Tragedia greca
Manca solo il coro e la “tragedia greca” oggi sarebbe completa, in quasi tutte le aperture di prima pagina dei quotidiani italiani. Dal “Messaggero” con “Grecia bocciata, Borse a picco”, al “manifesto” con “Grecale”, al “Riformista” che dedica l’editoriale di spalla a sinistra alla questione con il seguente titolo: “La Germania fa della Grecia spazzatura”. Il “Fatto” mette un’insidiosa allusione nella frase che sovrasta la testata: “Oggi Grecia e Portogallo, domani forse la Spagna. Come mai il governo italiano non si preoccupa del disastro finanziario?” La “Stampa” di Torino predilige un titolo come questo: “Grecia, giù euro e Borse”, la “Repubblica” usa il solito titolo da kolossal hollywoodiano: “Grecia sull’abisso, paura in Europa”. “Il Sole 24 ore” ci informa che “I titoli greci sono spazzatura” e il “Corriere della sera” mette il dito nella piaga: “Grecia bocciata, paura di contagio”. Il “Giornale”, che continua la sua campagna anti Fini, aprendo con “Un milione alla suocera di Fini”, che poi sarebbe l’entità di un budget Rai gestito dalla signora Francesca Frau per produrre “Festa italiana”, programma di scarsa audience ma di alto costo, mette sopra l’apertura un siffatto titolo: “Tracollo Grecia, l’europa trema”. E “libero” in prima pagina mette un ottimo articolo di Franco Bechis, “Prima della Grecia sta fallendo l’euro”, in cui si repercorrono gli errori che stanno alla base della fondazione della moneta unica e segnatamente quelli di Prodi che non volle l’entrata in due fasi per paesi più deboli come Italia, Gercia, Spagna e Portogallo, e che da capo della Ue insistette per l’allargamento ai paesi dell’est per ora rivelatosi disastroso. La giornata ieri si però aperta nelle agenzie con alcune rassicurazioni sulla Grecia e il rischio default del suo “grosso e grasso” debito pubblico: “i negoziati con la Grecia vanno bene e non c’è alcun dubbio sulla ristrutturazione del debito.” Da Tokyo, dove partecipa al vertice Ue-Giappone, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy cerca così di rassicurare i mercati dopo il disastro di ieri e conferma che “intorno al 10 maggio si terrà un vertice dell’Eurogruppo a livello di leader.” Occhio alle date: la verità è che il 9 maggio in Germania si vota nella Westafalia dove è in bilico tutto l’esecutivo della Mekel. Prima di allora parole e non fatti. “Sulla base del rapporto che sarà concluso nei prossimi giorni - ha detto Van Rompuy - i capi di Stato e di governo decideranno di attivare il finanziamento del programma congiunto sulla base dei negoziati in corso tra la Commissione europea, la Bce, l’Fmi ed il governo greco”. I negoziati iniziati una settimana fa, ha assicurato Van Rompuy, “procedono bene e non ci sono dubbi sulla ristrutturazione del debito greco”. Sarà, ma proprio oggi “Intesa san Paolo”, diffondendo il “punto della settimana”, dipinge uno scenario da brivido, in cui gli spread (le differenze) di rendimento dei titoli di stato europei dovranno essere livellati, pena il moltiplicarsi di casi come quello della Grecia. Secondo l’ufficio studi di Intesa San Paolo “l’ approccio utilizzato per la risoluzione dei problemi di bilancio della Repubblica ellenica potrà avere importanti conseguenze strutturali anche per i titoli di stato italiani o dei paesi cosiddetti “core” (come Francia e Germania). Infatti, la volontà dei paesi europei di garantire la stabilità del sistema finanziario europeo si traduce in un supporto, seppur condizionato, agli Stati maggiormente in difficoltà. Tale supporto a sua volta comporta un maggior dispendio di risorse finanziarie da parte degli altri paesi europei, secondo un sistema di ripartizione che dovrebbe essere proporzionale alle dimensioni dei paesi. Conseguentemente, sebbene ad oggi tale fenomeno non sia chiaramente visibile, il mercato dei titoli di stato dovrà sostanzialmente “spalmare” il rischio associato ai paesi in difficoltà su tutti i paesi europei, appiattendo di fatto la differenziazione dei rendimenti dei titoli di stato che tipicamente si crea a causa delle diverse condizioni dei conti pubblici dei paesi. Sebbene si tratti di un passo in avanti verso una maggiore integrazione fiscale, permangono alcuni dubbi sulla volontà politica di perseguire tale ambizioso obiettivo, alla luce del carico fiscale che dovrebbero conseguentemente accollarsi i paesi più grandi e virtuosi come la Germania, e alla luce della difficoltà di condizionare il sostegno ai paesi in crisi a un’effettiva implementazione dei piani di riduzione dei deficit o dei debiti pubblici accumulati.” Dalla prima del “Sole 24 ore” va presa la notizia contenuta nel seguente titolo: “Service tax per riunire i tributi locali sulla casa” con il governo assicura che l’Ici sulla prima casa non sarà rimessa in discussione. Mentre iniziano le cotromosse di Goldman Sacch che adesos si difende nel Senato Usa dall’accusa di avere distrutto l’ecnomia interna e internazionale. Titolo sulla prima del quotidiano rosa? “Goldman Sachs resiste nel processo del senato. Mai ingannato i clienti”. Questa notizia che chiude la rassegna dioggi è il classico esempio di uns erpente che si more la coda: la Goldman è accusata di avere aiutato la Grecia a truccare i conti pubblici e all’epoca il suo consulente principale era Mario Draghi, attuale governatore di Bankitlia. In questo giallo è ancora difficile dire se il delitto perfetto non sia stato commesso proprio dal maggiordomo.
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