Crisi bancaria e credit crunch
”Prestiti bancari ai minimi” titola oggi in apertura di prima pagina “Il sole 24 ore” e la notizia, assai preoccupante, conferma i problemi delle banche italiane, soprattutto, ma anche europee, che stanno facendo pagare scelte di stretta creditizia a professionisti, artigiani e piccoli imprenditori, dopo avere però intascato i soldi degli aiuti europei e i Tremonti bond. Di questo grave problema da conto anche “Repubblica” a pagina 17 nel pezzo titolato “Bot a tasso zero, risparmiatori scottati e le banche li preferiscono ai prestiti”. In esso si spiega come gli istituti di credito italiano abbiano optato per prestare i soldi allo stato restringendo persino la disponibilità di bancomat per i correntisti. Ci sono addirittura 160 miliardi di euro depositati presso la banca centrale europea e remunerati lo 0,25%. Un cappio al collo intorno all’economia reale. Le banche non si fidano delle altre banche e dei loro clienti e riferiscono andare sul sicuro accontentandosi di rendimenti bassi ma sicuri. Almeno per ora. E le aziende europee a luglio sono state indotte a rientrare di oltre 26 miliardi euro dei crediti concessi precedentemente con un incremento su base annua del 5%. A giugno ne avevano restituiti altri 33, di miliardi di euro. Per l’Europa dei ministri delle finanze una bella gatta da pelare. Sempre dal lato economico e dalla prima del “Sole” vale la pena di prendere anche questo titolo: “Made in Italy, si cambia . Via al piano per il Sud”. Al primo consiglio dei ministri di settembre verrà chiarita la normativa sul marchio e l’obbligo di dichiarare dove un prodotto viene fabbricata e inoltre sarà varata anche questa molto evocata (quest’state) banca per il Sud. Che molti sperano non trattarsi sic et simpliciter di una nuova Cassa per il Mezzogiorno.A proposito di banche infine va presa una notizia dalla pagina 6 di “Repubblica” secondo cui se da una parte “il Pil Usa è meglio del previsto”, dall’altra le banche rimangono in rosso per una cifra che sfiora i 3,7 miliardi di dollari. E la politica economica di Obama comincia risvegliare le obiezioni dell’opposizione dei repubblicani apocalittici come Jeb Bush, fratello dell’ex presidente George Walker, intervistato all’uopo da “la Stampa”, richiamo in prima pagina e pezzo a pagina 11, che non esclude al 100% di candidarsi alle prossime primarie dell’elefante per sfidare Obama fra tre anni circa. Se dal lato economico le notizie più importanti erano queste, da quello politico oggi domina sulle prime pagine in apertura, tra cui quelle del “Corriere della sera” e del “Messaggero”, la presa di posizione del capogruppo al Senato del Pdl Maurizio Gasparri e del suo vice prezzemolino Gaetano Quagliariello contro il presidente della Camera Gianfranco Fini a proposito di testamento biologico e legge relativa, nonché di laicità dello stato. “Non accettiamo lezioni di laicità”, recita l’incipit del durissimo documento che non ha precedenti neanche nelle pregresse guerre ideologiche fratricide tra finiani e filo clericali all’interno del Pdl. Sui giornali spopolano le interviste ai fedelissimi del presidente della Camera, come Andrea Ronchi e Adolfo Urso, che promettono battaglia in Senato, dove ben 60 esponenti del Pdl potrebbero votare contro l’attuale disegno di legge sul testamento biologico. Dalla prima del “Corriere” va presa anche la notizia del “gran rifiuto” di Putin e Sarkozy di partecipare ai festeggiamenti preparati da Gheddafi per il primo settembre, anniversario del colpo di stato di 40 anni orsono in cui vennero cacciati gli ebrei e gli italiani dal suolo libico da un giorno all’altro. La cosa mette in difficoltà anche il Cav, secondo “Repubblica”, che alla fine parteciperà solo alle celebrazioni del 30 agosto per il trattato italo-libico (così contestato,ndr) secondo cui l’Italia in 20 anni rifonderà danni di guerra coloniale per ben 4 miliardi di euro al tiranno di Tripoli. Parlando di “Repubblica” e del Cav va segnalata la dura presa di posizione in prima pagina di Ezio Mauro contro la “querela delle 10 domande” presentata nei giorni scorsi da Berlusconi contro il giornale di De Benedetti. A proposito del quale, come scrive nella prima de “il giornale” Gian Marco Chiocci, i pm di Salerno e Nocera Inferiore vorrebbero riaprire il caso Sme archiviato 11 anni fa dalla procura di Roma e da quella di Milano. Sempre sulla prima de “il Giornale”, in apertura, un duro colpo (basso?) al direttore dell’ “Avvenire”, definito “Il supermoralista condannato per molestie”. Nell’occhiello si legge che “Dino Boffo, alla guida del giornale dei vescovi italiani e impegnato nell’accesa campagna di stampa contro i peccati del premier, intimidiva la mogli dell’uomo con il quale aveva una relazione”. La lotta politica, anzi la guerra, in Italia è arrivata a questo. Da “Repubblica” a pagina 11 va presa, per restare nel settore, una notizia presente anche su quasi tutti gli altri giornali anche perché il segnalatore è stato Walter Veltroni in persona, il quale, navigando su facebook, si è accorto di un gruppo che si chiamava “Torturare i clandestini è legittima difesa” e che risultava aperto da una sezione locale della Lega Nord e aveva anche tra gli amici lo stesso Bossi, il figlio Renzo, ormai onnipresente, e il capogruppo alla Camera Roberto Cota. Tutti smentiscono indignati ma la notizia oggi c’è dappertutto mentre si ignora se facebook abbia già oscurato l’ignobile “gruppo”. E visto che parliamo di Lega Nord, oggi chiudiamo con l’intervista, molto significativa, che lo stesso Bossi ha rilasciato a “Repubblica” a pagina 4: “Giusto che la Chiesa critichi Silvio, il Vaticano ha chiesto di incontrarmi”. Vale la pena di riportarne i passaggi salienti. Come questo: “..diciamo che ognuno ha le sue posizioni. Noi abbiamo le nostre e le difendiamo coi denti. E abbiamo il coraggio di farlo. Sugli immigrati la Chiesa ci ha accusato di essere razzisti e xenofobi. Non è così, se ne accorgeranno”. Poi l’affondo polemico: “…il mestiere della politica è fare le leggi e governare. Il mestiere della Chiesa, invece, è quello di stimolare la gente, di indicare un indirizzo morale. Ma se predichi poi devi anche razzolare. E farlo bene”. “Cioè aprire le porte agli immigrati?”, chiede il cronista Paolo Berizzi. “Certo- risponde Bossi - però non mi sembra che lo facciano un granchè. Il Vaticano è uno statarello piccolo piccolo. Abbastanza chiuso. Anche volendo non so chi potrebbero accogliere”. Segue la spiegazione delle ultime polemiche: “..noi vogliamo semplicemente trovare un nuovo modo di trattare con il terzo mondo. Per aiutarlo. Punto. E poi alla gente che ci ha votato dobbiamo dare delle risposte. Le pretendono. E la Lega è pronta anche a infognarsi in cose difficili, pur di mantenere la parola. Comunque il Vaticano, dopo queste polemiche, ha chiesto di incontrarci..” Infine un’ulteriore sconfessione, sia pure soft e molto diplomatica, al quotidiano “la Padania” che aveva pubblicato un articolo di Stefano Galli in cui si paventava la messa in discussione del Concordato: “..il nostro è un giornale democratico, aperto a chiunque voglia esprimere la sua opinione, che non dev’essere necessariamente quella ufficiale del partito. Comunque non bisogna rivedere niente.” Amen.
Tags: "la Padania", banche, banche Usa, Bce, berlusconi, Bossi, Credit crunch, Dino Boffo, Ezio Mauro, fini, Gasparri, George Walker Bush, Gheddafi, Jeb Bush, Made in Italy, moralisti, Obama, piano del Sud, piccole imprese, pil Usa, Putin, Quagliariello, Renzo Bossi, Roberto Cota, Ronchi, sarkozy, sconfessione, Tremonti bond, Urso, Vaticano
Commenti
Scrivi una risposta:
Devi fare log in per scrivere una risposta.
Rubriche:
1. Editoriale
- Professionista chi? Di Giovanni Iozzia
14. Il dubbio
- Tutto il Paese deve mobilitarsi per un grande Expo di Diana Bracco
15. L'esperienza
- Anch’io ho fatto come Buffett. Stravolgere i canoni rende di Ennio Doris
2. Controvento
- Nucleare. Non basta dire no Di Gianpiero Cantoni
3. La polemica
- Vi spiego perchè il sindacato è finito nel 1993 di Giuliano Cazzola
4. Analisi
- Ecco che cosa ci stiamo giocando in Borsa di Oscar Giannino









