Durban 2, il vertice della vergogna
“Il vertice Onu sul razzismo spacca l’Occidente”. Il “Corriere della sera” apre così la propria edizione del lunedì, e anche “Repubblica”, suo diretto concorrente, mette questa notizia con grande rlievo in prima pagina: “Il mondo spaccato sul razzismo”. Ma come accade spesso con il quotidiano di De Benedetti, il titolo risulta ambiguo sui reali contenuti della notizia: non è il concetto di razzismo a dividere l’occidente ma la pretesa delle ong islamiste, e dei paesi di riferimento come l’Iran e quelli rappresentati dalla Lega Araba, di etichettare come razzista un solo stato in tutto il mondo: quello di Israele. Preoccupa non poco la partecipazione vaticana al vertice, anzi la sua “benedizione”, come la definisce “la Stampa” in prima pagina. E questa “benedizione” fa anche “infuriare” gli ebrei di casa nostra, segnatamente Riccardo Di Segni, il rabbino capo di Roma, che vanta la comunità più antica del mondo. Di Segni definisce quelle del Papa come “parole incendiarie” e sostiene che così, magari al di là delle intenzioni, “si giustifica l’antisemitismo”. Certo, non tanto questa decisione di partecipare a Ginevra al cosiddetto “Durban 2″, che peraltro il Vaticano condivide anche con Gran Bretagna e Francia (che però sono anche i due paesi europei dove l’antisemitismo ha raggiunto negli scorsi dieci anni i livelli più preoccupanti, anche a causa della presenza di notevoli focolai di estremismo islamico tra le popolazioni immigrate residenti), quanto quella di rivendicare la bontà di questo vertice Onu, potrebbe creare non poche complicazioni diplomatiche per il prossimo viaggio in Israele di Benedetto XVI. Molti però, forse neanche troppo malignamente, si interrogano sulle reali cause di questa rivendicata partecipazione del Vaticano, e l’ipotesi, abbastanza inquietante, che circola, è quella che lo stato pontificio vorrebbe tentare una mediazione su un altro punto del tutto inaccettabile, per l’Italia come per gli Usa, della “bozza di Durban”, e cioè quello di fare dichiarare le offese alle religioni come crimini contro l’umanità. Una trovata nata sull’onda emotiva del caso delle vignette del quotidiano danese “Jylland Posten” su Maometto, ma che dovrebbe coinvolgere anche le altre religioni, con evidenti limiti alla libertà di espressione. E poi, è una questione di buon senso, quale paese mai nei propri codici potrebbe mettere pene eguali per il reato di blasfemia e per quello di omicidio o di genocidio? Certo, in Arabia Saudita e in Iran la cosa non sarebbe un problema, perché in parte esiste già. Ma per il resto del mondo?
E il Vaticano non starà cercando per caso un compromesso con i paesi teocratici per arrivare magari solo all’enunciazione da parte dell’Onu di un generico “divieto di critica e di offesa delle religioni”?
Da qualunque parte la si guardi, la cosa è comunque una battaglia di retroguardia.
E preoccupa quasi più delle dichiarazione anti semite contro Israele fatte passare nella bozza “Durban 2″ con la scusa del preteso razzismo dello stato ebraico contro i palestinesi.
A parte “Durban 2″, nelle prime pagine di oggi c’è anche una discreta notizia, evidenziata in prima pagina da “La stampa”: “Crisi, Tremonti assicura: finita la grande paura”. E il ministro Sacconi chiede alle aziende di non licenziare.
Tremonti dice anche che l’evasione fiscale non sarebbe aumentata, ma la prima del “Sole 24 ore” di oggi lo smentisce implicitamente parlando di una triplicazione rispetto al 2007, fino all quota di 5 miliardi di euro, dei redditi nascosti all’erario e portati nei famigerati paradisi fiscali. Invece, all’appello di Sacconi risponde, sempre da pagina 8 de “La stampa”, il vice della Marcegaglia in Confindustria, Giuseppe Morandini, che sostiene che per frenare la mobilità e gli esuberi occorrerebbe un raddoppio dei fondi per la cassa integrazione. Insomma un dialogo quasi tra sordi.
Infine i due inserti economici di “Corriere” e “Repubblica” prediligono oggi due aperture molto diverse: “Affari e finanza” titola su “L’Aquila, le imprese che resistono”, che poi sarebbero quelle delle aree industriali del capoluogo abruzzese, relativamente meno danneggiate dei negozi , degli uffici pubblici e privati e dell’università. Secondo l’inserto di “Repubblica” da lì in breve tempo dovrebbe ripartire la ripresa della regione colpita dal sisma. Sempre su “Affari e finanza” in prima si parla dei famigerati fondi sovrani a caccia di affari in tutto il mondo in tempi di crisi e adesso diretti all’acquisizione di industrie in difficoltà come la Daimler. E si parla anche di Gheddafi, che è un fondo sovrano sui generis, e che in Italia si sta pappando Unicredit e un pezzo di Eni.
“Corriere economia” invece apre sulle difficoltà della Moratti nelle nomine per le municipalizzate milanesi, e sottolinea il ruolo del governatore della Lombardia Formigoni nel favorire la Compagnia delle opere e l’azione guastatrice della Lega nord. Sulla prima di “Corriere economia” anche una buona notizia: “I fondi pensione tirano il fiato”. Dopo la grande paura degli scorsi mesi, la perdita per il primo trimestre del 2009 è sata calcolata nel “solo” 0,9%. Il Tfr in fabbrica rende poco e quindi la cosa, crisi o non crisi, comincia a funzionare.
Di questi tempi è sempre meglio che niente.
Tags: Arabia Saudita, blasfemia, critica delle religioni, Durban 2, formigoni, Gheddafi, Ginevra, Giuseppe Morandini, Iran, L'Aquila, moratti, Riccardo Di Segni, Sacconi, Tremonti, Vaticano
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