Archivio di Gennaio 2010
Attacco ai soldi della mafia
“Doppio attacco alla mafia” è il titolo prescelto dal “Sole 24 ore” per l’apertura odierna della prima pagina. Inteso come politico ed economico. E in ciò trova assonanza, per non dire idem sentire, con il “Messaggero”, Arriva il piano anti mafie”, e con il “Corriere della sera”, “Un piano contro la mafia”. Nel sottotitolo si dà conto dell’ultimatum della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ieri ha detto che d’ora innanzi gli imprenditori che pagheranno il “pizzo” alla criminalità organizzata senza denunziare il fatto saranno messi automaticamente fuori dalla organizzazione che rappresenta più o meno tutti gli industriali italiani. [Continua]
La Gioiosa/ Mi faccio la centrale idroelettrica
Energia pulita, bottiglie più leggere, etichette ecocompatibili. Entro la fine di quest’anno l’azienda vitivinicola trevigiana La Gioiosa eliminerà le emissioni di CO2 e diventerà al 100% «verde».Il progetto si chiama «La Gioiosa for life» ed è un piano di «green economy» a tutto tondo che prevede non solo l’autonomia energetica aziendale attraverso fonti rinnovabili, ma anche il riutilizzo delle acque reflue e di materiali a impatto zero per il confezionamento e l’imbottigliamento dei prodotti. [Continua]
Irsap-Rhoss/ Vogliamo tenere al fresco l’India
Ha mandato al freddo (e al caldo) il mausoleo di Mao a Pechino e il gigantesco velodromo delle Olimpiadi cinesi. Ha offerto soluzioni ecocompatibili per i grattacieli della zona residenziale di Pechino, riscaldato il palazzo presidenziale di San Pietroburgo e le filiali della Mercedes Benz di Mosca, ricche di vetrate. Alla Irsap-Rhoss di Arquà Polesine, in provincia di Rovigo, l’impatto della crisi si sente meno che in altre aziende del settore. Il segreto è avere le carte in regola nei mercati emergenti, Cina, Russia e India, per vincere le gare pubbliche (ma puntare anche all’edilizia privata). [Continua]
Pramac/ Do energia con stile
Stare dietro alla sua parlata toscana diventa ancora più difficile quando Paolo Campinoti, vicepresidente e amministratore delegato di Pramac, attacca con le citazioni: dalla saga di Rocky Balboa all’impegnatissimo guru della green economy Jeremy Rifkin, passando per Carl Lewis e i vecchi rullini della Kodak. «Tutti elementi» dice Campinoti «che in qualche modo hanno contribuito alla nostra idea di business». Business che per la senese Pramac, fondata nel 1966 da suo padre Mario e sbarcata a Piazza Affari esattamente quattro anni fa, è fatto allo stesso tempo di produzioni tradizionali (dai generatori elettrici ai carrelli elevatori) e di visioni ultrafuturistiche, come i moduli fotovoltaici di ultima generazione prodotti in Svizzera e la microturbina RevolutionAir, lanciata il 27 gennaio, che si affida anche al design di Philippe Starck per conquistare anche l’utenza domestica. [Continua]
La meccanica della squadra
La meccanica è uno dei settori di punta del made in Italy: 60 mila imprese che occupano 1,6 milioni di addetti (il 44,7% del totale nell’industria) e che realizzano il 41,8% del valore aggiunto dell’industria manifatturiera e il 53,3% dell’export italiano (192 miliardi di euro nel 2008). Il progetto «I distretti della meccanica: 10 realtà a confronto per valorizzare le eccellenze e agire sui territori», curato da Federazione distretti italiani e Unicredit Corporate Banking, ha inteso esaminare un campione di imprese appartenenti a 10 distretti della meccanica per approfondire la conoscenza delle realtà locali e migliorare il rapporto tra la banca e le imprese. [Continua]
Tutto il Paese deve mobilitarsi per un grande Expo
Il rilancio del turismo è una delle grandi sfide che l’Italia può vincere grazie all’Expo 2015: turismo d’affari legato all’esposizione e agli eventi che saranno organizzati, ma anche turismo attratto dagli splendidi patrimoni artistici, storici, culturali, ambientali ed enogastronomici italiani. Ma non è la sola.Altre sfide importanti da raccogliere e vincere sono: promuovere l’immagine dell’Italia nel mondo, far conoscere la ricerca e la qualità dei prodotti made in Italy, creare nuove occasioni di cooperazione internazionale, attrarre investimenti. Non dimentichiamo che nel decreto del presidente del Consiglio dei ministri dedicato all’Expo, l’Esposizione di Milano fu definita «un grande evento di interesse nazionale». [Continua]
Le Asl? Pagano un anno dopo
Una produzione che non ha risentito troppo della crisi, ordinativi per il 2010 in tenuta: anche in tempi di congiuntura difficile, il biomedicale resta un’eccellenza del made in Italy. Eppure un’impresa su due rischia di chiudere per mancanza di liquidità. Possibile? Sì, dato che nel 75% dei casi i clienti sono le Aziende sanitarie locali (Asl), il peggior pagatore al mondo. «I ritardi nella riscossione del credito non sono un problema nuovo» lamenta Angelo Fracassi, presidente di Assobiomedica, l’associazione di Confindustria che raccoglie oltre il 90% delle aziende, per quasi 5 miliardi di fatturato. «Ma i tempi si sono ulteriormente allungati. E, complice la stretta creditizia, le imprese non hanno più ossigeno». [Continua]
L’apprendistato a scuola a Berlino non fa scandalo
Non tutti i giovani sono idonei a una formazione universitaria o non se la possono permettere. Da questa semplice constatazione è nato nel 1969 il «sistema di educazione duale» che regola in Germania la formazione degli studenti al termine della scuola dell’obbligo fissata nel Paese con il conseguimento del diploma di scuola media (Hauptschule, dopo nove anni di scuola) o di quella secondaria (Realschule, dopo dieci anni). Tutti coloro che per via del loro rendimento scolastico non sono abilitati a proseguire la loro carriera scolastica in un ginnasio (liceo), e successivamente all’università, hanno la possibilità di proseguire gli studi avviando un corso di formazione professionale (Ausbildung) che dura dai tre ai quattro anni e il cui diploma abilita allo svolgimento di mestieri artigianali, amministrativi o commerciali, suddivisi in 56 categorie. [Continua]
Grandi Opere, c’è chi dice si
Per Sergio Marchionne, l’Italia senza la Tav scomparirà dalla cartina geografica. Ho molto apprezzato che l’amministratore delegato di Torino abbia deciso di esporsi, in prima persona, proprio lui così schivo, per una questione che più che la Fiat riguarda Torino (e l’Italia). Una città che all’industria degli Agnelli è intimamente legata, da sempre. Che tanto ha avuto e che tanto ha dato a questa impresa. E che oggi, nel turbinio di un rilancio in crescendo dalla seconda metà degli anni Novanta, scommette sul collegamento con Lione per guadagnare ancora posti nella graduatoria delle più belle e più vive città europee. [Continua]
Goldman manda in rosso il Vaticano
Si chiamano Goldman Sachs i problemi economici del Vaticano. Che adesso dovrà ridurre, sia pure gradualmente, i suoi 2.668 dipendenti fino a raggiungere la quota più sostenibile di 1.884 unità. Quando nella seconda metà di settembre 2006 l’attuale capo del Governatorato, monsignor Giovanni Lajolo, era subentrato al suo predecessore, l’arcivescovo americano di origini polacche monsignor Casimir Szoka , gli investimenti nella banca d’affari americana rendevano bene. E nessuno poteva prevedere che di lì a un anno e mezzo invece avrebbero registrato perdite che per il Vaticano sono ammontate a oltre il 40% di tutta la quota investita in America. [Continua]
Rubriche:
1. Editoriale
- Regioniamo Di Giovanni Iozzia
14. Il dubbio
- Tutto il Paese deve mobilitarsi per un grande Expo di Diana Bracco
15. L'esperienza
- Opere pubbliche, adottiamo il libro aperto di Fabrizio Di Amato
2. Controvento
- Se l'Europa è senza fondo Di Gianpiero Cantoni
3. La polemica
- Ecco perchè il modello Sarko'non funziona di Oscar Giannino
4. Analisi
- Il vero hub Milano-Bergamo è per le merci di Alberto de Monte








