«Craccato» l’iPhone, trovato l’inganno

photos-hardware-05t-20090608.pngLa vulnerabilità dell’iPhone, il supertelefono tuttofare di Apple, a tecniche simili a quelle dell’hacking per l’installazione di una nuova Sim o di software non disponibili sui negozi online della Mela, era già stata provata nel luglio di quest’anno, nell’agosto del 2007 e ancora all’inizio di questo novembre dal giovane George Hotz. Di oggi è invece la notizia che scaricando applicativi da canali «non autorizzati» dalla multinazionale del Mac il rischio è ritrovarsi qualche ospite indesiderato per casa. L’intruso è il «virus» Ikee, un codice che per il momento si limita a modificare le impostazioni dello sfondo del telefono sostituendo l’immagine scelta dal proprietario con una di Rick Astley, una delle innumerevoli meteore del pop degli scintillanti eighties. Ma una fra le aziende leader a livello mondiale per le soluzioni antipirata e antispam, la canadese Sophos, invita alla prudenza: potrebbe essere solo la prima comparsa di un virus «mutante» pronto a essere modificato per attaccare i dati personali e sensibili dell’utenza.

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