Non c’è più “intesa” in banca
In banca non c’è più Intesa. O meglio “Sanpaolo, scoppia il caso Benessia”, per dirla con un vistoso titolo in prima su “la Stampa” relativo a un pezzo che racconta l’incredibile iniziativa di tredici componenti su ventuno del consiglio generale della Compagnia per sfiduciare in pratica Angelo Benessia, cioè il presidente. Insieme all’allarme di Draghi sugli altri paesi a rischio, vedi il titolo di apertura del “Sole 24 ore” (”Draghi: altri paesi a rischio”), rappresenta la notizia economica del giorno. E anche il “Corriere della Sera” ce l’ha in prima: “Resa dei conti a Torino sulle nomine a Intesa”. Indubbiamente gli strascichi velenosi del penoso epilogo della mancata nomina di Domenico Siniscalco stanno facendo un sacco di danni. Se poi prendiamo anche un’altra notizia dalla prima del dorso “Finanza e Mercati” del “Sole”, “Nel mirino della Consob cinque big del credito”, con l’autorità di Cardia che che accusa Mps, Unicredit, Intesa San Paolo, Bnl e Banca popolare di Verona, di privilegiare il budget sugli interessi dei clienti, si ha il dipinto a tinte fosche della realtà finanziaria italiana di oggi. Una soluzione è contenuta in un titolo di taglio basso della prima di “Repubblica”: “Draghi con la Merkel: riformare Maastricht”. “Rep” per altro oggi apre con la notizia politica del giorno: “Assedio a Scajola: si dimetta”. Il “Fatto quotidiano” di Padellaro e Travaglio apre invece così: “Io, gli assegni e i ministri”, relativo a un’intervista allo spallone delle mazzette del costruttore Diego Anemone, cioè il tunisino Hidri Fati Ben Laid, contenuta nella pagina 2. Per il ministro delle attività produttive “mala tempora currunt” e si dice che Berlusconi sarebbe già pronto a mandare in campo il numero tredici, si parla di Paolo Romani. Intanto continua anche la guerriglia da vietcong di Gianfranco Fini al Pdl. Vale la pena di leggere una sua intervista pubblicata su “la Stampa” a pagina 7, richiamata in apertura di prima con questo titolo: “Unità d’Italia, Fini contro la Lega”. A questo panorama da post Caporetto contribuiscono anche i dati delle vendite di automobili in Italia. La “Repubblica” a pagina 23 sintetizza il tutto così: “Finiti i bonus, vendite auto a picco: -15,6%”. Se però si va a vedere nel dettaglio, si scopre che in aprile Fiat Group Automobiles (Fga) ha immatricolato più di 49 mila vetture, pari al 30,7% del mercato, un risultato in linea con le quote raggiunte nei primi mesi del 2010 e vendite giù di circa il 26%. Dal Lingotto osservano che nel confronto con l’aprile 2009 va però considerato che allora Fga aveva ottenuto volumi e quote record. Nei primi quattro mesi Fga ha venduto quasi 259 mila vetture (+7,4% verso un anno prima) con una quota pari al 31,3%. E all’estero? Come va ‘sto mercato delle automobili? Nel mese di aprile, Toyota ha venduto negli Stati Uniti 157.439 vetture, in rialzo del 24,4% rispetto alle 126.540 dell’anno scorso. In particolare, le vendite del marchio Toyota sono aumentate del 23,8% a 139.080 unità, mentre quelle di Lexus sono salite del 29,3% a 18.359 unità. Intanto però nelle banche, e qui è ancora una volta di scena Intesa con Fideuram, non perdono il vizio delle stock option. Era di ieri la notizia che il consiglio di amministrazione di Banca Fideuram, la banca di promotori finanziari del gruppo Intesa Sanpaolo, aveva dato il via libera a un piano di stock option per i dirigenti e i promotori di Fideuram, per un ammontare massimo di 65 milioni di azioni della banca. Lo comunica la società in una nota. L’adozione del piano, oltre che all’approvazione dell’assemblea, è subordinato alla quotazione in Borsa di Fideuram. Si parla ancora molto della marea nera di petrolio che sta distruggendo un pezzo del Golfo del Messico. Titolo di prima di “Repubblica”? “La marea nera uccide le tartarughe - La Bp promette: pronti a pagare”. Sulla prima di “Repubblica” c’è anche la foto di un volontario che cerca di trarre di impaccio una testuggine, la foto è sormontata da questo titolo: “L’onda killer sulle tartarughe”. Chiudiamo con una notizia buona e una cattiva che prendiamo entrambe dalla prima del “Messaggero”. La cattiva: “Lazio, la gara farsa è un caso - I politici: indaghi la Federcalcio - Lotito, minacce e proiettili”, insomma la furbata di sfavorire gli odiati giallorossi è finita in tragicommedia e le conseguenze di questa idiozia diventano imprevedibili al momento e avranno un lungo strascico nel dopo campionato. La buona: “Toaff, l’abbraccio di Roma”, cioè i 95 anni dell’ex rabbino capo celebrati da tutta la città e non solo dai suoi correligionari. E a proposito di vegliardi, stavolta della politica, vanno segnalate le pagine 6 e 7 de “L’opinione di Diaconale, con richiamo in prima, dedicate agli 80 anni di Marco Pannella. Cento di questi giorni grande Marco.
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