Marchionne, sfida sugli incentivi
“Gli incentivi? Prima o poi vanno eliminati”. Non è solo un’ovvietà, ma anche il titolo di apertura di prima pagina de “la Stampa” di Torino per una mega intervista officiata dallo stesso direttore Mario Calabresi all’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, che oggi passa decisamente al contrattacco su Termini Imerese e dintorni. E Marchionne, proprio alla quarta domanda postagli da Calabresi (l’intervista prende le pagine 2 e 3 del quotdiano) a proposito di un eventuale legame tra la cassa integrazione decisa per due settimane in tutti gli stabilimenti Fiat e i tentennamenti del ministro delle attività produttive Claudio Scajola sul rinnovo o meno degli incentivi alla vendita di automobili in Italia, testualmente risponde: “No, se non che per programmare la produzione c’è bisogno di certezze. E’ importante che il governo decida se ci sono le condizioni per darli nuovamente o no. E chiaro che gli incentivi sono una misura temporanea e che erano stati decisi per traghettare l’industria dell’auto fuori dalla grande crisi. Capisco che prima o poi debbano essere eliminati per tornare a un mercato normale. Protrarli troppo a lungo sarebbe un danno che pagheremmo con minori vendite nei prossimi anni. Fisiologico che si vada verso una normalizzazione del mercato, che ci permetterà di fare piani di lungo periodo non legati agli incentivi. E poi non dimentichiamo che noi abbiamo il 30 per cento del mercato, il restante 70 per cento va ai nostri concorrenti”. Insomma Marchionne se ne farà una ragione e così spiazza la tattica di Scajola, confermata da altro articolo a cavallo delle pagine 2 e 3 del quotidiano della Fiat, in taglio basso: “Scajola valutiamo lo stop agli incentivi”. E i dati dello sciopero proclamato dalla Cgil contro la Cig Fiat parlano di 80% di adesioni. L’altra intervista economica del giorno è quella all’ad di Intesa San Paolo Corrado Passera, richiamata in prima dal “Corriere della sera” e poi piazzata a pagina 31. Il titolo dice tutto: “Passera: recessione, l’Europa ha retto ma resta l’emergenza occupazione”. Passera poi dice che “i politici devono fare le regole per separare chi dà credito da chi specula”. Il problema, gli si potrebbe dire, è che spesso c’è una coincidenza di soggetti. Da “Repubblica” prendiamo l’apertura politica del giorno: “Sì al legittimo impedimento”. Il provvedimento che di fatto congelerebbe i processi contro il premier è passato alla Camera con l’astensione dell’Udc. “L’opinione” di Diaconale ironizza nel titolo di copertina dicendo che si tratta di “un lodo piccolo, piccolo”. Altro casus belli sono le dichiarazioni del ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta sull’articolo 18 che “protegge i padri e danna i figli”. Brunetta è anche in prima sul “Corriere” con il seguente finto titolo: “Lettera di Brunetta: I redditi da lavoro devono crescere riformando il fisco”. Il titolo vero però sta a pagina 33: “Lavoro, padri e figli divisi dall’articolo 18″. Insomma carne sul fuoco a volontà. Da non sottovalutare a livello internazionale, sempre nel settore macro economico, le tensioni tra Cina e Usa ormai al culmine. Titolo anche stavolta in prima sul quotidiano di via Solferino: “La Cina: ritorsione anti-Usa”. C’è da dire che Obama ha smesso di fare il buonista da tempo. E adesso provoca polemiche a destra e a manca. E anche con gli europei per la propria decisione di non presenziare al prossimo G8 in Spagna. Cosa di cui di più si parla sulla stampa internazionale, per ora, che su quella nostrana. Se vogliamo restare sul panorama internazionale oggi va segnalato anche il primo titolo a sinistra sul “Foglio”: “Aria da colpo di stato in Pakistan, il Pentagono rafforza le operazioni”. Insomma c’è da stare allegri. Polemiche ma anche grandi applausi inoltre ha ricevuto Silvio Berlusconi in Israele quando ha detto alla Knesset che la guerra di Gaza fu giusta. In pratica una reazione proporzionata. Il bello del Cav, che ieri ha anche ammonito l’Iran, è che dice cose esattamente antitetiche a quelle del ministro degli Esteri Franco Frattini, molto meno apprezzato dall’intellighentsja dello stato ebraico, ma molto più ben visto in Europa e tra i paesi arabi. Il titolo sul discorso di Berlusconi possiamo prenderlo dalla prma del “Sole 24 ore” come didascalia titolante una foto di Benjamin Nethanyahu e lo stesso premier ritratti insieme: ” Berlusconi alla Knesset. Giusta la reazione d’Israele a Gaza”. Per la cronaca il quotidiano di Confindustria apre con “Tengono le entrate 2009″ e questo grazie allo scudo fiscale che contiene il minor gettito a -3,3% per fine anno, comunque superiore al -3,9% di novembre. Sul dorso “Finanza e Mercati” l’apertura è dedicata alla rete Telecom e all’affaire Telefonica con il seguente titolo: “Il governo alla Camera: strategica la rete Telecom”. Ieri erano stati gli azionisti a ribellarsi al no governativo alla fusione che creerebbe danni non solo a loro ma a tutto il Paese. Tornando alle polemiche politiche oggi nuova apertura “gemellata” tra “libero” e il “Giornale”. Rispettivamente con: “Di Pietro perde la testa e i voti” e con “A Di Pietro saltano i nervi”. E adesso rischia di perdere anche il partito di cui è padre padrone visto che al congresso dovrà vedersela con la candidatura a segretario di Luigi de Magistris. Della serie: c’è sempre uno più puro che ti epura. E a proposito di epurazione chiudiamo con il caso Boffo, riemerso carsicamente qualche settimana fa dopo una chiacchierata di Vittoro Feltri con il “Foglio” nella quale si ipotizzava una manina nella segreteria di Stato e un’altra nella direzione dell’ “Osservatore romano” dietro la velina sull’ex direttore dell’ “Avvenire”. Oggi il “Corriere” dedica un’intera pagina a questo ulteriore episodio del “mistero Boffo” . Con ben tre articoli che rispecchiano l’inquietudine all’interno del Vaticano. Bastano i titoli: “Il caso Boffo e le nuove tensioni: tutta la Chiesa sotto attacco”, “Tentativo diabolico di toglierci forza nella società”, relativo a un’intervista con monsignor Luigi Negri, e infine, “Il Papa: anche tra noi c’è chi pensa alla carriera”. Che è come dire “ite missa est”.
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