Archivio di Febbraio 2009
Obama: distruggere la “reaganomics”
“Obama: it’s time to rebuild”, titola trionfalisticamente l’ “International herald tribune” in prima sormontando la foto del presidente che marcia con il suo “economic team” all’interno della Casa Bianca. E il “Financial times” in taglio basso annuncia quale sarà la sua cura da cavallo per l’America: quadruplicare il deficit nel rapporto con il pil, che giungerà oltre quota 15%,alla faccia dell’Europa e di Maastricht (ma non è protezionismo pure questo?), e alzare di parecchio, avvicinandosi gradualmente ai livelli europei probabilmente, le tasse per le famiglie il cui reddito superi i 250 mila dollari lordi annui, che fanno circa 215 mila euro. Questo in parole povere significa mettersi alle spalle quasi un trentennio di “reaganomics”, costantemente coltivata anche negli otto anni della amministrazione democratica di Bill Clinton che è stata l’unica dal 1980 a oggi a interrompere un lunghissimo ciclo di presidenze repubblicane che ha compreso, oltre a Reagan, anche Bush padre e ovviamente “W”, cioè il tanto vituperato Bush figlio. La cui biografia molto irriverente in dvd a cura di Oliver Stone viene diffusa guarda caso proprio oggi dal settimanale “Panorama”, che reca anche un ottimo servizio di copertina, poi sviluppato a pagina 136, sui “Re delle frodi”, meglio sugli squali della finanza, suggerendo anche un pratico vademecum di legittima difesa per il cittadino qualunque. [Continua]
Problemi di liquidità? Raccontalo a Blogonomy
Alberto Platini è un imprenditore di Cossato, un paesino alle porte di Biella. La sua Quality Biella, cinque sedi, 120 dipendenti, 4 milioni di fatturato, era una tradizionale impresa di rammendo e pinzatura di tessuti. Nel tempo s è specializzata anche nel controllo di qualità sulle bobine di filati che servono l’industria dell’abbigliamento, l’arredo e l’auto.
In dicembre Platini ha messo in cassa integrazione 10 dipendenti. Giovedì 19 febbraio è toccato ad altri 35. Per gli altri è in corso una procedura di mobilità interna: due terzi saranno spostati di settimana in settimana dove serve, un terzo «per ora resta fermo. Poi si vedrà» dice Platini a Economy.
Raccontate la vostra storia di imprenditori a Economy scrivendo al nostro blog.
Scaricate qui i dati sui debiti aziendali suddivisi per provincia, in formato .Pdf
debiti_aziendali.pdf
Cerchi lavoro? Ecco dove trovarlo
Togliere la propria carriera dalla naftalina in piena recessione è possibile e i numeri lo confermano: è vero che nel corso del 2008 sono usciti dalle aziende circa 10 mila dirigenti, il 25% in più rispetto all’anno precedente, ma è anche vero che dei 120 mila manager oggi in attività in Italia nei settori privati di agricoltura, industria e terziario, secondo i dati di Manageritalia, il 10% circa ha cambiato incarico passando da un’azienda all’altra. Economy offre oggi una guida completa alle società di recruiting a caccia di talenti, con gli indirizzi Internet e di posta elettronica dove inviare un curriculum vitae. Perché se è di cacciatori di teste che si parla, con un po’ di fortuna e iniziativa la prossima potrebbe essere la vostra: scaricate qui sotto il file con il recapito del vostro prossimo ufficio.
Arrivano i Tremonti bond
La lista di attesa è già lunga: Unicredit, in primis, ma anche Intesa San Paolo, Monte dei paschi di Siena e Banco popolare. Sono arrivati, anzi sono “stati varati”, i Tremonti, bond, come spiega in prima pagina “la Repubblica”, e come articola in un pezzo a pagina 32 “Il corriere della sera” e le banche fanno la fila allo sportello statale. I titoli avranno interessi variabili tra il 7,5% e l’8,5%. Quindi non poco. [Continua]
Italia-Francia, alleanza nucleare
Quattro centrali nucleari, di terza generazione, saranno costruite in Italia entro il 2020. L’italiana Enel e la francese Edf gestiranno il business degli impianti che ci porterà per quella data a non dovere più dipendere almeno per la metà del nostro fabbisogno energetico dall’estero. E’ stato questo il risultato più visibile del vertice italo francese tra il premier italiano Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy tenutosi a Roma. Ci apre in prima il quotidiano torinese “La stampa”, mentre il “Sole 24 ore” preferisce mettere la notizia nel taglio basso, parlando di “Asse tra Roma e Parigi, si torna al nucleare”, e dando spazio in apertura all’altra grande notizia del giorno: “Ecco iI Tremonti bond”. [Continua]
L’esubero si vendica col virus
La multinazionale canadese delle tecnologie di sicurezza Sophos ha diffuso la notizia relativa all’apertura di un procedimento giudiziario da parte di un gran giurì federale del Maryland contro un ex dipendente della società di mutui Fannie Mae.. [Continua]
Europa e America, nuovo allarme banche
Nazionalizzare le banche ma senza agevolare gli azionisti di riferimento e i manager che hanno provocato il disastro. Lo dice il premio Nobel per l’economia (nell’anno della crisi mondiale da lui non prevista) Paul Krugman al suo ex rivale Alan Greenspan, ex presidente della Fed dei disastri, dalla prima pagina di “Repubblica”. Chissà perché la cosa ricorda gli sketch dei fratelli De Rege. A ogni modo il tema all’ordine del giorno oggi è drammaticamente sempre lo stesso. La notizia del via libera a una nazionalizzazione di massa delle banche americane ed europee è l’apertura di quasi tutte le prime pagine dei quotidiani italiani. [Continua]
Auto / Svimez: nel 2009 a rischio 98mila posti di lavoro
98 mila posti di lavoro a rischio e un calo del prodotto interno lordo pari ad almeno lo 0,4%, con ricadute molto pesanti soprattutto in Piemonte e nel Centro-Sud. Sarà questo l’impatto della crisi del settore automobilistico sui conti del sistema Italia nel 2009. A dirlo è uno studio appena presentato da Svimez (la società pubblica per lo sviluppo del Mezzogiorno), che per la prima volta ha preso in considerazione tutte le componenti della filiera e non solo la produzione diretta. Dietro una Fiat che arranca, con Sergio Marchionne che invoca aiuti di Stato e Moody’s che declassa il titolo del Lingotto ipotizzando un calo trimestrale del 20%, si muove infatti un universo fatto di piccole e medie imprese dell’indotto già strozzate dal deficit di ordini, di centri progetti senza commesse, di concessionari a secco di margini, di autonoleggi penalizzati dal taglio dei rimborsi spese aziendali. Saranno proprio loro, secondo Svimez, a pagare il tributo più alto alla crisi, che a meno di clamorose inversioni di tendenza del mercato automotive a fine 2009 potrebbe impattare per lo 0,4% sul Pil italiano e registrare un saldo occupazionale negativo pari a 98 mila unità, oltre 60 mila delle quali nell’indotto [Continua]
Il paradiso fiscale perduto
L’Fmi vedrà raddoppiare la propria dotazione monetaria fino a 500 miliardi di dollari per aiutare le economie in crisi, specie quelle del Terzo Mondo. Mentre i paradisi fiscali forse chiuderanno per sempre i battenti e raggiungeranno la categoria dello spirito di quelli “perduti” di miltoniana memoria. Tutto in una sola volta, come annuncia il pezzo di spalla in prima pagina dell’odierna edizione dell’”Herald tribune international” nel riporare senza troppa retorica le decisioni prese nel vertice a quattro di Berlino tenuto l’ultimo week end tra i premier e i ministri economici di Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna. [Continua]
Sopra la banca lo stato campa
E’ una bestemmia ciò che ha affermato ieri il premier Silvio Berlusconi alla fine e a margine del vertice italo-britannico con Gordon Brown? E cioè che lo stato potrebbe nazionalizzare le banche, cosa che, peraltro, a livello europeo è già abbondantemente avvenuta? No, è una realtà, magari triste, e che non spiega, come vorrebbe fare credere “Repubblica” in prima pagina, il calo a picco di Unicredit in borsa, dovuto invece alle note vicende dell’Europa dell’Est, per salvare la quale dal default si stanno muovendo Germania e Austria, cioè le due nazioni dell’Ovest più tradizionalmente vicine alla Ost politik. Parafrasando il noto detto si potrebbe quindi tranquillamente dire che “sopra la banca, lo stato campa, ma sotto la banca lo stato crepa”. [Continua]
Rubriche:
1. Editoriale
- Professionista chi? Di Giovanni Iozzia
14. Il dubbio
- Tutto il Paese deve mobilitarsi per un grande Expo di Diana Bracco
15. L'esperienza
- Anch’io ho fatto come Buffett. Stravolgere i canoni rende di Ennio Doris
2. Controvento
- Nucleare. Non basta dire no Di Gianpiero Cantoni
3. La polemica
- Vi spiego perchè il sindacato è finito nel 1993 di Giuliano Cazzola
4. Analisi
- Ecco che cosa ci stiamo giocando in Borsa di Oscar Giannino








