Archivio di Gennaio 2009
La “bad bank” la pagheremo tutti noi
Adesso è tutto più chiaro. Anche perché ce lo spiega oggi molto bene Luigi Zingales sulla prima pagina del “Sole 24 ore” (”Good morning bad bank”) : i fallimenti planetari degli istituti di credito, che in America chiedono altri 2 mila miliardi di dollari, li pagheremo noi, i contribuenti globali di un crack senza precedenti. E questo perché, Obama o non Obama, i consiglieri economici statunitensi sono i rampolli di chi come Robert Rubin, già ministro del Tesoro di Bill Clinton, è stato pagato 140 milioni di dollari in dieci anni per portare prima Goldman Sachs e poi Citigroup a un passo dal fallimento. Ora questa gente è quella che “consiglia” Obama. [Continua]
Emak/ Toseremo le siepi degli americani
Sulla scrivania di Aimone Burani, vicepresidente e cfo (direttore finanziario) di Emak, c’è sempre qualche dossier aperto. «La nostra ricerca di aziende sane da acquisire non si ferma mai, anche con la crisi» dice a Economy. «In un’ottica di riduzione dei costi, il nostro organico, circa mille addetti, quest’anno non aumenterà, ma l’azienda potrà crescere per vie esterne. Le opportunità sono molte». [Continua]
Teknosud/ Un’auto ibrida sotto il Vesuvio
Da un piccolo gruppo di ingegneri a un’impresa di consulenza tecnica che oggi ha 140 impiegati, con un fatturato 2008 stimato in 4 milioni di euro. E tra un paio d’anni, nel 2010, da società di consulenza farà un altro salto, diventando fabbrica meccanica. La storia di Teknosud, società di Marigliano in provincia di Napoli, specializzata nella progettazione di componenti per automobili, treni e aerei, è ancora breve, ma ricca di cambiamenti. [Continua]
Maprad/ Prepariamo i chip allo spazio
Prima di andare nello spazio, non sono solo gli astronauti a doversi sottoporre a un rigoroso programma d’allenamento. Anche i vari dispositivi elettronici delle navicelle richiedono una serie di controlli, fra cui quello della suscettibilità alle radiazioni. Maprad,impresa nata alla fine del 2005 dall’idea di tre ricercatori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) di Perugia [Continua]
Canali/ Il mio testimonial alla casa bianca
William Hurt è stato il primo. Poi sono arrivati Dustin Hoffman, Kevin Spacey, George Clooney e molti, molti altri divi di Hollywood. Ora però il suo «testimonial» di punta non è più un attore, ma nientemeno che il neoeletto presidente degli Stati Uniti, immortalato durante l’Election Day con un abito Canali. Non di un’abile operazione di marketing si è trattato, però. Barack Obama ha nel suo guardaroba gli abiti dell’azienda di Sovico (Milano) fin da quando era senatore: non poteva sperare in un regalo migliore la società, che proprio nel 2009 festeggia i suoi 75 anni di vita. [Continua]
Cover Story/ Trentenni High-Tech
Diecimila euro. Tanti sono bastati a Luca Ascani, a 25 anni appena, per lanciare nel 2004 GoAdv, società di servizi d’informazione dal 2007 quotata alla Borsa di Parigi e che oggi ha una capitalizzazione di circa 60 milioni di euro. Scommessa vinta, dunque, per un enfant prodige «senza agganci», che in pochi anni ha saputo trasformare un’idea apparentemente irrealizzabile in una macchina da soldi: stando agli analisti dovrebbe chiudere il 2008 con un giro d’affari di 40 milioni di euro e uno staff di 100 persone in tutta Europa (vedere l’articolo a pagina 19). Ma Ascani non è certo l’unico «genio tecnologico» made in Italy degli ultimi anni. [Continua]
Se le banche tornano statali
I grandi banchieri, leggo su Le Monde, sono riusciti in un’impresa quasi impossibile: scivolare sotto i politici nella classifica della simpatia e, cosa assai più grave, della credibilità. È un effetto universale perché, dopo la pioggia di scandali e di crac che ha investito il sistema americano, si è dovuto prendere atto che la Gran Bretagna non era meglio. E lo stesso vale per la Germania, il Belgio, l’Olanda e così via. La maglia nera, data la reputazione che li accompagnava, spetta agli «gnomi svizzeri». [Continua]
Se Davos diventa la Spectre
Di neve ne è caduta anche troppa, pure in Italia. Tuttavia Davos, località degli elvetici Grigioni dove ogni anno si riunisce il Forum economico mondiale, dev’essere davvero uno spettacolo, quanto a cornice naturale, a mezzavia tra i passi del Plesseur e dell’Albula. Io ci sono stato, una volta a Davos.Sia chiaro: per i fatti miei, con i miei scarponi e il mio bel «giornaliero» da cambiare posto la sera stessa, altrimenti non ti bastava un mutuo, mica invitato dai geni del convivio; comunque ci sono stato e posso testimoniare che almeno sulla scelta del luogo gli organizzatori non potevano far di meglio. [Continua]
Così si aiuta il manager in crisi
Il 2007 si era chiuso con poco meno di 3 mila esuberi di dirigenti industriali in tutta Italia. Il 2008 ha segnato ben 5 mila uscite e adesso, nel 2009, ci aspettiamo all’incirca altre 7 mila fuoriuscite. Speriamo almeno che la congiuntura mondiale sia più positiva nel 2010 e di ritornare a un valore fisiologico di circa 2.500 come base di ricambio della compagine [Continua]
Fiat tiene il cash in cascina
Finalmente qualcuno inizia a fare provviste per il lungo e rigidissimo inverno finanziario che ci attende. Mentre alcune aziende annunciano utili rilevanti e li distribuiscono ai soci, Fiat ha comunicato che i profitti ci sono, ma che saranno portati a riserva. Decisione saggia sulla quale dovrebbero riflettere tutti i leader di società quotate, in particolare quelli bancari. Perché, anche se i bilanci sono conformi alla legge e gli utili formalmente ci sono, potrebbero sparire in un attimo una volta che i titoli tossici in portafoglio giungessero a scadenza o fosse necessario svalutarli o cederli in perdita. Se questo si verificasse, avremmo avuto una distribuzione di utili inesistenti con gravi conseguenze anche penali. [Continua]
Rubriche:
1. Editoriale
- Regioniamo Di Giovanni Iozzia
14. Il dubbio
- Tutto il Paese deve mobilitarsi per un grande Expo di Diana Bracco
15. L'esperienza
- Opere pubbliche, adottiamo il libro aperto di Fabrizio Di Amato
2. Controvento
- Se l'Europa è senza fondo Di Gianpiero Cantoni
3. La polemica
- Ecco perchè il modello Sarko'non funziona di Oscar Giannino
4. Analisi
- Il vero hub Milano-Bergamo è per le merci di Alberto de Monte








