Archivio di Luglio 2009

Non è un paese per ricchi?

“La fiducia spinge le borse”, titola oggi in apertura di prima “Il sole 24 ore”, riferendosi ai rialzi di ieri in tutta Europa con una media superiore al 2%. E però la notizia economica del giorno, che troviamo in taglio bassissimo in prima sul “Corriere della sera”, ma in apertura su “la Repubblica” ,  è che otto milioni di italiani vivono in povertà. Lo dice l’Istat, precisando che sono tre milioni quelli definibili come “indigenti”. Ora se calcoliamo che la popolazione italiana è di sessanta milioni di persone e che a leggere le dichiarazioni dei redditi il guadagno medio sta sui 15 mila euro l’anno, e incrociamo questo dato, forse un po’ da prendere con le molle, con quello dell’Istat, la conclusione è che l’Italia, per citare parafrasandolo un noto romanzo di Cormack Mc Carthy da cui è stato tratto un bellissimo film dei fratelli Cohen, “non è un paese per ricchi”. Ma a smentire questo assunto basta vedere la copertina di “Panorama” di oggi che ci propone uno speciale del solito bravisimo Gianluigi Nuzzi che è venuto in possesso dei nomi di quegli italiani furbetti che hanno il conto in Svizzera. Si tratta, per ora, di 300 persone che hanno portato e tenuto in Svizzera denari  per oltre un miliardo di euro totali con cifre che oscillano tra il milione di euro e i 24. I nomi sono puntati per motivi di privacy e per evitare problemi di possibili citazioni per danni. L’impressione è che se ne vedranno delle belle. Quantomeno gli interessati saranno spinti ad avvalersi del famoso scudo fiscale di Tremonti. [Continua]

Vape Classic/ I pantaloni? Non ci bastano

images17.jpg Un cambio generazionale all’insegna della riorganizzazione aziendale e del core business. Vape Classic, storico pantalonificio fondato a Molfetta, in provincia di Bari, da Francesco Valente e Leonardo Pellegrini, soci nell’attività e cognati nella vita, oggi si trasforma in una società per azioni che punta ad affermare anche all’estero un target più giovane. Protagonisti di questa svolta sono i figli dei due fondatori, i cugini Isabella Pellegrini, style coordinator e product manager, e Mauro Valente, art director e responsabile dei nuovi progetti, proprietari di Mais, l’azienda che avrà il ruolo di incubatore di idee e progetti stilistici.
[Continua]

Salumificio Franchi/ Un prosciutto specializzato

images16.jpg L’ultima invenzione è «Senz’altro», una gamma di salumi privi di glutine, la prima in Italia a ricevere il marchio ufficiale dell’Associazione italiana celiachia. Una «trovata» che si inserisce perfettamente nella tradizione del Salumificio Franchi, da sempre molto attento all’innovazione. «Già nel 1968 stupimmo tutti con il “Franchino”, un prosciutto cotto in miniatura premiato con il riconoscimento internazionale Ercole d’oro» spiega  Andrea Franchi, direttore vendite e responsabile del settore export. [Continua]

Principe/ Il Principe cerca una nuova borsa

images15.jpg «Negozi monomarca? No, grazie». Alessandro Maroni, responsabile sviluppo dell’azienda di famiglia Principe, fondata dal padre Elio e dallo zio Dino nel 1955 a Varese e specializzata nella realizzazione di borse di alta qualità, non ha dubbi: «Per andare incontro ai gusti di una clientela sempre più esigente bisogna avere un portafoglio prodotti molto ricco e in grado di abbracciare l’intera gamma degli accessori». Nasce così l’insegna «Less is more» che, nella versione «Luxury», fa convivere marchi come Cerruti 1881, Pal Zileri e Principe, cioè adatti a un target medio-alto, se non addirittura altissimo, disposto a spendere diverse centinaia di euro pur di assicurarsi una borsa fatta «a regola d’arte» [Continua]

Paglieri/ I nuovi profumieri della Felce Azzurra

images14.jpg Il suo olfatto era famoso in tutta la città. Ampolle, bilancine e diffusori di essenze erano la sua vita e così, in un giorno di metà Ottocento, Lodovico Paglieri decise di fare del suo talento una professione. Dopo anni di esperimenti, aprì un’Officina di produzione ad Alessandria nel 1876. Oggi l’Officina è ancora lì, guidata dai diretti discendenti di Lodovico. Si chiama Paglieri Profumi, è un gruppo da 93 milioni di euro di fatturato che continua a crescere con i suoi marchi di punta, Felce Azzurra e Cléo. «Non abbiamo però intenzione di vivere di rendita: stiamo anzi lanciando prodotti nuovi e studiando acquisizioni e brand extension» dice a Economy Debora Paglieri, presidente e amministratore delegato. [Continua]

Non “pescate” gli evasori

3184866065_6422e60f11_m.jpg I recenti avvenimenti a livello internazionale quali il contenzioso fiscale con l’Unione europea, la vicenda Ubs negli Stati Uniti su cui dovrebbe essere atteso entro il 3 agosto un pronunciamento della giustizia americana e, non da ultimo, il prossimo lancio del così detto «scudo fiscale» in Italia hanno riacceso le discussioni sull’esistenza del segreto bancario svizzero, generando però qualche confusione sulla reale portata dello stesso e diffondendo timori per la possibile futura scomparsa. Dal punto di vista giuridico, qui in Svizzera il segreto bancario consiste nella protezione della sfera privata dei clienti delle banche da interventi ingiustificati da parte di terzi ed è garantito da una serie di norme (a livello civile, penale e addirittura costituzionale) che vietano la comunicazione dei dati bancari dei clienti e ne tutelano fermamente la privacy. [Continua]

La buona ricerca va pagata meglio

get_photo30.jpg Il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ha cambiato le modalità di attribuzione dei fondi agli atenei. Un importante «progresso», lo ha scritto anche l’economista Francesco Giavazzi sul Corriere della sera, per arrivare a un’allocazione delle risorse in università che sia basata sulla qualità della ricerca e dell’insegnamento. Com’è in quei Paesi del mondo in cui l’università è una grande leva di sviluppo.Come ha scritto il professor Giavazzi, è vero che si tratta di una quota di fondi ancora ridotta (il 5% sarà distribuito sulla base dei risultati della ricerca e il 2% in base a valutazioni sulla didattica). [Continua]

Sanitization

2995964907_25a6c6c4be_m.jpg Sarà anche un problema «più culturale che finanziario», come pare abbia detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. Ma scoprire che alla fine del 2008 il disavanzo della Sanità italiana è arrivato a 3,9 miliardi di euro (per intenderci: poco meno di quanto in Borsa valgano Parmalat e Barilla messe insieme) non è una di quelle notizie che ti fanno proprio sentire bene. E uno può anche consolarsi con la certezza che adesso, dopo Lazio, Abruzzo, Campania e Molise, anche la Sanità della Regione Calabria verrà commissariata e così i suoi conti dovranno in qualche modo essere messi in sicurezza. [Continua]

Obama vede la fine della recessione

get_photo1.jpg “Obama: ora si avvicina la fine della recessione”. Titola così, in prima di taglio basso, la “Stampa” di Torino. E racconta l’ottimismo sfoggiato ieri dalla Casa Bianca e presente anche nell’apertura di prima del “Corriere della sera” che la mette in questa maniera: “Obama: fine della crisi più vicina”. La “Repubblica”, che non ama i facili entusiasmi, preferisce un titolo di taglio basso così confezionato: “Obama: tempi ancora duri ma la crisi sta per finire”. Il “Giornale” del Cav invece non ha dubbi e apre in prima con un titolo che sormonta una foto in cui Obama e il premier si guardano sorridendo come in un film di Frank Capra: “Si riparte”. [Continua]

Napolitano corregge il decreto anti crisi

get_photo.jpg “Scudo, ambiente e Corte dei conti: cambia la manovra”, titola oggi in apertura di prima pagina “Il sole 24 ore”, ma la verità su quel che è successo ieri dopo il colloquio, piuttosto teso, a leggere l’articolo di Liana Milella alla pagina 5 di “Repubblica” (”Lo stop di Napolitano al lodo Bernardo che imbavaglia la Corte dei conti”), tra il capo dello stato e il ministro dell’economia Giulio Tremonti, è che il decreto anti crisi è stato completamente ribaltato e riscritto su dettatura quirinalizia. La “Stampa” infatti titola apoditticamente “La legge anticrisi cambierà”. [Continua]

Pagina Successiva →