Il Fiat - Chrysler day
“Chrysler ritrova il pareggio” titola oggi “Il sole 24 ore” in prima pagina. E il “Corriere della sera”, che invece apre con la condanna di tutta la “colonna” della Cia in Italia per il processo Abu Omar, dando conto anche della non poca irritazione di Obama per ciò (Pollari si è salvato in corner grazie al segreto di stato confermato sia dal governo Prodi sia da quello Berlusconi del 2001), dedica al “Fiat and Chrysler day” un titolo di taglio basso: “Marchionne negli Usa: 21 modelli per Chrysler. Il “Fiat and Chrysler day”, per la cronaca è stato tale anche in borsa: ieri infatti ha tenuto banco per l’intera seduta il titolo del Lingotto (+4,35% a 10,79 euro) insieme a quello della controllante Exor (+5,41% a 14,03 euro) in attesa di conoscere il piano per il rilancio di Chrysler i cui primi dettagli sono emersi solo poco prima che la borsa chiudesse. L’altra notizia del giorno possiamo prenderla dalla prima di “Repubblica”, più precisamente dall’occhiello del titolo “Premier eletto dal popolo”, che vuole significare la sostanza delle richieste del Cav in materia di riforme. In tale occhiello infatti si da conto dello strappo tra Tremonti e Bossi da una parte e il ministro dell’Interno Roberto Maroni dall’altra a proposito dei nuovi tagli per le forze dell’ordine. Maroni ha minacciato di andare in aula a votare insieme all’opposizione del Pd, poi nella serata di ieri la polemica sembrava rientrata. Dal “Sole”, a proposito di polemiche va preso anche questo titolo che di per sé dice tutto: “Servizi locali: riforma ok - Banda larga senza fondi”. Oggi poi, si legge nel catenaccio, “si decide su Irap, liti fiscali e cedolari secche sugli affitti”. Mentre “Repubblica” nel taglio basso di prima affida alla penna di Paolo Rumiz tutto il proprio disappunto per “la svendita dell’acqua pubblica”, narrando come ieri sia passata al Senato una legge che “privatizza la gestione delle reti idriche allo sfascio”. Singolare questo riflesso pavloviano di timore per le mani private: se le reti sono allo sfascio quanto meno i privati tenteranno di rimetterle in sesto fosse solo per trarne un profitto. O no? Da “libero” va presa anche una paginata anti Bruxelles, la 6, che ricorda come in Europa stiano cogitando ai nostri danni “nuovi balzelli su sms, sui voli aerei, sulla finanza”. E questo “dopo averci tolto il crocifisso”, come sottolinea la new entry delle atee devote, Maria Giovanna Maglie, in un editoriale che parte dalla prima. Tiene ancora banco il caso Marrazzo che adesso pare possa vedersela brutta viste le falsità dette nei primi interrogatori. Il “Giornale” con un articolo di Gianmarco Chiocci che parte dalla prima e continua alla 8 ci informa che esisterebbe un altro video dell’ex governatore della Regione stavolta con due trans in uno strano gioco erotico insieme alle note Brenda e Michelle, due nomi d’arte di altrettanti viados brasiliani. Il “Giornale” per la cronaca oggi mette di nuovo nel mirino, nel titolo di apertura di prima, il presidente della Camera Gianfranco Fini a proposito dei suoi distinguo da Berlusconi. Il titolo sembra vagamente ultimativo: “Caro Fini, adesso parla chiaro”. Tornando all’economia dopo il solito excursus nella politica italiana, e nelle sue appendici melmose, ieri non c’è dubbio che la presentazione dei nuovi modelli Chrysler dopo la cura Marchionne rimanga l’argomento sul tappeto. Le cronache ci informano che Marchionne si è presentato a Detroit agli oltre 450 invitati alla presentazione del nuovo piano di rilancio del gruppo con il consueto girocollo blu. Davanti ai giornalisti della stampa internazionale Marchionne è stato accolto sul palco dal nuovo presidente di Chrysler, Robert Kidder, che lo ha salutato come “l’uomo capace con il suo team di reinventare il marchio Chrysler e di farlo riemeregere più forte di prima”. “Oggi è il 4 novembre - ha aggiunto Kidder, forse riferendosi al primo anniversario dell’elezione del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, l’uomo che ha annunciato all’America l’operazione Fiat -Chrysler - ed è tempo di presentare la nuova Chrysler targata Fiat”. Insomma l’anno prima si è celebrato Obama e oggi lui, Sergio Marchionne, l’eroe dei due mondi. Prima di salire sul palco Marchionne ha precisato, parlando con i giornalisti, che la scelta del 4 novembre è stata “del tutto casuale”. Emozionato? gli hanno chiesto. “No, direi di no…”. E si è accinto a spiegare al mondo automobilistico ed economico americano come e perchè la Fiat - oggi - sia sbarcata in America. Insomma Cristoforo Colombo si starà rodendo d’invidia al pensiero che dopo più di 500 anni un altro italiano ha riscoperto l’America. Ovviamente il quotidiano che apre con il “Marchionne and Fiat and Chrysler day” è la “Stampa” che senza infingimenti di improbabili understatement la mette così: “Marchionne lancia il piano per Chrysler: pronti 21 modelli”. Si parla di ritorno all’utile dal 2011 di tre piattaforme condivise e di 2,8 milioni di auto possibilmente da vendere. Per un giorno dimentichiamoci la suina, il vaccinoc he non c’è o che può essere pericoloso, i trans, la coca, Marrazzo, le toghe rosse, quelle nere, i politici italiani e la politica all’italiana: il marchio Fiat ci da motivo d’orgoglio. E forse si merita anche gli incentivi di rottamazione richiesti, peraltro in maniera abbastanza decisa, nei giorni scorsi.
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