Blog Fashion/ Vai su Internet e sei di moda
Se un elegante signore di nome Scott Schuman vi ferma per strada chiedendo se può scattarvi una foto, sorridete: siete appena diventati una celebrità. Il suo blog, The Sartorialist (http://thesartorialist.blogspot.com), è considerato un’autentica Bibbia dello stile e lui, Scott Schuman, il cool hunter, il cacciatore di tendenze, più famoso del mondo. Consultato quotidianamente dai buyer dei più importanti department store del mondo, Schuman è così popolare da figurare nella lista dei 25 blogger più influenti stilata da Time magazine.
La sua popolarità è lo specchio della moda in versione 2.0, quella dove le foto delle sfilate fanno il giro del mondo in tempo reale e vengono commentate in diretta, e dove stilisti e giornalisti lanciano nuove tendenze in pochi attimi, con una foto pubblicata sul sito giusto: quasi un laboratorio di ricerca permanente dal quale le griffe pescano a piene mani, ridisegnando collezioni e prodotti sempre più in base alla spinta creativa che arriva direttamente dai consumatori.
PITTI, VERSIONE 2.0. Anche alla 76esima edizione di Pitti uomo l’associazione tra web e moda - e l’interazione con il cliente finale - è sempre più evidente. Tra i padiglioni della Fortezza da Basso di Firenze, dove fino al 19 giugno sono in mostra oltre 900 marchi a disposizione di 20 mila buyer professionisti provenienti da oltre 50 Paesi del mondo, la novità più evidente è il muro lungo 100 metri dove il gruppo di giovani fotografi scelto da Pitti immagine pubblica le foto dei «Pitti people», la comunità di compratori e visitatori che affolla la Fortezza. E proprio il dinamismo della rete e la reinterpretazione dell’eleganza a livello personale, amplificata dal web che rende globale ogni nuova tendenza, ha creato nuovi - e redditizi - fenomeni stilistici.
Primo tra tutti quello dell’abbattimento dei confini classici tra formale e casual, ridisegnando uno «smart casual» che significa soprattutto aumento di opportunità e fatturato per le aziende, come spiega anche Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti immagine. «Commercialmente» spiega Napoleone «il portafoglio prodotti è diventato molto più ampio e da tempo molte aziende che prima erano orientate soltanto all’abbigliamento formale oggi hanno linee diverse, casual o di accessori, con le quali integrano i prodotti base, quelli più costosi». Ecco come si spiegano le linee casual di aziende storicamente classiche come Zegna, Canali (che lunedì 22 giugno celebra con un grande evento il suo 75° anniversario), Corneliani e Pal Zileri.
Si tratta, in sostanza, di nuovi capi, che mixati a quelli tradizionali permettono ai consumatori di creare il loro stile da comporre e acquistare anche direttamente in rete. Se è vero che vola l’e-commerce di nicchia (vedere il riquadro in basso), anche quello della moda griffata ma più accessibile non conosce crisi. E non è un caso se tra i partner di quest’anno di Pitti uomo c’è Yoox.com, lo shop online nato in Italia nel 2000 da un’intuizione di Federico Marchetti, che nel 2008 ha consegnato oltre 1,7 milioni di capi e che a Firenze presenta www.thecorner.com, un department store online dedicato alle nuove collezioni uomo dei designer emergenti internazionali come Undercover e Proenza Schouler, due ospiti speciali dell’edizione. «Internet» continua Napoleone «è un nuovo canale che integra quelli esistenti. La rete può creare opportunità di business e diventare un ottimo canale alternativo a quelli già esistenti, intercettando anche quei clienti che non vengono in negozio».
LA MODA FUORI DAL TUNNEL. E-commerce, interattività e nuove idee però non bastano, anche se nell’annus horribilis dell’economia la moda italiana sembra essere quella che ha risentito di meno della crisi perdendo, secondo i dati provvisori di Sistema moda Italia, il 4,6% in termini di valore della produzione e il 3,1% in fatturato. «L’impatto della crisi è stato molto differenziato» spiega Gaetano Marzotto, presidente di Pitti immagine. «Il mondo della moda ha registrato una maggiore tenuta della media dell’industria italiana. Secondo le ultime previsioni dell’Unione europea il trimestre gennaio-marzo 2009 dovrebbe essere stato il peggiore della fase della crisi. Per quanto riguarda l’Italia, l’Ue prevede qualche movimento positivo sul fronte dell’export, mentre per un recupero della domanda interna bisognerà attendere la fine dell’anno».
INTERNAZIONALIZZAZIONE. La crisi ha ridisegnato la mappa delle esportazioni facendo registrare risultati inaspettati, come quello della Francia, che ha fatto segnare nel 2008 un +1,2%, superando la Germania in caduta libera (-11,1%). Altro mercato dinamico quello russo, cresciuto dell’8,8% e che ha superato l’America, in calo dell’11%. Male anche il Giappone (-10,3%) e bene la Cina (+11,9%). In crescita anche i flussi di prodotti importati da aree più vicine: Turchia +3,1%, Tunisia +2,2%, Croazia +3,4%. «In questi momenti la fiera resta uno strumento irrinunciabile per fare business, pubbliche relazioni e cultura» conclude Napoleone. E creare nuovi trend.
Jarvis Macchi
* editor in chief del portale www.thinklux.com
Tags: Dossier Moda Pitti Uomo 2009
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