E ora elezioni
Basta carte bollate, si pensi alle elezioni. Il Cav è tentato dalla piazza e di ricorsi non ne può più. Anche perché con i giudici italiani ha, come dire?, “Saturno contro”. Così la “Stampa” di Torino oggi apre con “Berlusconi: Pdl in piazza per salvare la democrazia”. Dopo il pasticcio e il tar-tar, ci si aggrappa al Consiglio di Stato mentre qualcuno, ad esempio il duo Bonino e Pannella, propone di rinviare per un mese le elezioni in tutta Italia e di sanare le irregolarità delle liste. Ma di tutti i partiti, non solo del Pdl. Cosa questa che provoca un sacco di problemi e lo stesso Bersani ieri ha detto “niet” parlando proprio al teatro dei comici a Roma dove i radicali tenevano le proprie assise. “libero” e il “Giornale” aprono quasi alla stessa maniera: “Ora basta, votiamo”, il primo, e “Caro Silvio, ora basta: pensi al voto”, il secondo. Insomma “votiam, votiam, votiam”, come in un coro di streghe del Macbeth. Mentre dal lato economico la notizia del giorno è contenuta in taglio basso sempre sul giornale debenedettiano: “La cassa integrazione si allunga di sei mesi”. Notizia che troviamo poi di apertura sul “Sole 24 ore”: “Sei mesi in più di Cig”. Nel taglio basso il quotidiano rosa mette un’altra notizia che si riallaccia all’apertura di questa rassegna e la spiega: “Un altro no alla lista Pdl a Roma”. Il no è della corte d’appello che ha rifiutato la ripresentazione delle liste fatta l’altro ieri dai coordinatori del Lazio del Pdl e non dal Tar come erroneamente scrive nel sommario del titolo di prima la “Stampa”. Nell’occhiello del titolo del “Sole” invece si cita la apposizione della fiducia al Senato sulla legge per il legittimo impedimento e della successiva bagarre in aula. Altra notizia, tristissima, di ieri è legata alla malagiustizia all’italiana: “Via Poma, il suicidio di Vanacore”, è il titolo in prima di “Repubblica” che la riassume. Ed è l’epilogo di una storia di sospetti mai provati su complicità nell’omicidio di Simonetta Cesaroni il 7 agosto 1990 che hanno portato all’estremo gesto un uomo mai difeso politicamente da nessuno. Insomma, “un paese normale”, sia pure nella sua anormalità. Da segnalare anche la candidatura che il “Financial Times” fa del governatore di Bankitalia Mario Draghi alla guida delle Generali “nel caso dovesse fallire nomina governatore al vertice Bce”. “Just in case”, verrebbe da dire. Un editoriale dal titolo “Potrebbe Mario Draghi essere la polizza assicurativa di Generali?” riporta l’ipotesi circa il possibile arrivo al gruppo assicurativo dell’attuale presidente di Mediobanca, Cesare Geronzi. A questa candidatura, secondo il quotidiano, si potrebbero tuttavia opporre il finanziere francese Vincent Bollorè e Dieter Rample, presidente di Unicredit. Quest’ultima, azionista importante di Mediobanca, secondo il quotidiano è “preoccupata per un possibile passaggio di Geronzi a Trieste” perchè non vuole l’instabilità alla guida della banca d’affari milanese. Ma ad opporsi all’ipotesi Geronzi, secondo l’articolo, potrebbe esserci anche il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che “apprezza la stabilità che ha caratterizzato l’attuale management di Generali durante la crisi”. Da qui ‘Ft’ inserisce il nome di Draghi nella lista dei candidati alla guida di Generali, pur ipotizzando anche una possibile rielezione di Bernheim anche se potrebbe essere a tempo. Se il Governatore, secondo ‘Ft’, “dovesse fallire nel suo tentativo di diventare il prossimo governatore della Bce”, la via di Trieste potrebbe essere l’alternativa giusta tenuto conto che sia Tremonti sia Bernheim non avrebbero difficoltà ad appoggiare. Che dire? Sembra più un suggerimento che una previsione. O addirittura “un ordine”. E infatti “Repubblica” a pagina 29 mette questo titolo: “Candidate Draghi al vertice delle Generali”. Restando agli esteri, la Germania più precisamente, va segnalato il “mea culpa” del fratello di Papa Ratzinger, Georg, a proposito dello scandalo pedofilia e abusi educativi sui bambini. Sul “Messaggero” a pagina 18 troviamo questo titolo shock: “Il fratello del Papa: Anch’io ho dato schiaffi agli alunni”. Chiudiamo con due notizie prese rispettivamente dalle pagine 27 e 29 di “Repubblica”. La prima sintetizzata con questo titolo: “Pensionati, tasse record in Italia, il 15% in più che a Parigi e a Berlino”. La seconda con quest’altro titolo: “Agnelli, spunta mister X, supertestimone sui conti esteri”. I pm stanno verificando l’elencos egreto, Forse la prossima volta che si parlerà di etica, tangenti, evasione delle tasse, paradisi fiscali e dintorni anche Montezemolo starà più attento a fare il gran censore, con il rischio che ha di parlare di corda a casa degli impiccati.
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