Archivio di Agosto 2009
Obama all’assalto del segreto bancario
“La Svizzera consegna agli Usa 4450 nomi di evasori fiscali”, titola “Repubblica” in prima pagina in taglio baso appena sotto il titolo di apertura (che per la cronaca è “Kabul e Bagdad, un giorno di fuoco”, e fa ovviamente riferimento come molti analoghi titoli di altri quotidiani alla giornata di sangue e di attentati registrata ieri sui due fronti caldi in questione), e incorona implicitamente l’attuale presidente americano come una specie di Superman che si scaglia contro il segreto bancario. Il “Corriere della sera” sceglie addirittura la suddetta notizia come titolo di apertura in prima: “La lista svizzera dei conti segreti” e anche “Il sole 24 ore” segue questo trend con “Gli Usa bucano il segreto Ubs”, mentre sul “Messaggero” (”Segreto bancario, accordo Usa-Svizzera”) e su “libero” (”La Svizzera leva il segreto, presto darà la lista Ubs”) la cosa è confinata rispettivamente nel taglio basso e in un richiamino sempre di prima. Assente del tutto invece sulla prima pagina de “la Stampa” e qualcuno maligna che la cosa sia da ricollegare a un istinto pavloviano, magari inconscio, di non parlare di corda a casa degli impiccati visto che gli Agnelli in questo momento si trovano nel mirino del fisco. Non solo per i problemi ereditari e le beghe sul tesoretto del patriarca Gianni (di cui continua ad occuparsi “libero” nell’imbarazzo un po’ omertoso generale di quasi tutte le maggiori testate) ma anche per quelli della vedova Marella Caracciolo, finita a sua volta nei guai con il fisco “per colpa dei cani”. Come spiega il sarcastico titolo di prima di “Italia Oggi” (”Marella nei guai per i cani”). Gli è, spiega il direttore Franco Bechis nell’articolo in prima da lui firmato, che la signora dichiarava di risiedere in Svizzera però risultava che la mattina qualcuno portasse i cani husky a fare i bisognini a Torino. Quel qualcuno era John Elkann o forse uno dei 15 domestici che secondo una carta firmata dal commercialista di famiglia e poi pubblicata da “L’espresso”, quando si parlò dei problemi ereditari con la figlia dell’avvocato, si consigliava di non fare comparire come dipendenti della stessa signora Caracciolo per non insospettire il fisco sulla vera residenza della vedova di Gianni Agnelli. Fisco che avendo avuto conoscenza della carta comprovante l’inghippo adesso ha addirittura aperto un fascicolo a carico della suddetta vedova. [Continua]
Gli immigrati non rubano il lavoro
“La crescita degli immigrati non ruba lavoro agli italiani”. Lo dice Bankitalia, oltre a essere il titolo di prima pagina in taglio basso del quotidiano torinese “la Stampa”, sostenendo una cosa che tutti sanno: “svolgono mansioni per cui non c’è domanda interna”. Pronta la reazione leghista contro l’istituzione economica più importante d’Italia, lasciata alla voce di Mario Borghezio, così come riportata in un articolo di “Repubblica” a pagina 6 (”Bankitalia: Immigrati in aumento ma non tolgono lavoro agli italiani”): “è una balla colossale”. [Continua]
Arriva Prodi, crolla la borsa di Shangai
“L’effetto Cina scuote i mercati”. Titola così oggi in apertura di prima pagina il “Corriere della sera”. E “Il sole 24 ore” precisa: “Giappone ok, non le borse”. Perchè infatti dall’ex impero del Sol Levante erano arrivati quegli stessi segnali di ripresa che domenica avevano fatto sperare Germania e Francia, da sole, in Europa. La “Repubblica” da par suo esulta nel potere dare la notizia così: “Borse, la crisi non è finita”. E il “Messaggero” invece predilige il fronte interno e le statistiche diffuse ieri da Confcommercio: “Cade il Pil, calano i consumi”. [Continua]
Il bonus casa traina la ripresa
“Casa, boom di ristrutturazioni: 100 mila nel 2009″, titola il “Giornale” a pagina 24 e nel panorama semi desertico di un lunedì post ferragostano anche una notizia buona viene più o meno nascosta agli italiani visto che negli altri quotidiani è assente o quasi e nelle prime pagine è letteralmente desaparecida. Eppure non è cosa da poco visto che nelle agenzie di ieri meritava svariati lanci tra cui uno dell’Ansa. Dal primo gennaio al 30 aprile di quest’anno sono state infatti avviate oltre 100 mila ristrutturazioni agevolate di casa, circa 10 mila in più rispetto ai primi 4 mesi dell’anno scorso. [Continua]
La ripresa è ancora lontana
“Produzione industriale in calo anche a giugno: -19,7% in un anno”, titola oggi in prima il “Corriere della sera”, informandoci che la ripresa, quella vera, è ancora lontana. Come se non bastasse “Il sole 24 ore” ci dà la notizia, in apertura di prima pagina, che “Trichet insiste: non va tassato l’oro di Bankitalia”. Inoltre, sia dal taglio basso del “Sole” (”I petrolieri: niente ribassi ai prezzi della benzina”), sia dalla prima pagina di “Repubblica”, che titola “Petrolieri, no al governo”, veniamo a sapere che i prezzi della benzina resteranno alti. [Continua]
Malìparmi/ Abbigliamento senza confini
L’artigianalità sartoriale cucita addosso a borse, capispalla, caftani e scarpe, prodotta in una fabbrica «diffusa», sparsa nel mondo, in tutti i continenti, ma soprattutto in Asia, dove si lavora il batik, si tingono i tessuti con coloranti naturali, si ricama con abilità, si applicano perle e bottoni gioiello.Il segreto della società padovana Malìparmi, nata come aziendina familiare di borse e piccola oggettistica, sta anche qui, nell’avere saputo «formare» intere aziende di terzisti in Oriente, che ora lavorano esclusivamente per loro. «In Indonesia abbiamo almeno 600 dipendenti indiretti» precisa Annalisa Paresi, presidente di Malìparmi. [Continua]
Favini/ La Favini riparte dal private equity
Diventare un punto di riferimento in Europa per le carte speciali e grafiche, nel rispetto dello stile italiano e dell’ambiente. Questo l’obiettivo di Favini, azienda veneta con più di un secolo di storia.
Nata nel 1906 sulle basi di un’antica cartiera della Repubblica Serenissima di Venezia, dopo il fallimento della precedente proprietà è stata acquistata all’inizio del 2009 dal fondo Orlando Italy subentrato nel 60% delle quote, a fianco dell’azionista di minoranza Vepafer. [Continua]
Novation/ L’intelligenza in una scarpa
A prima vista è un semplice scarponcino. Ma è bastato applicare dei sensori a una scarpa di sicurezza per ottenere il primo modello di calzatura intelligente. Strategico per la sicurezza nel lavoro. La variante «tecnologica» sarà in commercio in autunno con il nome Wi-Nca: soluzione innovativa, brevettata da Jolly Scarpe, azienda del gruppo trevigiano Novation, specializzata nella produzione di calzature di sicurezza. «L’idea è nata banalmente attorno a un tavolo» racconta a Economy Luca Businaro, amministratore delegato di Novation. «Si discuteva sui dispositivi di sicurezza e su un ipotetico controllo a distanza, che avrebbe risolto molti incidenti. Occorreva uno strumento non troppo costoso, sempre individuabile e non d’intralcio». [Continua]
Mutti/ Il mio business è un triplo concentrato
Tredici maggio-15 giugno 2008. Per i comuni mortali solo uno dei periodi più piovosi (e noiosi) degli ultimi decenni: ombrelli sempre a portata di mano e weekend al mare rovinati. Per Francesco Mutti, amministratore delegato di Mutti, il momento più nero da quando nel 1994 ha preso le redini dello storico marchio che da 110 anni lavora il pomodoro. «Lo ricordo come un incubo: per 26 di quei 34 giorni è piovuto quasi ininterrottamente, danneggiando le piantine di pomodoro, che dalle 60-80 bacche che producono di solito scesero a 8-10, costringendoci poi a scartare quasi tutto». [Continua]
Sanità, una partita doppia
Come Barack Obama? La sanità è al centro del dibattito pubblico sia in America sia in Italia. Sullo sfondo, e nel medio periodo, i problemi sono gli stessi: la sostenibilità del sistema sanitario in un contesto nel quale l’aspettativa di vita aumenta e la domanda di salute da parte dei cittadini si fa più pressante. In Italia, però, il tarlo si chiama Sud. Un anno fa, nel suo libro Profondo rosso, Luca Ricolfi stimava gli sprechi sanitari delle diverse Regioni italiane, arrivando a sostenere che essi sono «prossimi a zero nelle tre regioni del Lombardo-Veneto, oscillano fra il 5 e il 13% nelle quattro regioni rosse, si attestano intorno al 40% nelle tre regioni della criminalità organizzata (Campania, Sicilia, Calabria)». [Continua]
Rubriche:
1. Editoriale
- Professionista chi? Di Giovanni Iozzia
14. Il dubbio
- Tutto il Paese deve mobilitarsi per un grande Expo di Diana Bracco
15. L'esperienza
- Anch’io ho fatto come Buffett. Stravolgere i canoni rende di Ennio Doris
2. Controvento
- Nucleare. Non basta dire no Di Gianpiero Cantoni
3. La polemica
- Vi spiego perchè il sindacato è finito nel 1993 di Giuliano Cazzola
4. Analisi
- Ecco che cosa ci stiamo giocando in Borsa di Oscar Giannino







