Tutto il Paese deve mobilitarsi per un grande Expo
Il rilancio del turismo è una delle grandi sfide che l’Italia può vincere grazie all’Expo 2015: turismo d’affari legato all’esposizione e agli eventi che saranno organizzati, ma anche turismo attratto dagli splendidi patrimoni artistici, storici, culturali, ambientali ed enogastronomici italiani. Ma non è la sola.Altre sfide importanti da raccogliere e vincere sono: promuovere l’immagine dell’Italia nel mondo, far conoscere la ricerca e la qualità dei prodotti made in Italy, creare nuove occasioni di cooperazione internazionale, attrarre investimenti. Non dimentichiamo che nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri dedicato all’Expo, l’Esposizione di Milano fu definita «un grande evento di interesse nazionale».
Per centrare questi ambiziosi traguardi occorre uno sforzo speciale mettendo in rete tutte le eccellenze italiane. Per questo, per esempio, ho proposto di mobilitare e coordinare non soltanto le associazioni imprenditoriali, ma tutte le Camere di commercio d’Italia. Infatti solo con un grande impegno collettivo, che coinvolga le istituzioni nazionali e locali, il mondo produttivo, quello del volontariato, i giovani (a iniziare dalla cosiddetta expo generation), si riuscirà a fare dell’Expo 2015 un pieno successo.
Nei prossimi cinque anni tutto il Paese dovrà mobilitarsi in uno sforzo straordinario, proponendo idee e progetti da coniugare in una visione corale. Questo del resto è l’insegnamento che ci è venuto dalla vittoria di Parigi, quando, grazie a uno straordinario gioco di squadra, l’Italia batté l’agguerrita concorrenza della turca Smirne.
Quello che occorre oggi è mettere da parte ogni campanilismo e puntare a fare dell’Expo una grande occasione di modernizzazione del Paese, attraverso la realizzazione di tutte le infrastrutture indispensabili, la formazione del capitale umano, la creazione di opportunità per le imprese e i territori italiani.
Ovunque io sia andata, durante il vero e proprio road show a cui ho dato inizio quando il presidente Emma Marcegaglia mi affidò l’incarico di vicepresidente di Confindustria per Ricerca, Innovazione e Progetto speciale Expo 2015, ho sempre incontrato imprenditori interessati all’Expo e pronti a mettere a disposizione idee e progetti: da Verona ad Alessandria, da Trento a Roma. E lo stesso posso dire degli amministratori delle città che ho avuto occasione di incontrare.
Le imprese di tutti i comparti dovranno avere un ruolo essenziale nell’Expo. Per questo Confindustria ha messo al lavoro da più di un anno oltre 200 imprese e associazioni, che stanno offrendo le loro conoscenze e capacità progettuali, in piena sinergia con tutti gli altri attori coinvolti nell’Expo. A iniziare dalla Camera di commercio di Milano, che proprio pochi giorni fa ha costituito a sua volta nove Tavoli per coinvolgere tutte le associazioni di categoria sui principali temi legati all’Expo.
L’argomento «Nutrire il pianeta, energia per la vita», messo al centro dell’Esposizione, è un tema su cui l’Italia ha molte carte da giocare. La nostra filiera agroalimentare rappresenta infatti una vera eccellenza che primeggia soprattutto sul piano della qualità, della sicurezza alimentare, delle innovazioni nella ricerca e della varietà delle produzioni tipiche e regionali, che hanno radici in culture secolari. Pochi sanno, per esempio, che la Lombardia è la seconda regione agricola d’Europa e che l’Italia ha una delle più ricche offerte di prodotti a origine controllata (Igp, Doc, Docg).
Io dunque sono ottimista e penso che riusciremo a fare un Expo di successo.
I numeri contenuti nel dossier di candidatura parlano da soli: sei mesi di apertura (dal 1° maggio al 31 ottobre 2015); milioni di visitatori stimati (una media di 116 mila al giorno); 7 mila eventi di accompagnamento; oltre 180 espositori e 120 Paesi partecipanti; 36 mila volontari; 70 mila posti di lavoro annui generati, secondo una ricerca curata dall’Università Bocconi. Insomma, soprattutto nella difficile congiuntura attuale, l’Expo assume una valenza davvero strategica, essendo un driver anticiclico di crescita economica e un’occasione straordinaria di sviluppo che l’Italia non può assolutamente sprecare.
Diana Bracco
*presidente Expo 2015 spa e vicepresidente di Confindustria
Tags: Camere Commercio, confindustria, Expo, infrastrutture, Marcegagla, Milano, modernizzazione, Nazione
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