L’ira di Siniscalco
Altro che banca dei territori, altro che candidato del Tesoro e di Chiamparino. Guzzetti e Bazoli alla fine l’hanno spuntata. Ieri Domenico Siniscalco ha abbandonato la disponibilità a fare il candidato della Compagnia di San Paolo a presidente del consiglio di gestione di Intesa San Paolo. Frase storica consegnata agli annali del 2010? “Non si fanno giochi di pollaio sulla più grande banca italiana”. La cosa, che ha ovviamente spazio in quasi tutte le prime pagine dei giornali di oggi, trova particolare rilievo sulla “Stampa” di Torino, con questo titolo: “Intesa San Paolo fuori Siniscalco - Mi hanno tradito”. L’altra notizia del giorno, che è d’apertura sulla “Stampa”, e di taglio basso centrale sul “Corriere della sera”, riguarda le accuse contro il ministro per le attività produttive Claudio Scajola dall’inchiesta sulla Protezione civile. Titolo del quotidiano di via Solferino: “Scajola, ecco le nuove accuse”. Nel sommario si spiega che “Il ministro presenta le dimissioni” e che “Berlusconi le respinge”. Nel solito ping pong istituzionale che segue a questi scandali. La “Stampa” titola con “Governo, bufera su Scajola”, e spiega come e perché il ministro sia rimasto coinvolto nell’inchiesta di Perugia. L’interessato per ora si difende così: “Mi vogliono intimidire”. Ma nella dettagliata ricostruzione del quotidiano di via Solferino arrivano imbarazzanti conferme sugli assegni di Diego Anemone e sulla reale entità della compravendita della casa per la figlia del ministro. Apertura economica, ma sull’altro problema macroeconomico del giorno, quella del “Sole 24 ore” di oggi: “La Grecia sotto tutela Ue -Fmi”. Si parla di un’austerità shock da 20 miliardi” e di “tregua sui mercati” e ieri anche l’asta dei Btp greci è andata bene con una ripresa generale delle borse europee. Ma tutti sanno che la “tempesta perfetta” è appena dietro l’angolo. D’altronde proprio nella sovra apertura del quotidiano di Torino e di casa Fiat c’era un titolo che parlava da sé, come tutti i titoli fatti bene dovrebbero fare: “Scontri ad Atene la gente in piazza protesta per i tagli”. E vagli un po’ a dare torto alla povera gente che dovrà sopportare i sacrifici dovuti alle scelte dissennate e agli imbrogli finanziari dei propri governi. Come se tutto questo caos mondiale di crisi, borse che scendono e stati che rischiano di fare default non bastasse, adesso gli Usa ci stanno regalando una nuova catastrofe ecologica dopo l’esplosione della piattaforma petrolifera al largo della Louisiana nel Golfo del Messico. Titolo del “Corriere”: “Ogni mezzo per fermare la marea nera”. Ieri, quasi tragicomicamente, le agenzie ci informavano pure che “Obama segue costantemente l’evolversi della situazione”. Verrebbe da dire a chi scrive queste banalità: “sai quanto gliene importa alla marea nera di Obama..” Sia come sia, “Repubblica” sceglie di aprire con “G8, ecco le carte contro Scajola”, mentre l’altro titolo più importante è ovviamente dedicato alla rinuncia di Siniscalco e alla “guerra sulle banche”. In taglio basso un’altra notizia, che nel panorama di oggi assume un po’ il connotato tipico di quelle che venivano inserite dal settimanale satirico “Cuore” nella rubrica “Ecchisenefrega”: “Il Belgio primo paese a vietare il Burqa”. Tornando a Siniscalco e alla sua “ira funesta”, i pezzi per capire cosa stia bollendo nella pentola dell’istituto di credito più grande d’Italia sono contenuti nelle pagine 30 e 31 del “Corsera”. Segnatamente, quello più chiaro è firmato da Massimo Mucchetti a pagina 31 ed è intitolato “Il grande intreccio padano e il sottile veleno della politica”. Leggendo gli articoli contenuti sulla “Stampa” alle pagine 10 e 11 si legge, sull’altro candidato rimasto in lizza dopo l’abbandono di Siniscalco, cioè Andrea Beltratti, che nel suo curriculum ha il fatto di essere stato borsista dello stesso Siniscalco. Il quale evidentemente non deve amarlo tantissimo se dice che “ha scarsa esperienza manageriale” e prevede che “alla fine ripescheranno Salza”. Titolo ironico del “Riformista” in taglio basso di prima: “Senza Intesa, Siniscalco si ritira”. “Il Riformista” oggi ha anche in prima, di apertura, una bella intervista a Niki Vendola, intitolata “Federalismo, scippo al Sud”. Si capisce che il nostro amico Nichi studia da leader del Pd e naturalmente questo a D’Alema non piace visto che ieri si era anche lamentato dei “tentativi di commissariare il partito”. Per chiudere non resta che affrontare lo psicodramma all’interno del Pdl, di cui ieri si è parlato molto anche ad “Annozero” da Santoro. Le dimissioni di Italo Bocchino (preso in giro dalla Alessandra Mussolini: “con quel cognome deve stare attento”) tengono banco su tutte le prime pagine come anche l’ira di Berlusconi verso Fini: “E’ un traditore”. Il “Giornale” oggi si accorge che anche la moglie di Bocchino è sempre stata una raccomandata in Rai, nel senso che la sua impresa di produzioni televisive, percepisce quasi sei milioni di euro di soldi pubblici l’anno per programmi vari. L’apettura di prima del quotidiano di Feltri è questa: “I soldi Rai alla moglie di Bocchino”. Chiudiamo con il primo epurato interno della guerra tra il “Giornale” e il “Secolo d’Italia”: il vignettista Alfio Krancic, intervistato sulla prima de “L’opinione” di Arturo Diaconale. Titolo: “Il vignettista che non piace più”. Krancic precisa che lo legava al “Secolo” un vincolo affettivo più che economico: “Mica costavo come la suocera di Fini”. La “Repubblica” in un divertente editoriale di Curzio Maltese in prima pagina chiama tutto ciò in questa maniera: “L’ora delle vendette nel partito dell’amore”.
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