Archivio di Aprile 2009

Firmato l’accordo tra Fiat e Chrysler

get_photo.jpg “Con questa alleanza Chrysler avrà forti chance di successo per un brillante futuro. Oggi sono stati fatti i passi necessari per ridare a Chrysler una nuova vita: Fiat era ed è l’unica possibilità di salvezza”. Queste le parole con cui il presidente Obama intorno alle 18 e 30 di oggi, giovedì 30 aprile, ha annunciato, come ampiamente previsto, la conclusione dell’accordo tra Fiat e Chrysler. Si passerà però dalla bancarotta pilotata che durerà dai 35 ai 60 giorni e questo perché tre banche hanno detto di no alla riduzione del debito globale della casa automobilistica nei loro confronti. A mettere i bastoni tra le ruote sono stati tre dei 46 creditori della casa automobilistica di Detroit: Oppenheimer Funds, Perella Weinberg Partners e Stairway Capital. Hedge funds che hanno respinto l’offerta di ridurre a due miliardi di dollari i debiti della Chrysler che ammontano a 6,9 miliardi. [Continua]

Berni Alimentare/ Il sottolio riparte dalla tradizione

images45.jpg A Gragnano Trebbiense, un paesino del Piacentino appoggiato sulla sponda del fiume Trebbia, sembra di essere tornati indietro di 80 anni. Ma tutti sono contenti. Soprattutto i 54 dipendenti di Berni Alimentare, la storica azienda dei sottoli, sottaceti e condimenti (dal Condiriso alle senapi Louit Frères) che hanno imbandito per anni le tavole degli italiani.All’inizio dell’anno si è infatti definito l’ultimo capitolo della lunga storia industriale di Berni, con il passaggio definitivo della società alla Copador, presieduta da Fausto Gandolfi, e alla Copra, diretta da Guido Molinaroli, espressione del sistema cooperativo emiliano. [Continua]

Nomination/ Il bracciale che si fa catena

images-13.jpg Quattro nuovi monomarca entro il 2009 e un restyling completo dell’immagine del bracciale Composable, che rimane il core business di Nomination. Con un fatturato di gruppo stabile a 40 milioni, mentre quello della casa madre italiana è passato da 36,5 a quasi 38 milioni, l’azienda di gioielli nata nel 1987 a Sesto Fiorentino, in provincia di Firenze, non ha sentito la crisi. Anzi, si prepara ad affrontare l’anno con un ritmo sostenuto di nuove collezioni, investimenti ed espansioni commerciali. Prossima tappa, Pechino. [Continua]

MGM/ Ora anche lo scarpone respira

images44.jpg Il successo di quello che sarebbe diventato il distretto della calzatura sportiva risale addirittura alla fine dell’Ottocento, quando nella zona di Vicenza c’erano decine di concerie.  Forte di questa tradizione, negli anni Venti, Vittorio Zizola a Crespano, nella campagna attorno a Treviso, creò un laboratorio dove produceva una decina di paia di scarponi la settimana, fino a quando negli anni Sessanta l’azienda - che nel frattempo era passata sotto il controllo di tre eredi, le «tre zeta» - si specializzò nella produzione di calzature da montagna, iniziando un’espansione che ha portato gli scarponi Trezeta oltre confine, diventando uno dei maggiori marchi nel settore dell’attrezzatura da alpinismo e trekking. [Continua]

Italpreziosi/ Ho scoperto davvero una miniera d’oro

images43.jpg Quel metallo così solare, il suo brillante luccichio, l’hanno affascinata quand’era piccola. Quando si specchiava nelle vetrine degli orafi di Arezzo, la sua città, e lo vedeva trasformare in gioielli preziosi e leggeri. Oggi quel metallo «è la mia vita» dice a Economy Ivana Ciabatti, che 25 anni fa ha fondato ad Arezzo Italpreziosi, della quale è oggi amministratore unico.Nel raccontare per la prima volta la sua vita da imprenditrice, Ciabatti trasmette tutto l’entusiasmo che ancora la spinge verso nuovi traguardi. È infatti un vero tesoro quello che ha costruito negli anni: 437 milioni di euro di fatturato con il commercio di oro, importato grezzo e rivenduto in tutto il mondo una volta affinato. [Continua]

Se Islamabad cade in mano talebana

get_photo-25.jpg Barack Obama ha incrementato rispetto a George W. Bush i bombardamenti in Pakistan. D’accordo: lo fa contro i talebani che dominano ormai la vasta fascia della Valle di Swat e molte province, senza attaccare apertamente il governo e l’esercito di Islamabad, ma ormai è chiaro come il primo fronte della lotta contro il terrorismo non passi dall’Iraq e solo formalmente abbia il suo obiettivo in Afghanistan. Il pericolo oggi si chiama Pakistan.Qui non interessa esaminare il caso mettendo al centro la figura del presidente americano per vedere chi tra gli ultimi due sia il più propenso alle azioni militari e ai missili. [Continua]

Contro certe previsioni

get_photo13.jpg Meno 4,4%: questo ha sentenziato il Fondo monetario internazionale per il Pil italiano nel 2009. Era il 22 aprile, e da allora in questo Paese ci si accapiglia anche sulle statistiche. Indubbiamente siamo nel solco di una delle più negative tradizioni nazionali: in Italia ci si divide su tutto. E da quest’anno avremo forse smesso di farlo sul 25 aprile (ma nessuno si faccia soverchie illusioni): ora però lo facciamo sulle previsioni economiche, addirittura quelle che arrivano dagli altri. [Continua]

Un matrimonio che “s’ha da fare”

“Fiat e Chrysler alle nozze, il giorno della firma”, titola il “Corriere della sera” di oggi a pagina 3 e, pur con le dovute cautele, prospetta l’esito finale di questo matrimonio automobilistico che, decisamente, per il bene dell’America e dell’Italia, “s’ha da fare”. Eppure qualcuno ancora si oppone, e in queste ore le pressioni del Tesoro americano su questo “qualcuno” (cioè gli hedge funds e altri creditori “minori”, che però con il loro 30% di share sul debito Chrysler rischiano di mandare tutto all’aria  o di  fare scivolare la cosa in una procedura molto più incerta e complicata che prevede il  fallimento pilotato del famigerato “chapter 11″) sono diventate fortissime. Purtroppo però sono diventate fortissime anche le paure per le continue cadute nelle previsioni del Pil americano: nel primo trimestre del 2009 c’è stato un meno 6,1%, come titola in prima pagina, in taglio basso, il “Sole 24 ore”, sia pure nell’ottica positiva di una titolazione che dedica la prima metà di sé stessa al fatto che tra Fiat e Chrysler sarebbe ormai pronta “l’intesa”. Certo se oggi a ora di pranzo avessimo l’ufficializzazione di questa notizia, finalmente le borse mondiali, e quella di Piazza Affari più di tutte, potrebbero tornare ai fasti dei bei tempi. Cosa che per il cosiddetto “parco buoi” che ne ha subite di tutti i colori potrebbe rappresentare quell’enorme boccata d’ossigeno che contribuirebbe a tenere in vita loro e tutto il resto dell’economia planetaria. A ogni modo per saperne di più su Fiat-Chrysler e dintorni, e anche sul dossier Opel, va letto oggi un articolo (a ciò dedicato) nella parte economica, a pagina 90,  del magazine “Panorama” appena uscito in edicola. [Continua]

Ora i ricchi chiedono più semplicità

3079712424_233e193e1e_m.jpg Non è vero che il private banking debba offrire per forza un servizio complesso. Sembra proprio questo lo slogan dell’industria del risparmio dedicata ai cosiddetti affluent, ovvero i risparmiatori con oltre 500 mila euro da investire, per uscire dalla crisi. Che nel 2008 ha colpito duro la redditività delle imprese del settore, con un calo degli utili di 0,3 miliardi di euro a fronte di una contrazione dei ricavi di 1,4 miliardi. Il dato emerge dalla ricerca «Impatti della crisi nel mercato del private banking», realizzata dall’Associazione italiana private banking (Aipb). [Continua]

Fiat a un passo da Chrysler

get_photo-17.jpg Il più ottimista ovviamente è il presidente della Fiat John Elkann che ieri assicurava tutti che “entro giovedì si chiude”. Di certo c’è il fatto che martedì tra la Chrysler e la casa madre torinese si è fatto un altro decisivo passo in avanti e, dopo il sì dei sindacati ai tagli giunto lunedì, adesso c’è anche l’ok del Tesoro americano e delle quattro principali banche creditrici che da sole detengono circa il 70% dell’esposizione della casa automobilistica americana e cioè JP Morgan, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Citigroup. Il quotidiano di riferimento per leggere tutto ciò è il “Sole 24 ore”, che presenta la cosa in prima con questo titolo: “Chrysler: si dei creditori”. [Continua]

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