Archivio di Novembre 2008
Keynes fra Tremonti e Brunetta
“E’ un piano prettamente keynesiamo”: il “Corriere della sera” attribuisce queste parole al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti per spiegare il pacchetto anti-crisi del Governo ai colleghi dell’Esecutivo. Un piano che forse non basterà alla Cgil per disdire lo sciopero generale del 12 dicembre; ma come riferisce “Il Foglio” si tratta anche di un piano che non ha soddisfatto le speranze di Sacconi e di Brunetta (e forse anche di Gianni Letta) che avrebbero sperato meno lacrime e magari la detassazione delle tredicesime. [Continua]
Il senso del denaro
Il titolo su “La Stampa” all’articolo di Lucia Annunziata, potrebbe essere adatto anche al pezzo di Vittorio Feltri su “Libero”. La commentatrice rivolge la sua attenzione alla “social card” e a quel malinteso snobismo che ha fatto dire a molti che l’iniziativa sarebbe un’”umiliante elemosina” o una “misura irrisoria o paternalistica”. Feltri parla dei soldi in tasca a Fantozzi. [Continua]
Confindustria vede nero
Hanno ragione le stime più pessimistiche, quelle diffuse nei giorni scorsi dall’Ocse. La pensano così gli esperti del Centro Studi di Confindustria (CsC): nel mese di novembre la produzione industriale farà registrare una flessione dell’1% rispetto al mese di ottobre, mese nel quale la contrazione congiunturale era stata dello 0,6%. [Continua]
Tecnici, dovete comunicare
In Italia c’è una carenza cronica di artigiani e tecnici. Le aziende ricorrono spesso a personale di altri Paesi per far fronte a una crisi vocazionale verso professioni un tempo di elevata dignità e professionalità e oggi snobbate. Il fenomeno sta diventando preoccupante nel mondo delle officine e dei centri di assistenza postvendita, che richiedono sempre di più un’elevata qualificazione professionale per via della maggiore complessità dei prodotti. Basti pensare a un’auto, per la quale in passato facevamo ricorso al meccanico sotto casa o all’elettrauto di fiducia. [Continua]
Consigli a Brambilla in banca
Caro imprenditore, non faccio il tuo nome. Ma scusami lo stesso se metto in piazza la tua angoscia, quella che non ti fa dormire la notte, anche perché non sei il solo ad avermi presentato un problema simile negli ultimi tempi. E credo che tanti tuoi colleghi vivano in una condizione del genere, perché anche loro hanno ricevuto la lettera del direttore della banca di riferimento in cui venivano invitati a rientrare in tempi brevissimi dai loro fidi . «Lei capisce» ti ha detto con un sorriso, quando vi siete visti: «Non dipende da me. [Continua]
Commissari e latte versato
La settimana scorsa ho detto la mia su Calisto Tanzi e sulla sua (cioè nostra, visto quanto l’abbiamo pagata) Parmalat. Eppure, nonostante l’argomento sia trito e ritrito, penso se ne debba, o quantomeno se ne possa, discutere ancora, occupandoci di una figura al tempo stesso anacronistica e di grande attualità: il commissario straordinario. [Continua]
Fisco: Madeira è l’Isola Felice
Madeira è regione autonoma e zona franca del Portogallo. Già in passato l’isola godeva di regimi doganali particolarmente favorevoli, in funzione della sua perifericità rispetto all’Unione europea o delle sue condizioni economiche disagiate. Nel 1986 L’Ue e il Portogallo firmarono una serie di accordi per regolamentare il nuovo territorio all’interno dell’Unione: in particolare venne stabilita in 25 anni la durata delle agevolazioni e, quindi, la scadenza è al 31 dicembre 2011. [Continua]
Banca in azienda, torna l’Iri privato
La crisi è di quelle terribili, forse la peggiore della storia. Le proposte per rimediare al disastro sono le più svariate e, in effetti, non può che essere così visto che nessuno sa bene come uscirne. Tra queste ricette, è emersa l’idea di consentire alle banche di entrare nel capitale delle imprese anche con quote di maggioranza, come una sorta di «Iri privato». L’operazione risolverebbe i problemi di liquidità delle imprese, ma ne creerebbe altri al tessuto economico italiano. [Continua]
Zavoli, vai in rai ma a divertirti
Governo e opposizione si sono accordati sulla nomina di Sergio Zavoli a presidente della Commissione di vigilanza Rai, nonostante il resistente Villari ( foto ). Una bella soddisfazione per Zavoli, giornalista e scrittore, già presidente della Rai negli anni Ottanta, considerando che ha ormai raggiunto gli 85 anni. A questo punto, non capisco perché non nominare Ettore Bernabei presidente e Cesare Romiti amministratore delegato della nuova Rai, almeno tra coetanei si capirebbero meglio.
Con tutto il rispetto per la seniority e per il background del personaggio, questa scelta lancia un pessimo messaggio agli italiani, esprimendo una totale mancanza di fiducia nei confronti dei giovani. [Continua]
L’auto americana può anche fallire
La crisi sarà dura e difficile. Questo lo sappiamo: è certo che molte imprese soffriranno. Ma le imprese virtuose riusciranno probabilmente a uscire dalla crisi più forti di prima. Altre imprese ne usciranno distrutte. In senso letterale: falliranno. È giusto immaginare per tutte un futuro fatto di salvataggi forzosi, pagati dal contribuente?No, e vi spiego perché. L’intervento che i governi hanno concertato sulle banche obbedisce a una logica molto semplice. Il dramma della crisi è che gli istituti di credito erano troppo «levereggiati»: facevano ricorso a una leva finanziaria esagerata. [Continua]
Rubriche:
1. Editoriale
- Professionista chi? Di Giovanni Iozzia
14. Il dubbio
- Tutto il Paese deve mobilitarsi per un grande Expo di Diana Bracco
15. L'esperienza
- Anch’io ho fatto come Buffett. Stravolgere i canoni rende di Ennio Doris
2. Controvento
- Nucleare. Non basta dire no Di Gianpiero Cantoni
3. La polemica
- Vi spiego perchè il sindacato è finito nel 1993 di Giuliano Cazzola
4. Analisi
- Ecco che cosa ci stiamo giocando in Borsa di Oscar Giannino







