Archivio di Dicembre 2007
Irresponsabilità sociale dell’impresa
L’indifferenza con cui i vertici della Thyssen hanno reagito alla strage di Torino è solo un segnale in più di quell’abisso di sottocultura manageriale in cui versa larga parte della classe dirigente economica occidentale. Non si sa cosa augurarsi: che le inchieste scoprano le responsabilità dell’azienda (e del sindacato: vedere l’articolo a pagina 41), o che addebitino alla fatalità il rogo.
Anomalie natalizie e letterine a Gesù
Se Capodanno è il giorno dei propositi improponibili, tipo «dieta ferrea» quando da mezzanotte in poi hai trangugiato tante calorie che potresti tirare a Pasqua, Natale è quello delle scelte obbligate: va passato con i tuoi – per esempio – anche se non ne hai la minima voglia e/o loro ne hanno meno di te.
Volete far pagare Tanzi e Tonna? Citateli in giudizio civile
La conclusione del processo Parmalat si allontana. Oltre alle difficoltà dei processi italiani, si aggiunge l’ostacolo di quella che dovrebbe essere un’opportunità: le parti civili. Pare che se ne siano costituite ben 35 mila. Un numero che dimostra come la vicenda sia diventata un fatto sociale.
Damiano, ora ci servono i periti sanitari
Il Corriere della Sera da qualche mese sta facendo una meritoria opera di sensibilizzazione sul problema dell’Alzheimer. Oggi la malattia colpisce molte famiglie italiane e il fenomeno rischia di peggiorare negli anni a venire. La ricerca per la cura di questo morbo è molto arretrata. L’unica cosa che oggi può alleviare le sofferenze dei pazienti e delle loro famiglie è l’assistenza, un’assistenza che abbia competenze, strumenti e che sia formata professionalmente.
Prestiti fra amici, come difendersi
I tassi d’interesse che non scendono, le rate dei mutui a tasso variabile che si impennano, i ritardi nei pagamenti che aumentano, gli istituti di credito che riducono la disponibilità nei finanziamenti. Molte famiglie sono sempre più in difficoltà a mantenere i propri impegni debitori e a ottenere nuovo credito per il finanziamento della propria abitazione o anche solamente per l’acquisto dell’auto, dei mobili o altro.
In questa situazione, non è improbabile che possano svilupparsi le formule di finanziamento «amicali»: quelle tra persone legate da vincoli di parentela o amicizia.
Il vero imperativo è l’ottimismo
È stato bravo il presidente Giorgio Napolitano a reagire all’articolo del New York Times che – proprio mentre il capo dello Stato era in visita in America – ha descritto il nostro Paese come in decadenza inesorabile. Napolitano si è ribellato, ha ricordato le nostre eccellenze e «gli spiriti animali» per cui abbiamo gli enzimi della speranza in corpo. Peccato che quell’articolo abbia per principale fonte il premier Romano Prodi, come ha rivelato Libero.
L’(Ali)Italia in declino di Prodi
Quel che sta succedendo in queste ore all’Alitalia – e a prescindere da come andrà a finire – è una metafora calzante di quel che sta succedendo a tutta l’Italia. Una picchiata senza precedenti. Psicologica prima che materiale.
La nostra esterofilia ci ha fatto accorgere della «tristezza» del Paese, che è poi mancanza di fiducia e di ambizioni perseguibili, quando ne ha scritto il New York Times, ma pochi giorni prima Giuseppe De Rita, uno dei massimi sociologi europei, aveva parlato di un Paese «in poltiglia», o meglio di un popolo di individualisti che non si sentono parte di uno stesso Paese.
Finalmente meno forma e più sostanza grazie al common law
Il governatore Mario Draghi ha affrontato il problema del rapporto tra giustizia ed economia e tra i sistemi di common law (tipicamente anglosassoni) e quelli di civil law (di origine napoleonica, tipicamente latini). Ognuno presenta vantaggi e svantaggi.
Innocenti evasioni, geni e vigili urbani
Tema delle medie: «Racconta una scena che ricordi e che ti ha colpito particolarmente nelle tue domeniche da bambino». Ora, al di là del fatto che quando sei alle medie non è che devi fare un grande sforzo per ricordarti le cose da bambino, devo ammettere che il mio svolgimento fu uno dei più originali: chi descrisse i preparativi per la Messa, chi la partita allo stadio, chi la gita fuori porta, chi i primi cinema con i compagni di classe; io raccontai di quel tipo che, tutte le volte che pizzicava un vincente, si faceva di corsa l’intera dirittura di San Siro urlando come Ligabue verso il cielo e come Tardelli in Spagna.
Il futuro delle popolari si gioca sulla raccolta deleghe
Sembra in dirittura d’arrivo la riforma delle banche popolari. Sono due i punti sui quali ancora si discute: la percentuale di possesso massimo di azioni consentita a ogni singolo socio e il numero delle deleghe che ognuno di loro può raccogliere. Si tratta di questioni numeriche, ma mai come in questo caso il numero è la sintesi del tutto. La decisione in merito al possesso azionario allarga, e di molto, la potenziale domanda di titoli e non potrà che giovare alle quotazioni delle Popolari.
Rubriche:
1. Editoriale
- Regioniamo Di Giovanni Iozzia
14. Il dubbio
- Tutto il Paese deve mobilitarsi per un grande Expo di Diana Bracco
15. L'esperienza
- Opere pubbliche, adottiamo il libro aperto di Fabrizio Di Amato
2. Controvento
- Se l'Europa è senza fondo Di Gianpiero Cantoni
3. La polemica
- Ecco perchè il modello Sarko'non funziona di Oscar Giannino
4. Analisi
- Il vero hub Milano-Bergamo è per le merci di Alberto de Monte








