Scajola si è dimesso
“Mi hanno comprato casa a mia insaputa”, titola oggi in vistosa apertura di prima “Il fatto quotidiano”. E sono queste le ultime parole famose dell’ormai ex ministro delle attività produttive e dello sviluppo economico Claudio Scajola, costretto alle dimissioni dopo settimane di graticola. In conferenza stampa ha detto di essersi convinto al fatidico passo indietro non tanto perchè tutti glielo chiedevano ma “per difendersi meglio”. Giudicate dal titolo suddetto se ha cominciato con il piede giusto. Il “Corriere della sera” apre oggi a nove colonne con “Scajola si dimette: mi difenderò”, mentre “L’opinione” di Diaconale mette il dito sulla piaga: “Dimissioni da fuoco amico”. Già, perché ieri a chiederle erano soprattutto “libero” e il “Giornale”. I quali oggi titolano, rispettivamente, così: “Una lettera ha bruciato Scajola” e “Scajola lascia, è l’ora degli avvoltoi”. E su “Repubblica” a pagina 3 oggi anche un titolo molto significativo, come prova del nove: “L’addio tra le lacrime - Silvio mi ha mollato”. Intanto ieri, giusto per gradire, la crisi ha avuto l’ennesimo colpo di coda, sintetizzato da questo titolo di prima in taglio basso preso sempre dal quotidiano di Feltri: “La Grecia contagia la Spagna: Borse a picco”. La cosa sta in prima anche sul “Sole 24 ore”: “Effetto contagio sulle Borse”. Continua anche la telenovela di Banca Intesa e dalla prima del dorso “Finanza e Mercati” va preso questo titolo: “Bazoli stringe sul vertice, avanza l’ipotesi Beltratti”. Ieri, Scajola a parte, è stata comunque l’ennesima giornata di ordinari scandali giudiziari e il “Messaggero” mette in prima un’altra notizia a essi relativa: “Maxitruffa da venti milioni: indagati Ciarrapico e il figlio”. Tra le accuse quella di avere percepito molti milioni di euro dei fondi della presidenza del consiglio sull’editoria da parte di cooperative editoriali fasulle. A New York, in compenso, come ci dice “Repubblica” in taglio basso di prima, hanno “preso l’attentatore di Times Square” e ci sono stati anche “molti arresti in Pakistan”. E l’uomo, in un editoriale di Mohsin Amid sulla prima del quotidiano di De Benedetti, viene definito “l’attentatore della porta accanto”. Dal taglio basso della prima del quotidiano rosa di Confindustria va preso anche questo titolo: “Ocse, riforme per crescere . In calo la cassa ad aprile”. Il monito è all’Italia ed è venuto ieri nell’ambito della presentazione della “regulation” presentato a Tremonti, mentre la Cassa con la “C” maiuscola è quella integrazione, calata del 5,7% nel mese di aprile. Dietro l’incendio che è divampato dalla Grecia e che potrebbe estendersi a buona parte dell’Europa del Sud sembra esserci lo zampino di Moody’s oltre alle improvvide dichiarazioni di ieri di qualche alto papavero di Bankitalia. Infatti, per Moody’s, il salvataggio della Grecia targato Ue/Fmi non mette la parola fine ai sui problemi di bilancio perchè resta da vedere se il Paese riesce ad attuare il programma di austerità per riportare sotto controllo il deficit. Lo ha detto in una intervista a Reuters l’analista di Moody’s, Tom Byrne. “Per la Grecia è una transizione moto difficile”, ha detto Byrne. “bisogna vedere se il Paese riesce ad adeguarsi alla nuova realtà e mantenere la propria coesione sociale. Questi sono i due elementi fondamentali da tenere sotto osservazione”. La “Repubblica” in prima ha questo titolo: “Paura in Europa, la Grecia affonda le borse”. Inoltre nel paese di Socrate e Aristotele la gente non sembra prenderal molto con filosofia: basta leggere i giornali locali che scrivono. “Papaconstantinou attribuisce alla cancelliera tedesca Angela Merkel la responsabilità di avere ritardato l’applicazione del meccanismo di sostegno”, determinando così rischi e costi molto più alti per la Grecia e per l’Europa. È quanto, ad esempio, si legge sul quotidiano socialista “To Vima”, che cita un intervento del ministro delle Finanze ad una conferenza ad Atene. Papaconstantinou parlando lunedì sera al Digital Economy Forum, all’indomani dell’accordo con Ue-Fmi, ha detto, citato dal quotidiano e da altri media, che solo pochi mesi fa in Europa “si discuteva di aiuti per 20, 30 o 40 miliardi” di euro, mentre alla fine in un’atmosfera più drammatica il pacchetto è salito fino a 110 miliardi in tre anni. Questo, ha spiegato Papaconstantinou, a causa del “ritardo” determinato dalle divergenze all’interno dell’Ue tra “paesi con differenti calendari politici ed elettorali”. Un riferimento implicito ma chiaro soprattutto alle imminenti elezioni regionali in Germania dove, secondo tutti gli osservatori, l’elettorato in gran parte contrario agli aiuti alla Grecia ha spinto Merkel ad assumere un atteggiamento “prudente”. Anche il ministro degli esteri italiano Franco Frattini ha attribuito alla eccessiva “prudenza” di Berlino almeno parte della responsabilità nei ritardi degli aiuti che hanno aggravato la situazione e aumentato i costi. Domenica il premier Giorgio Papandreou aveva anche chiamato al telefono il collega italiano Silvio Berlusconi per ringraziarlo della sua posizione, tra le più tempestive all’interno dell’Ue, in favore degli aiuti ad Atene. Lunedì, poi, Papandreou ha ringraziato anche il presidente francese Nicolas Sarkozy. Ancora va citata una notizia economica dalla prima del “sole” in taglio basso: “Vodafone, Wind e Fastweb pronte al lancio di una rete in alternativa a Telecom”. Chiudiamo con una curiosità, un gossip, che forse domani troverà spazio su alcuni quotidiani: stamani verrà presentato al cinema Quattro Fontane a Roma il film “Due vite per caso”, che la Lucky Red portò a Berlino a febbraio come propria pellicola di punta. Tra i protagonisti chi c’è? Lorenzo Balducci, il figlio di Angelo, presunto capo della famosa “cricca” che ha trascinato nel proprio destino anche Claudio Scajola.
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