Lo scudo fiscale è vincente

get_photo1.jpeg “Scudo tornano 95 miliardi” titola oggi in apertura di prima il “Corriere della sera” e la notizia è una di quelle che fa sperare in questa chiusura d’anno. Pure il “Messaggero” titola con “Scudo, rimpatriati 95 miliardi”, anche se a volere fare quelli che guardano il pelo nell’uovo le stime di un paio di settimane fa parlavano di 110  miliardi di euro. “Il sole 24 ore” oggi invece predilige l’apertura sul rincaro dei pedaggi autostradali, “Pedaggi più cari del 2,4%”, e nel sottotitolo ci avverte anche del rincaro della bolletta del gas e del ribasso di quella elettrica.

Sulla prima del “Sole”, inspiegabilmente, un qualsivoglia titolo su questo scudo fiscale vincente non c’è: “la Stampa” a pagina 22 ci dice che pure a Parigi si è aperto il dibattito su questo “metodo italiano”, “la Repubblica” ci propina in prima un pistolotto di Tito Boeri, “Il male maggiore”, in cui vengono riesumati gli argomenti contro questa misura che “premia gli evasori”, ma il quotidiano della Confindustria semplicemente ignora la notizia, sulla propria copertina odierna. Il pezzo ovviamente c’è, all’interno, a pagina 5, e c’è anche una fotona di Tremonti, il grande vincitore, ma la scelta di non mettere neanche un richiamo visibile in prima è francamente discutibile. L’Iran invece è sempre sulle prime pagine di tutti i giornali. Ad esempio è “Repubblica” a valorizzare la notizia con un titolo di apertura molto forte: “A morte gli oppositori del regime”. Che peraltro è lo slogan lanciato ieri dal boia antisemita Ahmedinejad. Slogan che riecheggia anche in un titolo del taglio basso della prima pagina del quotidiano di via Solferino: “Teheran, il regime minaccia: a morte gli oppositori”. “la Stampa” di Torino oggi invece decide di aprire unificando le tre minacce alla stabilità mondiale: “Le sfide di Iran, Russia, Cina”. Infatti ieri Putin, che oggi campeggia trionfalmente sulla prima del “Corriere” accanto alla prima auto fuoristrada prodotta a Vladivostok da Fiat e Sollers, idealmente regalata all’amico Berlusconi, ieri ha anche annunciato la propria intenzione di riarmarsi in chiave anti Usa. La Cina poi, sempre ieri, ha giustiziato un piccolo trafficante di droga di nazionalità inglese e di origini pachistane, sfidando tutto il mondo che chiedeva di aderire alla moratoria promossa dall’Italia. Passando da quella estera alla politica nazionale, un’agenzia di prima mattina ci informa che “slitta ancora l’assegnazione delle deleghe ai dodici assessori regionali siciliani” del governo regionale  nominato lunedì sera dal Presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo. Le deleghe dovevano essere assegnate ieri sera, durante la prima riunione di giunta del Lombardo-ter, ma alla fine sono stati nominati i 28 superburocrati, mentre le deleghe verranno assegnate solo nei prossimi giorni. Non mancano notizie allarmanti sul comportamento anti sociale delle banche italiane, vedi ad esempio il titolo di “Repubblica” a pagina 32, “Il rosso in banca costa 15 volte di più”, che si riferisce all’ennesima denuncia dell’Antitrust destinata a cadere nel vuoto come tutte le altre. In Inghilterra, primo paese la cui Borsa ha già azzerato le perdite della crisi della Lehman Brothers, invece, sono le banche a mettersi contro il governo, come ci informa “la Stampa” da pagina 23 a causa della guerra per la “tassa sui bonus ai banchieri”, che potrebbe portare JP Morgan a rinunciare ad avere una sede nella City. Sempre dal quotidiano della Fiat va preso un titolo da pagina 30, inserto “Tuttoscienze”, molto critico con il Cnr: “Che pasticcio al Cnr”. Sotto accusa questo ente, importante per la ricerca, per avere promosso un convegno pressochè inutile  sul creazionismo, ma anche per il controllo sui fondi. Visto che questa è l’ultima rassegna del 2009, ci vuole un cenno al 2009 così come  visto e sintetizzato attraverso il titolo di un giornale. È quello che la trasmissione di Radio2, “Fuori di Festa”, con  Fabio Canino, ha chiesto di fare ai direttori del “Corriere della Sera”, “Il Sole 24 ore”, “La Stampa”, “Il Giornale” e al vicedirettore de “La Repubblica”. “Il pericolo scampato, l’anno orribile ’salvato’ dagli accordi economici” è la scelta di Gianni Riotta del “Sole”, mentre Vittorio Feltri de “Il Giornale” sceglie “L’anno del gossip, per la prima volta il gossip stesso è diventato politico”. Mario Calabresi, per  “La Stampa” titola “L’anno dell’orso”, perchè “l’orso rappresenta il declino, ma ora finalmente ci aspetta l’anno della tigre, fertilità e coraggio”. Pessimista Ferruccio De Bortoli, direttore del “Corriere della Sera”: “L’anno perduto”, perchè “ci siamo persi tante cose, siamo diventati più provinciali, colpa anche del tanto gossip”. Sulla stessa linea Massimo Giannini, di “Repubblica”: “L’anno delle speranze perdute, tante speranze con Obama, di risolvere tanti problemi e invece non è stato così. L’unica cosa positiva è che siamo riusciti a superare la crisi economica”. E a proposito di crisi segnaliamo anche un titolo dalla prima pagina del dorso “Finanza e Mercati”  del quotidiano rosa: “Patto Generali-Agricole: ecco gli impegni di Intesa”. Cioè il “congelamento del diritto di voto fino alla vendita dei titoli”. Vedremo se all’Antitrust andrà bene così. Chiudiamo con il divertente titolo di “libero”, “Forca Italia”, che si riferisce all’appello del “Fatto quotidiano” a Di Pietro di fondare un partito più grande. E oggi il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro si dimostra particolarmente fecondo nei giochi di parole e di concetti. Vedere per credere la mega foto notizia nella pancia della prima, “Il posto fisso della Cgil: il parcheggio”, dove viene riprodotto un cartello stradale della Cgil Toscana del seguente tenore: “Il parcheggio è riservato esclusivamente alle compagne e ai compagni della segreteria Cgil Toscana”. “Nomenklatura rossa la  trionferà”? Lo vedremo l’anno prossimo.

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Commenti

Un Commento a “Lo scudo fiscale è vincente”

  1. max55 - 31 Dicembre 2009 11:24

    Buongiorno!

    Certamente lo scudo fiscale è vincente: per tutti coloro che negli hanni passati hanno evaso impunemente il fisco italiano trasferendo parassitariamente i loro capitali nei paradisi fiscali anzichè investirli in Italia.

    Ora li hanno fatti rientrare versando un piccolissimo obolo allo stato, e possono utilizzarli liberamente probabilmente per speculazioni finanziarie e immobiliari, avvantaggiandosi ulteriormente dalla crisi in atto.

    Infatti, se volevano investire i loro soldi in attività industriali e/o produttive, lo potevano già fare in passato, senza portarli all’estero.

    Si conferma quindi che il nostro è uno stato che favorisce furbi, furbini e furbetti!

    Auguro un felice 2010 a tutti gli italiani onesti!

Scrivi una risposta:

Devi fare log in per scrivere una risposta.