I frutti dell’odio anti Cav
Ieri dalle cronache delle agenzie e dei tg, e oggi dalle prime pagine di tutti i giornali italiani abbiamo potuto vedere e constatare quali siano i frutti dell’odio contro una sola persona. Odio sparso a piene mani da politici, opinionisti, filosofi, ex magistrati e quant’altri. Come è noto il premier Silvio Berlusconi è stato proditoriamente colpito in pieno viso a Milano, dopo un comizio tenuto dalle parti del Duomo, con una statuetta di ferro raffigurante proprio il Duomo di Milano. Tutto per opera di uno squilibrato. Tale Massimo Tartaglia che nei giornali viene indicato come in cura psichiatrica da oltre dieci anni. Il premier ieri era stato contestato dai centri sociali cui è stato permesso di arrivare praticamente sotto il palco del comizio, e il questore d Milano dovrà giustificarsi per questo, come si legge ad esempio a pagina 6 nel pezzo di Fiorenza Sarzanini sul “Corriere” nell’articolo titolato “Il doppio errore nel sistema di protezione”. E già da ieri sera c’erano sul social network facebook almeno due o tre gruppi, che avevano raccolto migliaia di adesioni, inneggianti a questo vero e proprio atto di pre terrorismo. Ovviamente i maggiori giornali italiani aprono su ciò con titoli che variano dal “Berlusconi colpito al volto” del “Messaggero”, all’ “Aggressione a Berlusconi”, utilizzato da “la Stampa”, al polemico “Violenza costituzionale” del “Giornale” di Feltri, passando per il “Follia”, un po’ auto giustificatorio de “L’Unità” e per il neutro “Berlusconi aggredito a Milano” di “Repubblica”, per finire con il “Berlusconi ferito in piazza: troppo odio”, del “Corriere della sera”. Poi ci sono le interviste e le dichiarazioni, tutte nelle prime tra le pagine interne dei giornali. Fra le interviste più significative quella pubblicata dal quotidiano di via Solferino a pagina 9, a Giampaolo Pansa, dal titolo inequivocabile: “Pansa: c’è un clima da anni Settanta - Si rischia un altro caso Calabresi”. E a proposito di clima di odio va segnalata l’assurda dichiarazione di Di Pietro di ieri sera, “Berlusconi istiga all’odio”, come a dire: “se l’è cercata”. E oggi sui giornali un’intervista di Rosy Bindi a pagina 6 de “La Stampa”, richiamata in prima con il titolo “Bindi: condanno il gesto, ma non faccia la vittima”, va nello stesso segno del rancore dipietrista. In questi casi si dice che la politica dovrebbe condannare la violenza “senza sé e senza ma”. Purtroppo però, come è evidente, al massimo si condanna e con una montagna di “sé e di “ma”. Finita questa tristissima e veramente preoccupante pagina della politica italiana, con l’immagine di Berlusconi che sale una seconda volta sul “predellino” solo per mostrare che è vivo, nonostante i due denti spezzati e il setto nasale fratturato, e per evitare inconsulte reazioni di piazza, possiamo passare a qualche notizia di economia pur presente sui giornali. Dalla prima de “la Stampa” va preso un richiamo a una lunga intervista a Lorenzo Bini Smaghi, l’italiano ai vertici della Bce, intitolata “Atene rientri dal debito”. Secondo Bini Smaghi non è più tempo di accumulare deficit anche se paesi come la Germania se lo possono permettere perché hanno “piani di rientro credibili”. Tra le righe sembra un monito a Grecia perché Italia intenda. Dalla prima del “Sole 24 ore” si può prendere l’apertura dedicata al “fisco” che “apre gli elenchi del lusso”. On line i dati di società di leasing, centri ippici, aree benessere e rivenditori di barche. Dalla prima del quotidiano rosa citiamo anche un altro titolo in taglio basso: “Tassa sui ricorsi contro le multe”. E’ allo studio un provvedimento per tassare da 30 a 70 euro i ricorsi contro le contravvenzioni. Cosa che dovrebbe indubbiamente deflazionare l’arretrato visto che a quel punto converrebbe pagare la contravvenzone stessa. A proposito di clima va citato il titolo di prima dell’ “Internatonal Herald Tribune”: “As clean energy grows, dirty trail appears”. Che vuol dire che anche questo business sarà presto inquinato da affaristi, faccendieri e truffatori. E siccome la foto che viene proposta sotto il titolo è quella di alcune torri eoliche si capisce pure dove l’indice dell’ “IHT” sia puntato. Dall’inserto del lunedì del quotidiano di via Solferino vanno presi il titolo di copertina, “Previdenza, scattano i nuovi tagli - Ecco come prepararsi la pensione”, e quello di taglio basso, “Treni, i conti in tasca a Montezemolo”, che da conto della sfida privata nelle ferrovie nel settore alta velocità e si citano i nomi dei poteri forti che fanno cordata con Montezemolo: Intesa, Della Valle, Generali e Brembo. Il network è quello che si chiama Ntv, Nuovo trasporto viaggiatori, e al business su rotaie “Corriere Economia” dedica le pagine 2 e 3. Infine, ma non da ultimo, il titolo che apre l’altro inserto economico del lunedì, quello di “Repubblica”, cioè “Affari e Finanza”: “Generali alle grandi manovre”. Le grandi manovre sarebbero quelle di Geronzi che cercherà di silurare Bernheim il cui posto potrebbe essere preso dall’attuale ad dell’Eni Paolo Scaroni. Altro titolo, inquietante, dello stesso inserto, in taglio basso di prima, fa riferimento alla crisi del settore editoria che nel 2009 ha bruciato qualcosa come 1,5 miliardi di euro. “Ha da passà ‘a nuttata”.
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14. Il dubbio
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15. L'esperienza
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2. Controvento
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3. La polemica
- Vi spiego perchè il sindacato è finito nel 1993 di Giuliano Cazzola
4. Analisi
- Ecco che cosa ci stiamo giocando in Borsa di Oscar Giannino










Buongiorno!
Ecco un’altro articolo che alimenta i contrasti e la conflittualità sociale.
Ci troviamo di fronte ad un fatto molto semplice, ed a una serie di circostanze fortuite:
1) Massimo Tartaglia: è acclarato trattarsi di uno squilbrato, che avrebbe potuto costituire un pericolo per ogni cittadino.
2) Il sistema di sicurezza, probabilmente, proprio per la connotazione del “lanciatore”, probabilmente non è stato in rado di intervenire
3) Sivio Berlusconi (cui auguriamo una pronta guarigione) è stato sfortunato, poichè per la legge delle probabilità il lancio di quell’oggetto da quella distanza aveva pochissime chance di arrivare a segno su un bersaglio predeterminato, non trattandosi presumibilmente il Tartaglia di uno specialista!
Quindi la stampa deve iniziare a dare il buon esempio, condannando l’evento e chi lo ha causato (a titolo puramente personale) ma senza enfatizzare motivazioni “poltiche”, che non ci sono.
Maggioranza (evitando le proposte di legge “ad personam”, e intervenendo concretamente sui veri problemi dell’Italia, che sono la crisi e la inarrestabile o meglio inarrestata perdita di posti di lavoro, con i conseguenti problemi di sempre più famiglie ad arrivare a fine mese)ed opposizione (utilizzando toni meno accesi)debbono peraltro impegnarsi a rendere il dibattito politico più civile e costruttivo.
Cordiali saluti.
Massimo Ferrari