Azimut-Benetti/ E la barca va malgrado tutto
Il presidente dell’Unione nazionale dei cantieri nautici (Ucina) Anton Francesco Albertoni calcola per il 2009 della cantieristica «un calo complessivo del fatturato compreso fra il 21 e il 35%», ma ritiene anche che il settore stia dando forti segni di risveglio. «È in salute» dice «e si candida a diventare il motore per la ripresa economica dell’intero Paese». Il timone della ripresa è retto dai colossi come Azimut-Benetti, che a conferma della ripartenza in corso si è classificato per il dodicesimo anno consecutivo al primo posto del Global order book della testata specializzata Showboats per i megayacht da oltre 24 metri. «Superato il panico» dice a Economy Paolo Vitelli, presidente della società da lui fondata nel 1969, «la fascia alta del mercato ha ripreso a investire e chi nei mesi scorsi rinunciava ad acquistare uno yacht ora lo fa. I segni concreti di ripresa ci sono».
E sono forse più evidenti in casa di chi, come Azimut-Benetti, gli anticorpi per resistere ai mari in burrasca li aveva sviluppati nel corso dei suoi primi quarant’anni di attività ai vertici dell’industria. «Abbiamo affrontato la crisi con serenità» ricorda Vitelli «perché forti di un patrimonio gestito senza cedere ai richiami della finanza più facile e rischiosa. Questo ci ha permesso di incrementare gli investimenti in innovazione, perché la creazione di nuovi prodotti oggi è l’unica arma vincente».
Certo, nel corso dell’anno l’azienda ha usato «tutti gli strumenti di flessibilità previsti dalla legge»; chiesto e ottenuto l’aiuto del partner turco Karsan Group, ha visto un fatturato vicino al miliardo sfiorire a 650 milioni. «Però il nostro indebitamento è vicino allo zero» precisa Vitelli «e ai saloni autunnali abbiamo presentato otto nuovi Azimut Yachts, due inediti Atlantis e annunciato il rinnovo della linea Benetti entro due anni. E la risposta del pubblico è stata ottima».
L’innovazione su cui il gruppo ha spinto nell’anno orribile si fa sentire sul sistema di comando semplificato di Azimut 72S, per esempio, e sui motori a basso consumo ed emissioni ridotte che caratterizzerà il Magellano 48. E il mercato europeo, sinora leader, adesso al gruppo sta stretto. «Andiamo benissimo in Brasile» dice Vitelli «e registriamo la ripresa degli Stati Uniti, ma in Cina abbiamo aperto un ufficio diretto per affiancare i nostri quattro rivenditori e siamo stati i primi a vendere un’imbarcazione da oltre 30 metri nel Paese. E ci aspettiamo molto anche dall’India».
Tags: Azimut-Benetti, cina, export, Karsan Group, Made in Italy, nautica
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