Via libera per la Grecia
“La Grecia in crisi cerca 9 miliardi subito - Linea dura di Berlino”. Il “Corriere della sera”, che pure apre con l’altro argomento del giorno, “Nucleare, cantieri entro il 2013″, presenta quella che è senz’altro la notizia economica del giorno in prima di taglio basso panciuto. Anche “la Stampa” ha la cosa in prima, così: “Debito, la Grecia ha l’acqua alla gola. Subito 9 miliardi”. E anche la “Stampa” ha in prima, ma di taglio basso, il nucleare: “Nucleare, la centrale entro 3 anni”, titolo impegnativo nato sull’onda dell’”entusiasmo” programmato dalla visita in Italia di Vladimir Putin a casa del Cav. “Il Sole 24 ore” apre con “Merkel: Atene resta nell’euro”, e in fondo la gentile concessione della Cancelliera “de’ fero” è veramente la cifra della giornata. Basta confrontare la spalla destra del “Messaggero”: “Aiuti alla Grecia, i paletti della Merkel - L’Italia: no a rigidità”. Addirittura catastrofista, tanto per cambiare, l’apertura di prima pagina di “Repubblica”: “Sos Grecia: subito 9 miliardi”. Vale allora la pena di approfondire questo argomento. Il dibattito in Germania è sintetizzabile così: “la Grecia deve fare la sua parte, ma una sua eventuale uscita dall’euro “non è un’opzione”. Stretta fra l’incudine delle imminenti elezioni nel Nord Reno-Westfalia e il martello del suo alleato di governo Guido Westerwelle (Fdp), la cancelliera tedesca Angela Merkel (Cdu) ha confermato che non farà sconti al premier Giorgio Papandreou, pur aprendo uno spiraglio di ottimismo sul previsto pacchetto di salvataggio. “Ho fiducia nelle trattative tra il Fondo monetario internazionale, la Commissione europea e la Grecia” per la definizione di un piano di riduzione del deficit da parte di Atene, ha detto la cancelliera durante un incontro con i media convocato in fretta a furia. Il piano, ha aggiunto, verrà presentato “all’inizio di maggio” e la Germania non si pronuncerà fino ad allora. Fino ad allora, una cosa è certa: “La Germania aiuterà la Grecia se le condizioni saranno rispettate ed è importante che la Grecia mostri in modo credibile che va verso uno sviluppo durevole per ritrovare la sua forza economica e finanziaria”. Vale a dire: “Noi daremo il nostro contributo, ma serve anche il contributo della Grecia”, ha detto la leader conservatrice che, come aveva già fatto in mattinata il suo ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble (Cdu), ha sottolineato che “la Germania si sente immensamente obbligata a mantenere la stabilità dell’euro”. Solo qualche ora prima, intervenendo in Lussemburgo, Westerwelle aveva detto che la Grecia deve fare “i suoi compiti a casa” prima di ricevere un aiuto finanziario, mentre l’esperto della Fdp per le finanze, Hermann Otto Solms, era stato molto più critico: “È stato uno sbaglio mettere sul tavolo il barattolo del miele fin dall’inizio - aveva detto puntando il dito direttamente contro Schaeuble - per i greci questo è il segnale che devono solo servirsi”. In Germania, quindi, la tensione sulla partecipazione di Berlino agli aiuti ad Atene è ancora alta. In ballo non c’è solo il contributo di circa 8,4 miliardi di euro che dovrebbe arrivare dall’esecutivo Merkel, ma anche i voti di milioni di elettori, quelli cioè che il prossimo nove maggio verranno chiamati a rinnovare il governo del Nord Reno-Westfalia, attualmente guidato da una coalizione tra conservatori e liberal democratici (Cdu-Fdp). Se dovesse cadere in questo Land, il governo perderebbe la maggioranza al Bundesrat, la Camera alta dei rappresentanti regionali, dove oggi ha 37 seggi, solo due in più del minimo necessario. Anche per questo, la Merkel cerca di prendere tempo, ma soprattutto cerca di mantenere il difficile equilibrio con i liberal democratici che - decisi a mantenere le promesse elettorali - durante il fine settimana hanno proposto tagli fiscali per 16 miliardi di euro all’anno, a partire dal 2012. In Italia a proposito di problemi economici, tiene invece banco, oltre al dibattito fondato sulla strategia degli annunci che riguardano il nucleare, ma bene che vada le centrali ci saranno tra una quindicina di anni per cui campa cavallo, il futuro di Intesa San Paolo e gli assetti al vertice. Ne parla con questo titolo il “Messaggero” a pagina 16: “Intesa San Paolo, la Compagnia insiste sulle designazioni di Beltratti e Siniscalco”. Si legge che Benessia non vuole rimettere in discussione queste scelte ma anche che il consigliere Bruno Manghi ha redatto un documento, “Considerazioni su una scelta infelice”, che resterà agli atti come le proprie dimissioni dal cda. Ieri Benessia diceva alle agenzie che “la Compagnia, primo azionista di Intesa Sanpaolo, oggi esce rafforzata dalla prova di coesione del suo Consiglio Generale, che ha condiviso la mia proposta di non rischiare turbative nell’attuale delicata fase del rinnovo degli organi della Banca”. E aggiungeva: “Ci sono tutte le condizioni per adempiere serenamente al mandato che ho ricevuto dal Comitato di Gestione”. Intanto, come ci informa la prima pagina del dorso “Finanza e Mercati” del “Sole”, Caltagirone è all’attacco e aumenta la propria quota in Generali. C’è anche un titolo che riporta una sua dichiarazione tra virgolette: “Generali punti su Est e Asia”. Francesco Gaetano Caltagirone, neo eletto vicepresidente delle Generali, compra quindi ancora azioni del Leone. Attraverso la società Gamma srl, l’imprenditore romano ha acquistato sul mercato altre 350 mila azioni per un controvalore di 5,8 milioni di euro. È quanto emergeva ieri da un modulo di “internal dealing”. Gli acquisti sono avvenuti a ridosso dell’assemblea di sabato scorso che ha visto la sua elezione alla vicepresidenza. Il primo pacchetto è stato infatti comprato giovedì 22 e consiste in 200 mila titoli al prezzo di 16,7 euro l’uno per un totale di 3,3 mln di euro. Il secondo pacchetto, di 150 mila titoli, è stato invece comprato il giorno seguente al prezzo di 16,6 euro per un totale di 2,5 mln. All’assemblea di sabato il gruppo Caltagirone risultava possedere il 2% delle Generali. Il pacchetto odierno è pari allo 0,02% del capitale ordinario. Ci avviamo bverso la chiusura prendendo dalla prima di “Repubblica”, dove il titolo sormonta una foto drammatica, la notizia della catastrofe ecologica in Louisiana: Usa, la marea nera nel Golfo, corsa per evitare l’eco disastro”. Gli articoli stanno poi alle pagine 12 e 13. Si tratta della piattaforma petrolifera esplosiva e al cosa, mutatis mutandis, è anche un bel monito per i fan del nucleare. Chiudiamo con la pedofilia del clero cattolico: dalla Germania la notizia che i contribuenti quest’anno hanno dato il 25% in meno alla Chiesa di Papa Ratzinger e il compassato “The International Herald Tribune” oggi ha in prima questo titolo: “Abuse case of cardinal puts pope in complex hue”. Si parla della storia della vicenda dell’arcivescovo di Vienna Hans Hermann Groer. Accusato di abusi e fermato dal Papa, in passato era invece stato favorito proprio da Ratzinger nella propria scalata alla chiesa austriaca, contro il volere del papa precedente, Giovanni Paolo II.
Tags: 9 miliardi, Andrea Beltratti, Angela Merkel, Angelo Benessia, Assicurazioni Generali, Austria, Benedetto XVI, Bruno Manghi, Bundesrat, cardinale Hans Hermann Groer, Cdu-Fdp, centrali nucleari, contribuenti tedeschi, Domenico Siniscalco, elezioni, Francesco Gaetano Caltagirone, Gamma srl, germania, Giorgio Papandreou, Giovanni Paolo II, Golfo, Grecia, Guido Westerwelle, Hermann Otto Solms, internal dealing, Intesa San Paolo, Leone, Lousiana, Lussemburgo, Nord Reno-Westfalia, pedofilia, piattaforma petrolifera, silvio berlusconi, Sos, Vienna, Vladimir Putin, Wolfgang Schaeuble
Commenti
Scrivi una risposta:
Devi fare log in per scrivere una risposta.
Rubriche:
1. Editoriale
- Professionista chi? Di Giovanni Iozzia
14. Il dubbio
- Tutto il Paese deve mobilitarsi per un grande Expo di Diana Bracco
15. L'esperienza
- Anch’io ho fatto come Buffett. Stravolgere i canoni rende di Ennio Doris
2. Controvento
- Nucleare. Non basta dire no Di Gianpiero Cantoni
3. La polemica
- Vi spiego perchè il sindacato è finito nel 1993 di Giuliano Cazzola
4. Analisi
- Ecco che cosa ci stiamo giocando in Borsa di Oscar Giannino









