Wall Street crede nel Bernanke bis
”Bernanke resta il timoniere Fed” è il titolo di apertura in prima nell’odierna edizione del “Sole 24 ore” e riprende la notizia che le agenzie avevano battuto già nella prima mattinata di ieri e di cui questa rassegna vi aveva dato conto in tempo reale. La notizia però non è tanto questa, quanto quella che Wall Street ieri ha recuperato le perdite dei giorni scorsi e ha anche trascinato le borse europee. Segno che gli Usa e i loro mercati in questa riconferma ci credono davvero. Dalla prima del “Sole” vale anche la pena di prendere il “niet” di Sacconi alla possibilità di detassare i premi aziendali e più in generale la contrattazione territoriale. Il titolo è esplicito: “Sacconi: no a tasse zero sui premi”. Dall’editoriale di apertura del “Corriere della sera” dell’economista liberista riformista Francesco Giavazzi arrivano però oggi severe critiche a questa impostazione che viene giudicata “ideologica”. Il titolo? “Quelle tasse sui salari”. E il “j’accuse” è rivolto alla politica economica di Berlusconi e di Tremonti. La critica è costruttiva ma spietata: il Cav parlava di tre aliquote e di tasse non superiori al 33%. Perché nessuno ha avuto il coraggio di spingere su questa cosa e oggi a 15 anni dal primo governo Berlusconi l’Italia si ritrova, per chi paga le tasse, la più alta pressione fiscale d’Europa? Ai posteri l’ardua sentenza, diceva un tale. A proposito di notizie economiche italiane oggi va preso il quotidiano “la Stampa” che apre in prima così: “La Confindustria: bravo Epifani, ora ci vogliono i fatti”. E all’altro lato dell’apertura di prima riporta il richiamo di prima di un’intervista al leader della Cisl Guglielmo Bonanni: “Bonanni: così si ricompatta il fronte sindacale”. Gli è che ieri Epifani si era dichiarato disponibile a sedersi a tutti i tavoli della nuova trattativa sui contratti senza pregiudiziali ideologiche sul doppio livello di contrattazione, nazionale e locale. Certo non si può vendere la cosa come un “cedimento alle gabbie salariali di Bossi”, ma è pur sempre un significativo passo avanti. E siccome l’intervista a Epifani ieri compariva sul quotidiano torinese logico che lo stesso ci torni sopra con questa apertura di prima e con un doppio paginone (pagine 2 e 3) dell’edizione odierna. Oltretutto il dibattito sui salari sta tenendo banco proprio al meeting di Cl a Rimini dal quale ieri hanno parlato a giornali e agenzie tanto i leader confindustriali quanto quelli sindacali. Per quel che riguarda la politica vera e propria ieri andava registrato l’ennesimo episodio della telenovela Vaticano e Lega. Ci apre “Repubblica”, così: “Il Vaticano: la Lega ci offende”. Il quotidiano di De Benedetti, ancora oggi preso di mira a proposito delle origini delle sue fortune dall’apertura in prima del “Giornale”di Feltri, in prima ospita anche un duro editoriale di Francesco Merlo su “Quelle frecce da Gheddafi che umiliano i militari”, che è un altro pezzo forte della giornata polemico-politica. Mentre il quotidiano di via Solferino rilancia l’allarme per l’influenza suina e ci informa, in apertura di prima, che a settembre ci sarà il primo scaglione di una vera e propria vaccinazione di massa. Tornando ai problemi dell’occupazione oggi va segnalato anche un intervento del ministro per le attività produttive Claudio Scajola sul “Sole 24 ore”, pagina 13 a commento del dossier sulla legge sviluppo varata a Ferragosto su iniziativa del suo stesso ministero. In esso tra l’altro si legge che “con questo provvedimento passiamo dalle misure di emergenza per contrastare la crisi, alle riforme strutturali per aiutare il Paese e il sistema produttivo ad uscire dalle difficoltà avviando processi di competitività, modernizzazione ed efficienza che configureranno l’Italia del futuro”. Ma non la pensa così, ad esempio, il vice della Marcegaglia, Alberto Bombassei che proprio stamani a “Radio anch’io” ha detto che “a settembre, ottobre e novembre ci sarà qualche problema”. Il problema sono i posti di lavoro che andranno persi e il calo dei consumi e le eventuali misure di contrasto. Per quanto riguarda i contratti, ha proseguito Bombassei, il nuovo modello adottato “ha il merito di avvicinarci molto di più ai paesi europei”. Il vicepresidente di Confindustria ha risposto anche a chi sottolineava l’estensione limitata della contrattazione integrativa: “È vero che solo il 30% delle aziende mediamente hanno un contratto di secondo livello, ma è anche vero che queste raccolgono il 70% dei lavoratori”. Chiudiamo con due segnalazioni sui paradisi fiscali vecchi e nuovi. Oggi l’ “Unione sarda”, che è il più importante giornale locale della Sardegna, apre in prima con questa ferale notizia: “Paradisi fiscali dei sardi - C’è la mappa del tesoro”. Da Montecarlo ai Caraibi ben 250 conti di miliardari e presunti evasori isolani. I nomi ancora non ci sono ma la dislocazione “paradiso per paradiso”, sì. Il principato di Monaco guida la classifica con 44 sardi che ci tengono i soldi. Continua anche l’inchiesta di “libero” sugli Agnelli e la pubblicazione a puntate del libro di Moncalvo e oggi anche il “Corriere della sera” a pagina 25 decide di occuparsi dei risvolti della lite ereditaria degli ormai quasi ex proprietari della Fiat. Infine, ma non da ultimo, una delle prime notizie economiche lanciate oggi dall’agenzia Ansa - Med prefigura una sorta di “ritorno alle origini” (chi si ricorda di Felicino Riva e dei suoi crack miliardari?) per chi vuole comunque portare i capitali all’estero: in Libano l’afflusso netto di capitali nel primo semestre del 2009 ha raggiunto la cifra record di 8,2 miliardi di dollari (+46,9% rispetto al medesimo semestre del 2008), secondo dati della Banca Centrale del Libano, permettendo di coprire ampliamente il deficit commerciale dello stesso periodo, ammontato a 6,1 miliardi di dollari. L’afflusso di capitali, riferisce l’ufficio Ice di Beirut, è determinato da vari canali: rimesse della diaspora, gli investimenti diretti esteri, i depositi dei non residenti ed i trasferimenti diretti dei turisti che visitano il Libano. Questi ultimi canali si sono dimostrati particolarmente significativi, sia per il notevole afflusso di turisti (0,8 milioni nel primo semestre del 2009), sia per l’ammontare dei depositi che hanno totalizzato 2,1 miliardi di dollari, triplicando il loro valore rispetto al 2008. Peraltro, dati del Fondo Monetario Internazionale indicano che non vi è stato un significativo rientro di libanesi espatriati nei Paesi del Golfo, che generano circa il 55% delle rimesse. Insomma il “guardie e ladri” tra fisco e ed evasori si potrebbe spostare sul già turbolento scacchiere medio orientale. Chiudiamo infine oggi con la notizia luttuosa della morte prematura del senatore americano Ted Kennedy: il tumore al cervello se l’è portato via di prima mattina. La sua carriera politica era stata invece idealmente “portata via” da un incidente automobilistico nel lontano 1969, con lui alla guida un po’ alticcio, a Chappaquidick. Caddero in un fiume con la sua auto lui e la giovane segretaria Mary Jo Kopechne. Lui si salvò e lei no. All’epoca i giornali dissero che il senatore pensò solo a sé stesso in quel frangente. Tanto bastò, in America, per sbrarrargli per sempre la strada verso la Casa Bianca.
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