Ici Caldaie/ Caldo, freddo e meno emissioni
Nuove tecnologie per il risparmio energetico. Ici Caldaie ci crede e investe con successo: l’azienda è la prima classificata fra quelle che il ministero dello Sviluppo economico finanzierà per i progetti di efficienza energetica. Nell’ambito della cosiddetta cogenerazione con celle a combustibile, ovvero la trasformazione del metano in idrogeno per la produzione di energia elettrica, l’azienda veneta ha proposto il piano Microgen 30, che le consentirà, in tre anni, di produrre cogeneratori da 30 kw di seconda generazione, adatti al riscaldamento ma anche al raffreddamento di un palazzo di circa 30 appartamenti.
Quelli di prima generazione, Siderea 30, cinque in tutto e sempre a idrogeno, verranno installati quest’anno.
Microgen 30 sarà realizzato in collaborazione con un gruppo di soggetti industriali e alcuni centri di ricerca (Enea, Politecnico di Milano e Cnr). Il prezzo di un cogeneratore è di circa 70 mila euro, cifra che secondo Ici Caldaie dovrebbe essere ammortizzata in tre anni con la produzione di energia elettrica e termica per edifici residenziali.
Rispetto a una caldaia normale, si risparmia energia, evitando le perdite di distribuzione sulla rete elettrica, e si riducono le emissioni gassose. Inoltre il rendimento elettrico è superiore al 35%, più alto rispetto ai sistemi attuali. Infine, anche se il costo iniziale è più elevato di un normale impianto centralizzato, il condominio risparmia perché non deve più allacciarsi ad altri erogatori: l’energia serve sia per il riscaldamento sia per l’elettricità.
Nata nel 1958 in provincia di Verona, Ici Caldaie è nota per la produzione di impianti di riscaldamento e generatori di calore industriali. Questi ultimi rappresentano quasi il 50% del fatturato, che nel 2008 è stato di 36 milioni, mentre il gruppo Finluc, di cui l’azienda fa parte, supera i 75 milioni.
Ici Caldaie si dedica anche ai sistemi energetici (come per esempio il fotovoltaico) con l’intenzione di aprirsi a nuovi mercati: Cina, Russia, i Paesi dell’Est europeo in modo particolare. Oggi l’export rappresenta già il 49% del fatturato ed è in crescita.
ProgrammaUE. Dopo la creazione dei cogeneratori, lo sviluppo a lungo termine è rappresentato dalla partecipazione, con altre 17 società e centri di ricerca italiani e internazionali, al Settimo Programma Quadro Ue per la ricerca, che ha come obiettivo principale quello di realizzare un edificio completamente «rinnovabile».
«Le nuove tecnologie» afferma Emanuela Lucchini, amministratore delegato e socio di Ici Caldaie, «possono dare un notevole impulso all’economia, soprattutto in un momento di crisi come questo, in cui cresce la domanda di maggiore efficienza degli impianti per ottenere risparmio energetico e meno emissioni inquinanti. Anzi, probabilmente sarà fondamentale per uscirne».
di Maria Eva Virga
Tags: Energia, export, Finluc, Ici Caldaie, Made in Italy, tecnologia
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