Truffe online, rubare è un gioco
I cybercriminali colpiscono là dove i navigatori sono più vulnerabili, cioè al cuore del divertimento: lo dice GData, multinazionale tedesca del software di sicurezza secondo la quale una delle nuove miniere d’oro del furto d’identità è rappresentata dai portali per il gioco online. Qui i pirati riescono tramite invisibili software maligni a sottrarre ai legittimi proprietari i dati personali necessari per iscriversi ai giochi a pagamento, con costi che facilmente variano dai 7 ai 15 ai 60 dollari o euro. E il loro scopo è naturalmente rivenderli a prezzi largamente inferiori, guadagnando sui vasti volumi di clientela che possono attrarre con tariffe attorno ai 2 dollari, o per un pugno di euro, per ogni «account». Oltre a puntare l’indice sui siti di «gaming» più visitati come «World of warcraft» e «Steam», veri e proprii bazar digitali dell’intrattenimento, Gdata ha pubblicato una «sporca decina» dei giochi più a rischio. Sono «Call of duty», «Counter strike», «Day of defeat», «Eve online», «Half-life», «Opposing force», «Left 4 dead», «Team fortress», «Unreal tournament 3» e «Warhammer».
Tags: cybercrimine, g data, giochi online, pirateria, steam, world of warcraft
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