Firmato l’accordo tra Fiat e Chrysler
“Con questa alleanza Chrysler avrà forti chance di successo per un brillante futuro. Oggi sono stati fatti i passi necessari per ridare a Chrysler una nuova vita: Fiat era ed è l’unica possibilità di salvezza”. Queste le parole con cui il presidente Obama intorno alle 18 e 30 di oggi, giovedì 30 aprile, ha annunciato, come ampiamente previsto, la conclusione dell’accordo tra Fiat e Chrysler. Si passerà però dalla bancarotta pilotata che durerà dai 35 ai 60 giorni e questo perché tre banche hanno detto di no alla riduzione del debito globale della casa automobilistica nei loro confronti. A mettere i bastoni tra le ruote sono stati tre dei 46 creditori della casa automobilistica di Detroit: Oppenheimer Funds, Perella Weinberg Partners e Stairway Capital. Hedge funds che hanno respinto l’offerta di ridurre a due miliardi di dollari i debiti della Chrysler che ammontano a 6,9 miliardi.
“La bancarotta di Chrysler sarà veloce ed efficiente, ma non era la soluzione preferita”- ha ammesso Obama - tuttavia senza un accordo con i piccoli creditori è stata inevitabile.”
“United Auto Worker (Uaw) e le grandi banche hanno accettato molti sacrifici - ha spiegato Obama ai giornalisti - nonostante questo non siamo stati in grado di raggiungere un accordo con tutti”.
Il governo americano garantirà ora a Chrysler finanziamenti per 3-3,5 miliardi di dollari durante la bancarotta. Non sono invece previsti ulteriori tagli all’occupazione oltre a quelli già annunciati, nè la chiusura, almeno a breve,s di altri impianti Chrysler.
Tags: accordo, Chrysler, fiat, hedge funds, Obama, Oppenheimer Funds, Perella Weinberg Partners, Stairway Capital, United Auto Worker
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