Lotteria Fiat- Opel
“Fiat - Opel, una lotteria”. Le parole di Marchionne di ieri, tutt’altro che rassicuranti rispetto alla trattativa a tre con la Germania della Merkel, si trasformano oggi nel suddetto titolo di apertura di prima pagina fatto proprio dal quotidiano romano “il Messaggero”. Oggi ci sarà un nuovo maxi vertice a Berlino e durante esso Fiat, Magna e Ripplewood presenteranno i rispettivi nuovi piani al governo tedesco. Che tutti hanno capito che sta giocando al rialzo. Intanto la prima agenzia del mattino parla di un nuovo test missilistico della Corea del Nord condito con ulteriori minacce ai vicini del Sud che hanno aderito al patto di non proliferazione. Forse la notizia è scomparsa troppo velocemente dalle prime pagine dei grandi giornali, anche se il “Corriere” oggi ha un ampio articolo a pagina 16 negli esteri su tutta la vicenda delle sfide di Piongyang. Altra terribile notizia del giorno, con cui peraltro apre “Repubblica” in prima: “Tre operai morti nella raffineria”. Si tratta chiaramente della tragedia che ieri a pranzo tutti hanno visto nei tg pubblici e privati. Cioè delle tre persone morte in una cisterna che stavano pulendo per le esalazioni tossiche. Il tutto nello stabilimento Saras di proprietà della famiglia Moratti a Cagliari. Oggi sulla prima del “Sole 24 ore” è invece in apertura il richiamo, pesantissimo del ministro dell’economia agli istituti di credito. Con il seguente titolo: “Tremonti: in banca torna la raccolta ma non gli impieghi”. Cosa significa? Usiamo le stesse parole di Tremonti: “Molti dati indicano un ritorno alla finanza fine a sé stessa: aumenta la raccolta ma non aumentano gli impieghi per le imprese”. La predica è venuta dall’assemblea annuale di Confcooperative e subito ha avuto due repliche: una dall’ad di Intesa San Paolo, Corrado Passera, che ha risposto che gli istituti hanno fatto e dato il massimo in questa congiuntura, e una dalla stessa presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che chiede sgravi fiscali alle imprese che continuano a investire e sostiene che in Italia i licenziamenti si facciano con il contagocce, almeno rispetto a quello che è accaduto in Francia e nel Regno Unito. Il tutto può essere consultato dal lettore alla pagina 3 del quotidiano rosa. Un’altra notizia di ieri, passata un po’ sotto silenzio nel bailamme generale, è l’approvazione di una legge che, se funzionerà, e sottolineiamo il “sé”, appare destinata a snellire finalmente i tempi biblici delle cause civili. La cosa più importante è l’abolizione degli inutili 30 riti speciali, che diventeranno tre, ordinario, sommario e del lavoro. Inoltre ci saranno filtri ai ricorsi in Cassazione fatti solo per dilatare i tempi processuali e sanzioni per le lite temerarie. Vedremo l’applicazioen concreta che faranno i magistrati di questa riforma, perchè in Italia in materia di giustizia bisogna sempre fare i conti con l’oste. Tornando alle banche vanno infine segnalate tre notizie tutte contenute nelle pagine 41 e 43 (cioè la prima e la terza del dorso “Finanza e mercati”) del “Sole 24 ore”.
La prima: “Governi e banche centrali hanno gestito bene la crisi”. Lo dice in un’intervista il banchiere David de Rotschild che spiega anche perchè la sua banca non si fa quotare in borsa: “siamo più stabili così”. Sotto l’intervista a Rotschild c’è, nella stessa pagina 41, la seconda notizia: le dichiarazioni ottimiste di Corrado Passera sul caso Agricole-generali, cioè il patto di sindacato che rischia di fare saltare gli equilibri di Intesa San Paolo e determinare una multa miliradaria da parte dell’Authority dell’anti trust italiana. In pratica Passera rassicura Agricole su possibili azioni di rivalsa da parte degli altri soci di Intesa, però allo stesso momento gli dice di darsi una mossa a trovare una soluzione attuabile che tenga conto delle esigenze “francesi” del socio in questione.
Dalla pagina 43 del “Sole” fa invece pensare la terza (e ultima) notizia di cui sopra: quella sulle “banche zombi che girano negli Usa”.
Di che si tratta: la tipologia descritta è quella
di istituti piccoli con forte rischio di debitori insolventi, cioè sofferenze pari al 10% del capitale, e sono almeno 8 mila in tutti gli Stati Uniti. Essendo sull’orlo perenne della bancarotta le chiamano “banche zombie”, però hanno evitato la “sòla” dei subprime che ha fatto sia pure virtualmente fallire colossi come Bank of America e Citigroup, salvati solo dai soldi di Obama. Comunque nel 2008 ben 252 di questi istituti sono effettivamente falliti, 34 dei quali solo dall’inizio del 2009. Anche questo delle “banche zombie” è un brutto film: ovviamente dell’orrore.
Tags: Agricole, banche zombie, Bank of America, Citigoup, Corea del Nord, David de Rotschild, fiat, Generali, lotteria, marcegaglia, marchionne, Merkel, Obama, Opel, Passera, Piongyang, Tremonti
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