predilige un titolo come questo: “Grecia, giù euro e Borse”, la “Repubblica” usa il solito titolo da kolossal hollywoodiano: “Grecia sull’abisso, paura in Europa”. “Il Sole 24 ore” ci informa che “I titoli greci sono spazzatura” e il “Corriere della sera” mette il dito nella piaga: “Grecia bocciata, paura di contagio”. [Continua]
Via libera per la Grecia
“La Grecia in crisi cerca 9 miliardi subito - Linea dura di Berlino”. Il “Corriere della sera”, che pure apre con l’altro argomento del giorno, “Nucleare, cantieri entro il 2013″, presenta quella che è senz’altro la notizia economica del giorno in prima di taglio basso panciuto. Anche “la Stampa” ha la cosa in prima, così: “Debito, la Grecia ha l’acqua alla gola. Subito 9 miliardi”. E anche la “Stampa” ha in prima, ma di taglio basso, il nucleare: “Nucleare, la centrale entro 3 anni”, titolo impegnativo nato sull’onda dell’”entusiasmo” programmato dalla visita in Italia di Vladimir Putin a casa del Cav. “Il Sole 24 ore” apre con “Merkel: Atene resta nell’euro”, e in fondo la gentile concessione della Cancelliera “de’ fero” è veramente la cifra della giornata. Basta confrontare la spalla destra del “Messaggero”: “Aiuti alla Grecia, i paletti della Merkel - L’Italia: no a rigidità”. Addirittura catastrofista, tanto per cambiare, l’apertura di prima pagina di “Repubblica”: “Sos Grecia: subito 9 miliardi”. Vale allora la pena di approfondire questo argomento. Il dibattito in Germania è sintetizzabile così: “la Grecia deve fare la sua parte, ma una sua eventuale uscita dall’euro “non è un’opzione”. [Continua]
Riscrivere Maastricht
Scappano i buoi e l’Europa chiude la propria stalla. “La Ue riscrive Maastricht, più rigore per i Paesi indebitati”. “Repubblica”, oggi, in taglio basso di prima la mette così. L’apertura è ovviamente dedicata alla scialba intervista di Lucia Annunziata ieri pomeriggio a Gianfranco Fini, si è parlato solo di federalismo e di Lega, nel consueto programma “In mezz’ora”, e il titolo che ne viene fuori è il seguente: “Fini: irresponsabile andare al voto”. Nel sommario viene anche richiamata un’intervista al segretario del Pd Pierluigi Bersani, che si riassume così: “con Berlusconi riforme impossibili, il governo non durerà”. Quello che in prima non c’è, e bisogna andarsi a leggere nel titolo messo a pagina 4, è il fatto che “Berlusconi vuole andare al voto” e quindi il governo eventualmente “non durerà” per iniziativa sua. Certo non a causa della “feroce opposizione” del Pd. Tornando alla notizia con cui si è ritenuto di aprire oggi la rassegna si parla di una “task force” che proporrà entro l’anno una revisione del trattato di Maastricht con regole più severe per paesi con maggiore indebitamento. E quindi c’è poco da stare allegri anche per noi. [Continua]
Rubriche:
1. Editoriale
- Professionista chi? Di Giovanni Iozzia
14. Il dubbio
- Tutto il Paese deve mobilitarsi per un grande Expo di Diana Bracco
15. L'esperienza
- Anch’io ho fatto come Buffett. Stravolgere i canoni rende di Ennio Doris
2. Controvento
- Nucleare. Non basta dire no Di Gianpiero Cantoni
3. La polemica
- Vi spiego perchè il sindacato è finito nel 1993 di Giuliano Cazzola
4. Analisi
- Ecco che cosa ci stiamo giocando in Borsa di Oscar Giannino







