Alfano, sfida sulla giustizia
“Giustizia, la sfida di Alfano - Mancino: sì all’immunità”. Il titolo che apre oggi la prima di “Repubblica” dà la cifra di come inizia la seconda settimana politica di febbraio: esattamente come si era chiusa la prima. Inoltre l’altra notizia del giorno, che possiamo prendere dall’apertura di prima del “Corriere della sera”, è la seguente: “Esplode centrale americana”. Si parla di una elettrica, con morti a decine, per quanto ancora se ne sa. Il tutto in Connecticut, con un botto che ha fatto tremare una cittadina a quindici chilometri di distanza. Come in una sorta di film dell’orrore di quelli che piacciono a Martin Scorsese, tipo “Cape fear” o il deludente “The shutter island”, ambientato in un manicomio criminale nel 1954 che sarà presentato a Berlino tra pochi gorni. Le notizie, economiche, sempre ridotte all’osso come ogni lunedì, parlano ancora della Spagna di Zapatero, che, come recita un efficace titolo sulla prima del quotidiano debenedettiano, “brucia 4 mila posti al giorno”. Si intende di lavoro. Dalla prima dell’ “International Herald Tribune” apprendiamo pure che il piano per risanare il debito pubblico della Grecia, incontra un serio ostacolo: il livello occupazionale. Il titolo, molto asciutto, è il seguente: “Plans to cut Greek debt face hurdle: Workers”. E mi hai detto “un prospero”, come si direbbe nelle zone circostanti la capitale. Dal “Corriere” oggi va preso un editoriale di prima di Pietro Ichino, “Nessuno pensa al welfare dei figli”, in cui viene riproposta la sua “welt und schauung” stra nota e poco digeribile che comprende l’abolizione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Dal taglio basso del “Corriere” inoltre, arriva la notizia tecnologica del giorno: “Google” sta approntando “il telefono che traduce le lingue”, una specie di cellulare con dentro una sorta di “google translator” capace anche di dettare le parole all’orecchio tra due interlocutori lontani che non parlano le rispettive lingue. C’è però da dire che se funzionerà come il “translator” scritto che già può essere utilizzato su internet c’è ancora molto da fare per renderlo funzionale senza effetti paradossali ed esilaranti. Il “Giornale ” di Feltri apre con “Di Pietro adesso chiede aiuto”, in cui viene data un’interpretazione certo non benevola della chiusura del primo congresso dell’Italia dei Valori e della spaccatura tra l’ex pm di mani pulite e il suo ex collega Luigi de Magistris sulla decisione di accettare e appoggiare la candidatura dell’inquisito Enzo de Luca alle regionali in Campania. Il “Messaggero” di Roma apre invece con un titolo che si commenta da solo: “Carcere a chi provoca le valanghe killer”. Si parla di un emendamento del governo per dare un giro di vite a non si sa bene che cosa, pare ai “fuori pista a rischio”. Di questo passo si metterà in carcere anche chi non fa mettere la maglia di lana ai figli se poi questi prenderanno una polmonite e magari ci rimetteranno la vita. Grotteschi proibizionismi e punizionismi all’italiana, direbbe Marco Pannella. “L’Unità” oggi apre con “Beni culturali spa”, affermando come imminente la nomina di Guido Bertolaso a capo del ministero finora occupato da Sandro Bondi e a pagina 5 mette un articolo, “Manager strapagati ed esperti all’angolo: l’agonia della cultura”. Insomma, come in ogni emergenza, da L’Aquila ad Haiti, quando il gioco si fa duro i Bertolasi cominciano a giocare. Vedremo se tutto ciò però ha un reale fondamento. Il “Sole 24 ore” oggi apre con “La frenata dei professionisti”, accorgendosi della caduta nel reddito di quella che una volta era la classe medio alta: dentisti, avvocati, medici e persino geometri. Parametro di valutazione? Il minore afflusso nel 2009 di nuovi arrivi negli albi professionali. Oltre alle rispettive dichiarazioni dei redditi cui però occorre fare una tara grossa come una casa. Infine i due inserti economici del lunedì di “Repubblica” e “Corriere della sera”. Il primo apre con “il Leviatano delle spa pubbliche” e pretende di raccontare cosa celi la trasformazione della stessa Protezione civile in spa. Il secondo sceglie come arogomento principe della propria apertura “i listini in caduta” delle borse, suggerendo i soliti “titoli per difendersi”. In prima di spalla a destra c’è anche un articolo, sui nuovi equilibri dentro Intesa San Paolo, dal titolo “Bazoli il tessitore per la nuova Intesa”. Che sarà pure nuova, ma il cui “deus ex machina ” da anni è sempre lo stesso.
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