Telethon/ Il cuore di Roma che fa ricerca
La previsione è arrivare al 30 giugno con una raccolta di 35 milioni di euro e una crescita del 4% rispetto al 2008. Una bella soddisfazione, in tempi di crisi, per Telethon che già aveva avuto buoni risultati lo scorso dicembre, con la consueta maratona televisiva che aveva portato nelle casse dell’organizzazione fondata da Susanna Agnelli 31 milioni di euro. Fondi destinati per l’80% alla ricerca per combattere le malattie genetiche rare e per il 20% ai costi di gestione della struttura.
Il tutto grazie al contributo di cittadini, aziende e istituzioni. «Abbiamo milioni di piccoli sostenitori» commenta Marco Piazza, responsabile della comunicazione della Fondazione Telethon, «che contribuiscono alla ricerca con versamenti che vanno da un minimo di 2 fino a 40 euro».
Il 60% della raccolta arriva dal mondo imprenditoriale grazie alla rete di aziende coinvolte da Bnl, principale partner di Telethon da 17 anni: infatti, le imprese che hanno fatto una donazione sono state circa 18 mila in tutta Italia. Di queste, nel 2008, 210 hanno versato dai 5 mila euro in su, ma ci sono anche 43 imprese definite «grandi donatori» che fanno versamenti superiori a 15 mila euro, mentre 11 fanno donazioni a partire da 50 mila euro avendo così la possibilità di «adottare» direttamente un progetto di ricerca, monitorandone i risultati. «Certo, la recessione ha limato l’importo del contributo, che in questi ultimi mesi è sceso del 10% circa, ma in complesso il numero delle aziende è in costante crescita» precisa Carmine Pisano, direttore territoriale retail e private Lazio e Sardegna di Bnl (gruppo Bnp Paribas), che insieme a Sma, Oviesse, Auchan, Ferrovie dello Stato, Telecom Italia, 3, Wind e Vodafone aiuta l’iniziativa no profit, mettendo a disposizione le reti di vendita e organizzando eventi e operazioni a sostegno della raccolta.
A livello geografico il Lazio è una delle regioni più generose e Roma la città col primato della raccolta. «Nel 2008 attraverso Bnl, che contribuisce al 50% della raccolta totale di Telethon, il Lazio ha donato oltre 3 milioni di euro» continua Pisano. Un importante risultato che ha visto la capitale protagonista con più di 2,9 milioni di euro, seguita dalla provincia di Latina con 70 mila euro, da Viterbo con 62 mila euro, da Frosinone con oltre 35 mila euro e da Rieti con 8 mila euro.
Anche qui il contributo delle aziende è stato molto importante: più di 50 sono le imprese italiane che hanno fatto versamenti a favore della ricerca, di cui quattro con donazioni superiori ai 5 mila euro. «In genere, le società non si limitano al contributo economico» aggiunge Pisano «ma diventano parte attiva nella ricerca: alcune, per esempio, adottano un progetto e lo seguono passo dopo passo fino alle sue fasi finali».
Diversi i canali usati per cercare finanziamenti: Bnl, per esempio, che si occupa della raccolta tutto l’anno, ha ideato prodotti socialmente responsabili come la carta prepagata Mycash Bnl per Telethon, che devolve una quota di 25 o 50 euro al momento dell’emissione, e come il Fondo etico Bnl per Telethon, che devolve lo 0,6% del patrimonio netto accumulato su base annua.
E i risultati non mancano: nel 2008 questi due prodotti hanno raccolto oltre 100 mila euro destinati al finanziamento del Centro studi Telethon. Si tratta di un’istituzione nata nel 2005 per monitorare tutte le informazioni scientifiche, anagrafiche e amministrative, sui progetti finanziati, contribuendo a una migliore qualità del lavoro di ricerca. Un altro canale di raccolta fondi è costituito, poi, dagli eventi organizzati da Bnl e dalle altre aziende partner: si va dai tornei di calcio alle regate veliche.
Sforzi consistenti che hanno permesso di attivare solo nel Lazio 33 progetti di ricerca, per un finanziamento complessivo di oltre 10 milioni di euro. «Tra questi, alcuni hanno raggiunto importanti risultati» conclude Piazza. «Uno dei più rilevanti è presso la Fondazione Santa Lucia e l’Ebri di Roma, dove si sta facendo ricerca genetica di base: si tratta di un progetto della durata di 5 anni attivato nel 2006, i cui risultati potrebbero risolvere diverse malattie che riguardano il Dna».
Di Carolina Parma
Tags: Dossier Lazio/Capitale
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