Il G7 pieno e il ministro ubriaco
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Finalmente abbiamo trovato i colpevoli della crisi mondiale: sono i giapponesi. Il cui ministro dell’Economia fotografato ubriaco al G7, un consesso pieno di aspettative e di ospiti, ha danneggiato “world wide” l’immagine del proprio paese. Che, come sottolinea l’ “Herald tribune international” nell’articolo di apertura di prima pagina, oggi come oggi deve fronteggiare la crisi più devastante dal 1973, con una perdita di pil del 3,3% su base annua e del 12,7% se si considerano solo gli ultimi tre mesi. Per la cronaca anche “Il sole 24 ore” ha in prima pagina la foto con la faccia da sbronzo del ministro giapponese Shoichi Nakagawa e le cifre riportate dal quotidiano americano.
Nakagawa, peraltro, sembra tutto il contrario di un personaggio da film di Akira Kurosawa, disposto magri a fare harakiri per salvare l’onore. Infatti per giustificarsi ha detto di avere preso troppi anti staminici contro il raffreddore e ha dato la colpa anche al jet lag. Scuse più da politico all’italiana che da rappresentante dell’ex impero del Sol Levante di Hirohito.
Fatto sta che quella foto oltre d avere danneggiato l’immagine dell’impero del Sol Levante di cui sopra, ha gettato ombre fosche anche sull’intero brain storming dei ministri dell’economia. Che già dalle notizie uscite ieri su alcuni quotidiani internazionali si era capito essersi concluso con un bel nulla di fatto salvo le solite promesse di approfondimento rinviate al G20 del 2 aprile prossimo a Londra. Il nodo insoluto e forse insolubile rimane quello dell’uso del debito pubblico per fronteggiare la crisi. Altro che “legal standard”: siamo al si salvi chi può. Chi ha margini come gli Usa userà quella leva come una clava. Chi non ce li ha come il nostro paese continuerà ad andare dietro a trovate demagogiche come la tassa sui ricchi proposta ieri da Epifani per i redditi sopra i 150 mila euro annui e subito bocciata dal ministro del Welfare Sacconi come impraticabile e rischiosa per la stessa economia. Ne parla il “Corriere della sera” a pagina 25, con un ragionamento che appare tra le righe: se disincentiviamo il consumo anche tra quei pochi che possono consumare allora siamo veramente fritti. Il vero problema della ripresa infatti non è aiutare i poveri che vanno sempre aiutati, anche in periodi ottimali, e che putroppo sempre poveri rimangono e sempre saranno attenti all’euro.
Il vero problema, e su questo ha pienamente Berlusconi, è non fare cambiare idea e stile di vita a chi un po’ di soldi, o molti, li ha sempre avuti. O guadagnati. A chi cambiava auto ogni due anni e non ogni dieci come sta avvenendo oggi. A chi faceva mutui per comprare case e che oggi cerca di venderle. Eccetera. E che la gente capisca questo discorso e non le solite proposte di inasprimento fiscale, che vengono da una sinistra ormai ridotta al lumicino, appare palese se si considera la schiacciante vittoria alle elezioni regionali sordi del candidato Carneade del Pdl, Ugo Cappellacci, sul blasonatissimo padre padrone della Tiscali, archiviato malignamente dal “Riformista” con un titolo di prima a dir poco irriverente: “Salutami a Soru”.
Che poi è la versione elegante dell’intercalare napoletano “salutame a sorreta” con cui si usa scambiare lazzi in società durante le discussioni politiche ed esistenziali da 64 barrato.
Ma ieri tutti i giornali prediligevano il lato B della politica come anche dell’economia. Anche “Repubblica” ad esempio, aveva in prima pagina un pensoso editoriale di taglio sarcastico sul ministro giapponese di cui sopra con il seguente titolo: “L’alcol, il ministro e la fine del mito”.
Il tutto sormontato dalla profezia di Montezemolo: “andrà peggio”. Citando Woody Allen si potrebbe dire: “sì, potrebbe piovere”.
Ma non ovunque le cose vanno così. In Germania ad esempio coninuano a piovere aiuti di stato sul mercato automobilistico e il “Corriere della sera” a pagina 25 ci parla della tentazione di nazionalizzare la Opel. Nell’articolo che apre la stessa pagina invece viene ripreso il grido di dolore di Montezemolo che propone gli stati generali economici del paese Italia.
Il comizio è avvenuto davanti agli studenti della Luiss che hanno sentito Montezemolo citare Obama e la Merkel come esempi della politica del fare e inveire contro il fatto che la Fiat vende più in Germania che in Italia e che “si è passati da un mondo dominato dall’avidità a uno dominato dalla paura.”
Questo in Italia è particolarmente vero da quando, forse per non parlare dei veri problemi economici da cui il Paese non riesce a venire fuori, si è deciso di mettere nelle prime pagine la cronaca nera spicciola di tutti i giorni. Particolarmente i continui episodi di violenza contro le donne che putroppo ci sono sempre stati, specie in un paese dalla mentalità arretrata come il nostro. Le statistiche dicono che il 90 per cento degli stupri avvengono tra le mura domestiche, così come i reati di pedofilia (che molto spesso coinvolgono anche preti e parrocchie). Però creano allarme solo i delitti compiuti da quell’altro 10%. Ci piace pensare all’uomo nero, stiamo diventando allegramente xenofobi e razzisti e il governo ogni giorno pensa a decreti ad hoc.
Certo il problema esiste ma forse non andrebbe utilizzato a scopi elettorali come entrambi gli schieramenti fanno dall’ultima campagna per le politiche in poi,con il copiwright di Walter Veltroni. Qualcuno nei blog fa anche del sarcasmo e si domanda come mai certe categorie di cittadini stranieri compiano apparentemente solo questo tipo di reati. E c’è chi si spinge ad ipotizzare, sulla falsariga dei divieti di somministrazione di aloolici agli ultrà all’ingresso degli stadi, se non sia il caso di vietare alle farmacie di vendere il Viagra ai rumeni. Vedrete che qualche politico prima o poi farà sua anche questa richiesta.
Tags: Epifani, Giappone, Opel, Sacconi, Shoichi Nakagawa, Viagra
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Mah … in Italia ci ritroveremmo con una classe dirigente decimata se il metro di giudizio per dimettersi fosse quella del simpatico ubriacone …
Tra parlamentari cocainomani barra pregiudicati, primi ministri corruttori (di oggi la sentenza, aspettando le motivazioni e gli ulteriori gradi di giudizio), ministri dell’economia assenti ed incapaci, soubrette improvvisate ministre, e molto, molto altro.
Wil
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