Archivio di Marzo 2009
Obama punta sulla Fiat
“L’America alla Fiat: per favore salvaci tu”. Il titolo del “Giornale” che apre la prima pagina di oggi non deve apparire eccessivo: basta confrontare la notizia su altri quotidiani, come il “Corrierone” (che da ieri ha cambiato direttore rimettendo in pista Ferruccio de Bortoli, che passa da analoga poltrona al “Sole 24 ore” al posto dell’uscente Paolo Mieli, il quale lascia dopo quasi sette anni) che dedica alla notizia a sua volta l’apertura di prima e le pagine 2 e 3 dell’edizione odierna, per rendersene conto. [Continua]
Obama licenzia l’ad di General Motors
Obama è molto arrabbiato. Qualcuno a casa nostra suggerirebbe che sta veramente “inc….. nero”. E, alla vigilia del G 20, di Roma, che come suggerisce Federico Rampini sulla prima pagina di “Affari e finanza” di “Repubblica” di oggi, rischia in realtà di trasformarsi in un G2 tra Usa e Cina (vista la magra figura europea dopo le sparate del presidente di turno, e dimissionario in patria, il leader ceco Topolanek contro il piano Usa per il risanamento delle banche dalla finanza tossica, definito “una via per l’inferno”) si sfoga a modo suo costringendo alle dimissioni il presidente e amministratore delegato della General Motors, Rick Wagoner, che se ne va e toglie il disturbo dopo otto anni di permanenza in quel posto. [Continua]
Proprietà privata, «libera» edilizia
Il piano casa del governo è stato salutato dall’opposizione con grande scetticismo. Un grande urbanista come Marco Romano ha parlato di «rivincita dei costruttori». Mi rendo conto che ad alcuni il piano casa possa sembrare una bizzarria, in un Paese come l’Italia in cui l’80% delle famiglie abita in un immobile di proprietà e in cui vi è stata abbondante cementificazione nell’ultimo quarto di secolo, per un paio di generazioni. Ma il piano casa non è un lasciapassare per l’anarchia edilizia. Al contrario. Esso consiste di una serie di misure che possono essere messe tutte a fattor comune, in un’ottica di valorizzazione della proprietà privata. [Continua]
Corvi
In Borsa non si guadagna solo quando gli indici salgono, come il 23 e 24 marzo è accaduto a Wall Street per il varo dei piani miliardari di Barack Obama contro i «titoli tossici», ma anche quando scendono. O meglio: a lucrare sono quegli speculatori che investono sui ribassi dei titoli. Si tratta di un segmento della finanza che ha i suoi amatori, in genere esperti di nere previsioni, che inseguono l’azzardo e investono il proprio denaro sognando il peggio: più la quotazione di una società va giù e più loro sono contenti. [Continua]
Anche gli Usa hanno un authority
Alla fine la “montagna Obama” ha partorito un’ “authority” topolina, o topolona che dir si voglia, per controllare la finanza Usa. E la notizia, che si presta a non pochi sarcasmi, vista la constatata poca utilità delle authority, salvo per chi ci lavora dentro, viene data in apertura dal “Sole 24 ore”. Che la condisce in agro dolce con altre due novelle economiche: la prima, dolce, o quantomeno dolcificata, è che le borse , italiana, euroepee e mondiali, sono al rialzo per il settimo giorno consecutivo; la seconda, quella agra, è che Mosca ha fatto sua la proposta cinese di sostituire il dollaro con una moneta mondiale nuova, tutta da cogitare, o in alternativa di usare il famoso paniere dell’Fmi. [Continua]
La ripresa è meno lontana
La ripresa c’è, si vede nelle borse che continuano a salire neanche tanto timidamente, sta nelle parole di ottimismo di politici responsabili, italiani, europei e americani, e otterrà un decisivo “start up” nel G20 del 2 aprile. Il “Sole 24 ore” dimostra di credere in questi assunti, e, nel taglio basso di prima appena sotto l’apertura, spara il seguente titolo: “Le borse vedono la ripresa, Piazza Affari in testa ai rialzi”. L’apertura vera e propria invece è dedicata ad un’altra buona notizia: “Dalla Cassa depositi e prestiti altri otto miliardi per sostenere le Pmi”. E all’interno del quotidiano rosa, a pagina 3, la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia avverte le banche che ora non ci sono più alibi per non concedere il credito alle imprese. D’altronde nella stessa pagina troneggia un titolo secondo cui dai Tremonti bond sarebbe già arrivata liquidità per 100 miliardi di euro agli istituti di credito. [Continua]
Il piano casa ora è un giallo
“Casa, retromarcia di Berlusconi la riforma non riguarda le città”. Il titolo trionfalistico troneggia sulla seconda pagina di “Repubblica” di oggi e da conto dell’ennesimo braccio di ferro istituzionale in atto tra il premier e il Capo dello stato, con il giallo di una lettera segreta del Quirinale che nella sostanza suggerirebbe al Cav di dare retta alle regioni prima di varare il piano casa. Poi si dice che anche Bossi, che pure ieri ha ottenuto il primo via libera dalla Camera al federalismo fiscale (vedi “Corriere della sera” a pagina 1), avrebbe frenato. [Continua]
Segnali
Siamo tornati tutti un po’ come bambini, inquieti all’inizio di un viaggio in automobile. Dal nostro sedile posteriore, un posto dal quale non riusciamo a vedere bene la strada che abbiamo davanti, continuiamo a chiedere: «Quando si arriva?».Dopo tutto, è proprio questa la domanda insistente che tutti si pongono, che tutti ci poniamo: quando finisce, questa crisi? Così basta che le Borse mondiali rialzino il capino per cinque giorni di fila, com’è accaduto dall’11 al 17 marzo [Continua]
Obama e la sindrome giapponese
Vendite al dettaglio cadute in febbraio meno del previsto, e un Ben Bernanke che promette la fine della recessione nel 2009, bastano per tornare ottimisti? Non direi perché come Barack Obama diventa sempre più bianco, così il quadro statalistico d’assieme resta, ci si passi la facile battuta, sempre più nero.Ancora un mese fa la più parte delle previsioni sul Prodotto lordo americano nel 2009 limitavano il suo calo, oggi invece alcuni uffici studi parlano già di un prodotto in calo del 3,3% anno su anno, mentre il gruppo degli economisti di Nouriel Roubini prevede una contrazione reale quasi al 4%. Infatti il calo dell’ultimo trimestre 2008 si è visto pure lui maggiore di quanto stimato. [Continua]
Il piano di Obama “forse” funziona
Alla fine il piano di Obama per ripulire gli asset tossici, che assomiglia molto a un “money laundering” garantito dallo stato, sembra avere convinto tutte le borse del mondo, a partire soprattutto da Wall Street che ieri ha registrato un +6%, come spiega oggi l’ “International Herald Tribune”. E Piazza Affari a Milano in chiusura, sempre ieri, ha sfiorato un positivo di +5,8% : se è presto per facili ottimismi, non è mai troppo tardi per ricominciare a sperare. E per noi italiani in maniera particolare dopo che ieri il commissario europeo agli affari economici e monetari della Ue, il noto Almunia, ha smentito in parte sé stesso e radicalmente l’interpretazione delle proprie avventate dichiarazioni di domenica secondo cui Italia e Grecia erano a rischio default. Almeno così come riportate in enorme evidenza in prima pagina da “la Repubblica”. [Continua]
Rubriche:
1. Editoriale
- Professionista chi? Di Giovanni Iozzia
14. Il dubbio
- Tutto il Paese deve mobilitarsi per un grande Expo di Diana Bracco
15. L'esperienza
- Anch’io ho fatto come Buffett. Stravolgere i canoni rende di Ennio Doris
2. Controvento
- Nucleare. Non basta dire no Di Gianpiero Cantoni
3. La polemica
- Vi spiego perchè il sindacato è finito nel 1993 di Giuliano Cazzola
4. Analisi
- Ecco che cosa ci stiamo giocando in Borsa di Oscar Giannino







