La ripresa c’è, soprattutto in America
“Berlusconi: iniziata ripresa lenta” assicura oggi dal taglio basso panciuto di prima il titolo un po’ telegrafico del “Messaggero” e gli fa eco la “Stampa”di Torino con un “Berlusconi: la ripresa c’è”, che ricorda in qualche maniera il noto slogan “meno male che Silvio c’è”. Il “Sole 24 ore” da parte sua apre in prima con “Tremonti vara la pace bancaria” e chiede ai banchieri di lavorare insieme, mentre nell’occhiello si da conto dello statement del Cav. In un altro titolo di prima del quotidiano rosa, “Usa fuori dalla recessione”, scopriamo che in America il pil è risalito del 3,5%: indubbiamente almeno lì la ripresa c’è per davvero. Ieri tutte queste cose sono state veicolate nella cosiddetta Giornata nazionale del risparmio che è stata celebrata a Roma davanti alle solite autorità. E che ha detto Draghi? Ha dato ragione a Berlusconi. La ripresa c’è, ma è un po’ lentina. Ora però le banche possono allentare la stretta creditizia e iniziare a migliorare le condizioni per i propri clienti. Inoltre la politica deve riprendere il cammino delle riforme economiche. Insomma un po’ la scoperta dell’acqua calda, ma tant’è. “Oggi l’urgenza è riprendere il cammino delle riforme, per riportare il Paese, negli anni a venire, su ritmi sostenuti di crescita economica, che sono anche il presidio primo della stabilità finanziaria”, sostiene il numero uno di Via Nazionale. Prima, Draghi aveva ricordato che “un anno fa, in questa stessa sede, sottolineavo come di fronte al repentino aggravarsi della crisi fosse necessario attivare politiche di sostegno della domanda, dei redditi delle fasce sociali più colpite, pur nella consapevolezza dei condizionamenti imposti dall’alto debito pubblico”. Intanto una di queste riforme parte subito male, quella del “reddito minimo” per restare iscritti all’Albo degli avvocati. Ne parla il “Corriere della sera” 35 con un richiamino in primo. Nel pezzo Guido Alpa difende la ratio della riforma, ma i giovani legali parlano di “selezione della razza”. Insomma la carne al fuoco sarebbe molta. Fra l’altro i banchieri ieri in quel convegno di cui sopra non hanno molto gradito la battuta di Tremonti sul “dare carta vedere cammello”, riferito agli sgravi fiscali richiesti dagli istituti di credito. E il “dare carta” ovviamente sarebbe l’erogazione di credito alle pmi e ai professionisti. E anche Fini, come spiega nel proprio libro Bruno Vespa (vedere il pezzo a pagina 3 de “La stampa” di Ugo Magri) continuamente in fieri, si vana di avere stoppato Tremonti come vicepremier. Pace armata quindi, nella maggioranza. Peccato però che i politici oggi siano tutti impegnati a difendersi o ad alimentare il trans gossip. Basta vedere le aperture di “libero”, il “Giornale” e il “Riformista” per capire. “Santoro smutanda il Pd”, è ad esempio il sobrio titolo di apertura del quotidiano diretto da Maurizio Belpietro che si riferisce alla puntata di ieri sera di “Annozero”, dove a dire il vero, la figura migliore l’hanno fatta proprio i trans che si sono dimostrati in alcuni momenti più assennati e ragionevoli di coloro che partecipavano al dibattito come al solito sovrapponendo le voci. Il “giornale” di Feltri da parte sua apre così: “Politici e trans, Gasparri spiega”. L’ex ministro delle Telecomunicazioni, tirato per la giacca nei sussurri e nelle grida sui politici che hanno avuto rapporti del terzo tipo ieri ha deciso di raccontare a Gian Marco Chiocci come andò veramente quella volta che fu fermato dai carabinieri durante una retata di travestiti a Roma dalle parti dell’Acqua Acetosa. In pratica Gasparri non riusciva a trovare un circolo sportivo di quelli della zona in questione dove era atteso per una cena ed avendo accostato al buio forse per vedere lo stradario è stato erroneamente scambiato per un cliente di trans. Gli sono stati chiesti i documenti è stato identificato e poi mandato via. Da allora, grazie evidentemente alla spiata di alcuni dei carabinieri che parteciparono al blitz, la sua vita è stata un inferno tra sorrisini e alzate di gomito della gente che in Parlamento sapeva e faceva finta di niente. Ieri quest’uomo è stato costretto a questo grottesco “contro outing”. Perchè ormai l’Italia è questo: un pollaio con tante galline che si azzannano per niente, come diceva una canzone di Franco Battiato, quella il cui ritornello recitava “sul ponte sventola bandiera bianca”. E ieri sera un ex amico di Gasparri, nonché ex governatore del Lazio ed ex competitor di Marrazzo alle scorse regionali, cioè Francesco Storace, ha pure buttato lì una battuta parlando di Trans Atlantico per la Camera dei deputati. A tutto ciò aggiungiamo anche l’apertura del “Riformista”, Trans elettorali”, e quella de “L’Unità”, “La lista”, con l’occhiello che parla di “ricatto permanente e di “una dozzina di nomi eccellenti chiamati in causa a Roma dai trans” e abbiamo l’esatta temperatura della “peste italiana”, come Pannella chiama da tempo questa situazione. E sempre ieri si è saputo che la difesa dei carabinieri arrestati per il ricatto a Marrazzo ha chiesto una perizia tossicologica sull’ex governatore per vedere se faceva uso di cocaina e quindi per difendersi dall’accusa di avere loro stessi introdotto la polvere bianca durante l’irruzione dello scorso luglio. In tutto questo caos, chiamiamolo così, si capisce allora anche la saggezza del presidente della Camera Gianfranco Fini che ieri ha deciso di chiudere la Camera fino al 9 novembre perché manca la copertura finanziaria per le leggi di iniziativa parlamentare. Ne parla Ugo Magri su “la Stampa ” a pagina 3 nel già citato articolo dal titolo “Fini: Tremonti? L’ho stoppato io”) e viene coniata anche l’espressione “cassa integrazione per i deputati”, che però è solo figurata e di certo non riguarda gli onorevoli emolumenti. Quanto meno finirà la caccia all’onorevole trans o si spegnerà la morbosa curiosità. Citiamo oggi anche una terribile vicenda di cronaca che prendiamo dalla apertura di prima del “Fatto quotidiano”: “Stefano 31 anni, chi l’ha ridotto così?” Sotto c’è la foto di un giovane, Stefano Cucchi, con la faccia gonfia per un pestaggio avvenuto in camera di sicurezza o in carcere, ancora non è dato sapere, dopo il suo arresto per il possesso di una piccola quantità di droga. Ancora una volta sotto accusa le istituzioni, carabinieri o polizia penitenziaria, che hanno preso in custodia un cittadino vivo e lo hanno restituito morto ai suoi cari sei giorni dopo e senza spiegazioni. I genitori ieri in una conferenza stampa hanno diffuso le foto prese all’obitorio e hanno chiesto se in Italia si può vivere e morire così. Speriamo che qualcuno dia una risposta plausibile. Infine chiudiamo cona linfluenza ex suina, oggi ribattezzata vurus A: pare chi in Italia ci siano stti 11 morti e 200 mila contagiati e che il paese sia il più impreparato d’Europa a fronteggiare l’emergenza. “Repubblica” ci apre addirittura in prima. Così: “Virus A, già 11 morti in Italia”. E nell’occhiello il viceministro Ferruccio Fazio ammette: “siamo il paese più colpito nella Ue”. Dopo questa sfilza di disgrazie e di problemi, si potrebbe concludere citando, dopo il Franco Battiato di “Bandiera bianca”, il sempre verde Woody Allen, e quindi si potrebbe dire che “neanche io mi sento tanto bene”.
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