Spagna, corrida in borsa
“Madrid spaventa le borse”, è il titolo scelto nel taglio basso della prima del “Messaggero” per raccontare la vera e propria corrida cui ieri hanno assistito gli azionisti mondiali a causa del debito pubblico accumulato dallo stato in cui governa Josè Luis Zapatero. Ma non è certo l’unico giornale a titolare in quel modo. Altri, anzi , hanno la notizia di apertura. Come “il Sole 24 ore”, “Il debito spaventa i mercati”, e oltre alla Spagna preoccupa anche quello di Grecia e Portogallo, e fra le righe, subito dopo ci siamo noi italiani, o come il “Corriere della sera”, “Effetto debito, paura delle borse”. Per non parlare di “Repubblica”, “Rischio debito, tremano le borse”, o de “la Stampa”, “La Spagna spaventa l’Europa”. Ma anche il compassato “International Herald Tribune” oggi ha in prima grosso come una casa il seguente titolo: “E.U. debt worries ripple across bloc”. Da tutto ciò una sola deduzione: purtroppo la crisi non è affatto finita. E lo dimostra anche il tira e molla tra governo e Fiat su Termini Imerese e sugli incentivi per il mercato automobilistico. Se ne parla anche in un articolo di Massimo Mucchetti, “Le ragioni del governo”, che parte dalla prima del quotidiano di via Solferino. E ieri c’è stata anche la reazione, come al solito ironica del Cav all’intervista di Sergio Marchionne a “la Stampa” a proposito della sfida sugli incentivi: “Noi siamo pronti ma la Fiat non sembra interessata”. E persino il presidente del Senato Renato Schifani è sceso in campo dicendo che questi aiuti devono essere legati al mantenimento dell’occupazione soprattutto a Termini Imerese. Sulla prima del “Corriere” c’è anche questo titolo, “Immigrati - Un permesso a punti”, in cui si parla dell’ultima trovata del ministro Maroni che non mancherà di sollevare polemiche con la Chiesa. Chiesa che sembra però tutta concentrata sulla seconda puntata del mistero Boffo, di cui parla ancora oggi il “Foglio” in apertura di prima, con questo titolo: “Il caso Boffo e le solite combriccole continuano ad agitare i giornali”. Sul caso Fiat ieri è intervenuto anche il segretario del Pd Ganluigi Bersani, con il solito apparente buon senso: “A casa mia si dice: ‘o si va a messa o si sta a casa’. Il governo non sa che pesci pigliare, è irresponsabile e il risultato di questa indecisione è che la gente già da un mese ha smesso di comprare e c’é stato un crollo della produzione del 30-40 per cento con conseguente aumento della cassa integrazione”. E anche il “Sole 24 ore” in prima parla di “duello tra Fiat e governo” ovviamente per gli incentivi. Dalla prima del dorso “Finanza e Mercati” del quotidiano rosa va preso questo titolo: “Eni trova l’accordo con Bruxelles”.Il gruppo cede tre gasdotti per 1,5 miliardi di euro ed evita così le sanzioni dell’Antitrust Ue. Sul fronte giudiziario va segnalata la seconda puntata di “Panorama” su la escort Patrizia D’Addario e dintorni, titolo in copertina “La pupa e i pupari”, con articoli di Giacomo Amadori a pagina 38 e 44, nonché la notizia dell’assoluzione di Massimo Maria Berruti nel processo per riciclaggio sui diritti tv della Fininvest, sottolineata in prima tra i grandi quotidiani sia dal “Corriere” sia da “Repubblica” con questi rispettivi titoli: “Diritti tv della Fininvest: Berruti assolto per il riciclaggio” e “Processo diritti tv - Berruti assolto dall’accusa di fondi neri e riciclaggio”. Sul fronte internazionale si registra la reazione rabbiosa di Mahmoud Ahmadinejad, il boia dell’Iran, alle parole di Berlusconi in favore di Israele pronunciate davanti alla Knesset. Il titolo più vistoso lo fa la “Stampa” in prima nella sovra apertura: “L’Iran attacca: Berlusconi servo degli israeliani”. Anche la “Stampa” ha ovviamente in prima un titolo sul caso Fiat, “Incentivi, duello tra Fiat e governo”, mentre “Repubblica”, a proposito del suddetto caso Boffo, ci assicura che il papa in persona “chiese il dossier Boffo”. Possiamo chiudere oggi con una notizia che ci viene dal famoso centro studi che fu fondato da Prodi e che in passato fu anche alla ribalta delle cronache: Nomisma. Ci parla di crisi, tanto per cambiare, segnatamente del mercato delle case. Gli affitti negli ultimi venti anni sono più che raddoppiati (+105%) mentre il reddito medio delle famiglie, nello stesso periodo, è aumentato circa del 18%. E’quanto sottolinea un rapporto di Nomisma consegnato in Parlamento in occasione di un’audizione alla Commissione Ambiente della Camera. Per quanto riguarda invece i mutui, una famiglia italiana su quattro (il 25%), sempre secondo i dati Nomisma, è a rischio perché la rata per il mutuo per la casa supera il 30% del reddito disponibile. Possiamo però consolarci perché c’è il “libero mercato”. Così come ha detto ieri il Cav per commentare la cosa. Bernabè si è visto con Scajola (vedi articolo su “Repubblica” a pagina 32, “Telecom-Telefonica, c’è il libero merceto”) venuto a consulto sulla “vexata quaestio” su questa fusione su cui finora il governo italiano ha detto no. Berlusconi precisa che per adesso non ha progetti strategici. E se non ce li ha lui, figuriamoci tutti gli altri.
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