Rasom/ La casa più solida è di legno
Lo scorso autunno, l’Istituto giapponese di ricerca di scienze terrestri e prevenzione disastri testò un palazzo di sette piani alto oltre 23 metri. L’edificio, interamente in legno, venne eretto sopra una sorta di pedana mossa e scossa da diversi motori di jet: furono così simulati gli effetti del terribile terremoto di Kobe - che nel 1995 costò la vita a 6 mila persone - e l’edificio riuscì a resistere, dimostrandosi virtualmente indistruttibile.
L’edificio era tutto italiano. Anzi, per la precisione, trentino. «Sofie» è stata edificata seguendo un’innovativa tecnica sviluppata da Ivalsa-Cnr nei laboratori di San Michele all’Adige grazie a un progetto di ricerca finanziato dalla Provincia di Trento. Ed è stata prodotta dall’azienda Rasom di Predazzo, specializzata in bioedilizia.
La Rasom realizza già da anni case in legno chiavi in mano con il Sistema costruttivo Casa Fiemme. «Siamo sempre stati consapevoli del valore della nostra idea» dice a Economy Marco Felicetti, socio dell’azienda, «ma cinque anni fa siamo stati costretti a chiamare il professor Ario Ceccotti, direttore dell’Istituto per la valorizzazione del legno del Cnr, chiedendogli di studiare il nostro caso e soprattutto di redigere un protocollo per la certificazione delle case in legno».
Metà della periferia di Londra è costituita da villette in legno, così come avviene d’abitudine negli Stati Uniti, ma «in Italia è davvero difficile vendere una casa di questo tipo. La gente ha una paura atavica degli incendi e dei crolli, pensando che il legno sia meno resistente del cemento armato. Una certificazione» spiega ancora Felicetti «sarebbe stato il primo passo per comunicare la bontà della nostra idea».
Filiera in campo. Ora sono in corso un paio di richieste di brevetti ma soprattutto si sta allargando il progetto a tutta la filiera trentina del legno che potrà usufruire del Sistema costruttivo Fiemme per dare un futuro alla carpenteria locale.
Il Gruppo Rasom (circa 200 dipendenti, 40 milioni di euro di fatturato previsti nel 2008) in oltre vent’anni di attività ha realizzato più di 400 case, una ventina di strutture alberghiere e più di 2 mila tetti. Il gruppo comprende anche l’azienda Fiemme3000 che realizza pavimenti in legno biocompatibili e possiede una grossa partecipazione nell’altoatesina Holz & Co. che realizza il taglio e il preassemblaggio dei pannelli.
«Vengono realizzati pannelli di enormi dimensioni che poi vengono tagliati in base al progetto. Costruendo una casa tradizionale, il 70% del costo è dato dalla manodopera e solo il 30% dai materiali. A parità di prezzo, per la casa di legno avviene l’opposto: stiamo realizzando a Madonna di Campiglio un albergo di cinque piani in soli quattro mesi di lavoro. Noi sogniamo che tra dieci anni l’80% della costruzione avvenga in fabbrica, lasciando al cantiere solo il montaggio.
«Quest’anno dovremmo toccare il traguardo delle cento case ordinate» conclude Felicetti. «Nonostante il mercato immobiliare sia in piena crisi, la richiesta di case in legno sta crescendo esponenzialmente».
di Enrico Maria Corno
Tags: bioedilizia, export, Made in Italy, Rasom, Trentino
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