Il denaro non costa niente (alle banche)
“Tassi nuovo minimo storico”. Il “Messaggero” oggi apre così trattando l’ennesimo taglio della Banca centrale europea che porta il costo del denaro all’1%, cioè quasi a niente, soprattutto per le banche. E di conseguenza per gli interessi di chi i soldi nelle banche ci mette. Diversa è ovviamente la situazione di chi dalle banche prende i soldi a prestito, anche se un simile livello di costo del denaro in Europa non si era mai visto. La notizia del taglio deciso da Jean Claude Trichet ieri era arrivata intorno all’ora di pranzo quando le borse europee registravano tutte un lieve calo delle contrattazioni. Per ora nessun effetto si è visto ma nel breve termine di qualche settimana qualcosa di sicuro accadrà. Di positivo. Adesso dovrebbero scendere sensibilmente anche i tassi dei mutui e dei prestiti anche se il divario tra quanto fruttano i soldi versati in banca o investiti in Bot, Cct e pronti contro termine è ancora troppo forte rispetto a quello che viene chiesto in Italia dagli istituti di credito per mutui, finanziamenti e fidi. Dal “Messaggero”, già che ci siamo, prendiamo un’altra notizia economica rilevante: “Fiat-Opel, rischio tagli in Italia”. E’ un titolo di profilo basso nella prima del quotidiano di Caltagirone che da conto sia dell’allarme che viene dai sindacati tedeschi sia della lettera che ieri il ministro delle attività produttive Claudio Scajola ha spedito all’ad di Fiat auto Sergio Marchionne ribadendo la centralità delle fabbriche italiane e del mantenimento del livello occupazionale in Italia. Il tutto dopo che “The economist”, il prestigioso settimanale britannico, aveva diffuso stralci di un’intervista che lo stesso Marchionne aveva rilasciato e che si potrà leggere nel numero oggi in edicola. Marchionne ribadiva di “volere snellire” senza chiudere fabbriche.
Però un giornale tedesco aveva appena scritto che c’era il pericolo che chiudessero due impianti in Italia dopo la conclusione della sinergia con Opel: si facevano i nomi di Pomigliano d’Arco e quello di Termini Imerese. Dal “Sole 24 ore”, che apre anche lui sul taglio della Bce, va segnalata anche la notizia delle rassicurazioni del presidente della Fed Ben Bernanke sulla “non insolvenza” delle banche Usa, che avrebbero quindi tutte superato il famoso “stress test”, pur ammettendo che servono ancora 75 miliardi per risanarle.
Tra le notizie politiche che spiccano oggi su tutte le prime pagine, ad esempio su quella del “Corriere”, che parla di “lite con l’Onu sugli immigrati”, c’è la questione di come l’Italia tratta gli immigrati clandestini. Ieri infatti per la prima volta erano stati riaccompagnati 227 immigrati (stipati tutti dentro a un barcone) alle coste libiche da cui erano partiti, senza farli prima sbarcare a Lampedusa. Cosa che aveva provocato le proteste degli organismi umanitari internazionali.
Tra le altre notizie che è impossibile ignorare oggi c’è anche l’ennesima puntata della telenovela del futuro divorzio tra il Cav e Veronica. Ieri sera una puntata monotematica di “Annozero” di Santoro ha riaperto le danze sul gossip e dintorni. Con una certa pesantezza. Oggi si trova traccia di ciò in quasi tutti i giornali. Il “Giornale” apre con il ttolone “Sporco trucco” che campeggia sulla foto del conduttore televisivo. Si riparla anche della ragazza Noemi Letizia e del suo rapporto con il premier su “Repubblica” in un editoriale di Giuseppe D’Avanzo significativamente intitolato “Bugie e domande senza risposta”, L’attenzione ora si incentra sulla figura del padre, analizzata anche in un articolo sulla “Stampa” firmato da Guido Ruotolo: “I misteri del papà di Noemi”. Pare che questo Elio Letizia, due lavori e nulla tenente, “nessuno lo conosce”, tranne che lo stesso Berlusconi. Secondo la versione della “Stampa”. Quotidiano che oggi peraltro apre sulle rassicurazioni di Marchione sull’affare Fiat-Gm-Opel sul fatto che non ci saranno chiusure di stabilimenti.
Comunque il Cav sulle sue vicende personali, che ancora a lungo infesteranno i giornali cosiddetti seri, può dormire sonni elettoralmente tranquilli: secondo il sondaggio esclusivo pubblicato dal magazine “Panorama” oggi in edicola a pagina 43, l’84% degli italiani non ha cambiato la propria opinione, presumibilmente positiva, sull’attuale premier.
E ai “moralisti” dell’ “Avvenire” che nei giorni scorsi avevano raccomandato maggiore sobrietà al premier , ha risposto ieri, e oggi ne da conto il “Corriere della sera” a pagina 6, il ministro più popolare dell’esecutivo in carica, cioè Renato Brunetta. Provocando le ire anche dei cattolici del Pdl infatti, Brunetta ha replicato al quotidiano dei vescovi con la schiettezza che lo ha reso famoso: “chiedono più sobrietà a Berlusconi? Ma pensino ai loro preti pedofili e a come hanno trattato il caso sul loro giornale”. Insomma quando il gioco si fa duro sono i duri che cominciano a giocare.
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