La Lega vuole le banche
All’epoca di Giovanni Consorte e dei “furbetti” del quartierino, Fassino, beccato nella solita intercettazione indiscreta, si rallegrava che il Pd potesse “avere una banca”. Umberto Bossi, a leggere oggi il titolo di apertura di prima pagina del “Corriere della sera” (”Vogliamo le banche del Nord”), non si accontenterebbe di così poco. Se poi si legge il sottotitolo della suddetta apertura si capisce come il Senatur sia passato rudemente all’incasso dopo la vittoria delle Regionali in Veneto, Lombardia e Piemonte: “Bossi all’attacco: possibile un premier leghista nel 2013″. Nelle pagine due e tre del quotidiano di via Solferino è poi tutto spiegato tra retroscena veri o intuiti. Certo fa impressione vedere la foto che illustra l’articolo di pagina 2 intitolato “Banche del Nord e premiership - Il “manifesto” di Bossi”, dove si vede Bossi, con il figlio “Renzo la trota” e Rosy Mauro. L’impressione è letteralmente quella del potere tribale, che si tramanda per l’appunto “di padre in figlio”. Nel pezzo di taglio basso firmato dal “retroscenista” Francesco Verderami si richiama nel titolo “il patto segreto del 2001″ e il problema delle Fondazioni nonché i consigli di Tremonti. Nell’articolo però viene ricordato anche il precedente non lusinghiero della bancarotta della banca legista Credi Euro Nord. A pagina 3 si parla di un “vertice a nervi tesi” tra “Berlusconi e Fini” previsto per oggi, e date le premesse non può che essere così. La “Repubblica” sceglie d’apertura il medesimo argomento ma con un titolo che ricorda i proclami mussoliniani: “Bossi: a noi le banche del Nord”. Poi il pezzo dell’economista Massimo Riva commenta così la cosa: “Lega di lotta e di lottizzazione”. Mentre nel sotto titolo si ricorda che è “pronto il nuovo Lodo Alfano” e che “arriva la stretta sulle intercettazioni”. Su “Repubblica” in prima anche un richiamo relativo al rapporto Ue sull’energia, contenuto nella parte del giornale che si chiama “Repubblica 2″: “Sole, vento e auto elettriche la “rivoluzione verde” del 2050″. Come si capisce l’asticella si sposta sempre più in là e nel 2050 “beato chi ci avrà un occhio”. Dalla prima del quotidiano di De Benedetti anche un richiamo sulla lettera di Berlusconi al premier afghano Karzai: “Verità su Emergency”. Mentre il “Sole 24 ore” nella propria apertura di prima smorza gli entusiasmi che avevano caretterizzato le ultime due giornate a proprosito della Grecia: “Grecia, l’accordo non basta: i tassi tornano al 7%”. Anche il quotidiano rosa ha un titolo sulla Lega in taglio basso: “Bossi : uomini della Lega nelle banche del Nord”. Due titoli di taglio basso anche sui contrasti ai paradisi fiscali: “In arrivo dall’Economia il giro di vite sulle black list” e “I controlli fiscali in pressing su beni e patrimoni all’estero”. Oggi, come avverte sempre il “Sole” in altro richiamo di prima, ci sarà anche l’atteso incontro tra il ministro Alfano e i rappresentanti degli ordini professionali. Ieri, come spiega un pezzo a pagina 31, c’è stato un convegno sulla previdenza sponsorizzato dalla cassa dei commecialisti. Titolo? “Casse alla ricerca della stabilità”. E Sacconi, però, è alla ricerca di investimenti pubblici di tipo “etico” da parte di queste casse. Anche per costruire le carceri. Dalla pagina 16 del “Messaggero” anche la notizia che “Intesa, la Compagnia punta su Siniscalco”, insomma San Paolo mette in campo un pezzo da novanta, come l’ex ministro economico del governo Berlusconi. Che nel 2003 fu chiamato a sostituire Tremonti. E oggi viene chiamato per sostituire Angelo Salza. Parla di ciò anche la copertina dell’inserto “Finanza e Mercati” che nel taglio basso ci avverte che “per JP Morgan” la “crisi è alle spalle”. Secondo un richiamo in prima sulla “Stampa” la nomina di Siniscalco va letta così: “La Compagnia di San Paolo scarica Salza”. Di Siniscalco e di Intesa San Paolo parla anche il “Corriere” nella pagina 5, mentre in prima c’è un richiamo sulla Fiat: ” I 16 modelli del piano Fiat”. Il pezzo è poi sviluppato a pagina 43 : “Il piano Fiat: 16 modelli entro il 2014″. Il gruppo arriverà a quota 5,5 milioni di auto, 900 mila in Italia. E si riparla di 5 mila esuberi. A bene vedere questa notizia è un “revenant” della sparata che fece la “Repubblica” un paio di settimane fa, esuberi compresi, che poi portò le solite smentite di prammatica da parte di Marchionne. Il “Corriere” ha in prima anche altre due notizie molto importanti per capire le prassi della società civile italiana di oggi. Una riguarda il calcio: “Ecco le intercettazioni tra i club e gli arbitri”, e fa riferimento anche al coinvolgimento dell’Inter di Moratti, all’epoca presieduto dall’ex campione (oggi scomparso) Giacinto Facchetti, con telefonate proibite ad arbitri e designatori arbitrali. L’altra notizia fa riferimento ai metodi inaccettabili, proibizionismo compreso, con cui si fa la lotta alla droga: “Il generale e la richiesta choc del pm”. La notizia, che sta anche sul “Messaggero” a pagina 12 (”Il Ros sotto accusa: chiesti 27 anni per il comandante”), è che per Giampaolo Ganzer, tuttora comandante del Raggruppamento operativo speciale della Benemerita, pende una richiesta per una pena di 27 anni per le proprie operazioni sotto copertura anti droga. Secondo l’accusa, che nacque dallo scrupolo del pm Armando Spataro, alti ufficiali del Ros fecero acquistare ingenti quantitativi di cocaina in Sud America tramite infiltrati nei cartelli locali per poi rivenderli in Italia ai trafficanti e quindi fare arerstare questi ultimi, spacciando, è il caso di dire, la cosa come “brillante operazione anti droga”. Insomma se non siamo alla Chicago anni ‘20 con il proibizionismo alcolico poco ci manca. E la pm Luisa Zanetti, che ha fatto la requisitoria e che ha chiesto questa pena da narcos per uno dei capi operativi dei carabinieri italiani, tuttora al suo posto, dice che “il movente carrieristico in questa vicenda si mischia con quello dell’arricchimento personale”. Il commento del cronista Luigi Ferrarella è che dopo la requisitoria della pm Zanetti, il generale Ganz sta seduto su due posti inconciliabili tra di loro: quello di imputato per traffico internazionale di ingenti quantitativi di droga e quello di capo del Ros dei carabinieri che si occupa di indagini sul traffico internazionale di droga. Tornando per un attimo all’economia stamattina la Cina ha ufficializzato che manterrà lo yuan stabile non solo per aiutare l’export ma anche per agevolare il controllo del flusso di capitali speculativi nel Paese. Lo ha reso noto il portavoce del ministero del Commercio, Yao Jian, riaffermando la posizione di Pechino secondo cui gli Stati Uniti non dovrebbero incolpare la Cina dei loro problemi economici interni. Chiudiamo con il Vaticano e la pedofilia: ieri la Francia ha protestato contro il cardinal Bertone, segretario di stato, per l’equazione omosessualità uguale pedofilia, e ne dà notizia in un richiamo di prima la “Stampa”: “Non accostate pedofili e omosessuali”. Bertone e la Santa Sede sono costretti alla retromarcia e a metterci una pezza che come al solito è peggio del buco: “ci riferivamo agli omosessuali all’interno della Chiesa”. Chissà perché, proprio tra coloro che denunciano il “relativismo” come uno dei mali quotidiani, deve convivere questa forma di relativismo secondo cui tutto ciò che avviene tra le Mura Leonine va interpretato in maniera differente di come il resto del mondo lo interpreta. Dalla pedofilia, all’omosessualità, passando attraverso il concetto di paradisi fiscali come la banca Ior, o quello di non conformarsi alle normative anti riciclaggio dell’Onu, o di aprire i forzieri vaticani e anche le cripte nelle chiese ai boss della mafia e della banda della Magliana.
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