Sarplast/ La nostra crescita è al tubo
Il loro primo stabilimento in Qatar lavora a pieno regime da maggio, ma già pensano di ampliarlo. E, intanto, progettano un’altra sede, questa volta in Libia. L’«oro blu» sta dando ottimi risultati a Iniziative Industriali Sarplast, la società di Santa Luce (Pisa) specializzata in tubi in vetroresina, che vende a società petrolifere e a gruppi industriali e governativi. I quali, a loro volta, li utilizzano per costruire raffinerie e impianti di gas naturale liquefatto, centrali elettriche e soprattutto acquedotti e impianti di dissalazione. «Ecco perché andiamo forte in Medio Oriente e in Nord Africa» dice a Economy l’amministratore delegato Giuseppe Gotti: una zona dove l’acqua si ottiene solo da impianti di dissalazione e dalla trivellazione di pozzi ad alta profondità.
I governi di quei Paesi hanno però programmato massicci investimenti anche nel campo dell’energia, del petrolio e del gas, tutti settori che richiedono un vasto impiego di tubi in vetroresina. Il nuovo stabilimento produttivo a Doha, in Qatar, è quindi il risultato di una scelta naturale, in cui il gruppo ha investito 12 milioni di euro: è il modo migliore, cioè, per curare da vicino l’espansione di uno dei mercati più promettenti. Iniziative Industriali Sarplast, in realtà, è conosciuta nel Paese grazie alla partnership con il gruppo saudita Amiantit che, con un fatturato di oltre 500 milioni di dollari, è tra i principali produttori mondiali di tubazioni in vetroresina, proprio come la società pisana. Amiantit ha acquisito il 23% di Iniziative Industriali Sarplast nel 2002, mentre il 57% è della finanziaria Cidi e il restante 20% è di Fineco.
Capacità saturata. «Ora entreremo sul mercato con una gamma di prodotti più ampia: il nuovo impianto può raggiungere una capacità produttiva annua del valore di 15 milioni di euro» continua Gotti. Ma questa capacità è già stata saturata: gli ordini ricevuti impegneranno l’intero stabilimento da qui ai prossimi 14 mesi.
Ecco perché il management ha deciso di realizzare un altro impianto, che si specializzerà nella produzione di resina. Una mossa strategica perché il Qatar dipende dall’estero per questo materiale: aprire un’azienda del genere nel Paese significa non solo introdursi in un mercato dove la richiesta è alta, ma anche essere molto più competitivi, grazie ai minori costi di trasporto.
La produzione di Doha si somma alle 10 mila tonnellate annue che Iniziative Industriali Sarplast produce a Santa Luce e che, nel 2007, hanno generato oltre 50 milioni di euro di ricavi. Di questi, il 92% si deve a ordini che arrivano dall’estero: non solo Medio Oriente ma anche Nord Europa. E ancora all’estero la società farà il suo prossimo, grande salto: in Libia, dove Sarplast esporta i suoi prodotti da 15 anni. «Costruiremo uno stabilimento nel Paese che sarà pronto a fine 2009 e avrà le stesse dimensioni di quello del Qatar».
E infine, la Nigeria, dove il gruppo sta pianificando un investimento di 9,5 milioni di euro in un impianto di produzione che sorgerà alle porte della capitale Abuja.
Di Teresa Potenza
Tags: export, gas, Made in Italy, Nigeria, Nord Europa, paesi arabi, Pisa, raffinerie, resina, Sarplast
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