Alfano, sfida sulla giustizia
“Giustizia, la sfida di Alfano - Mancino: sì all’immunità”. Il titolo che apre oggi la prima di “Repubblica” dà la cifra di come inizia la seconda settimana politica di febbraio: esattamente come si era chiusa la prima. Inoltre l’altra notizia del giorno, che possiamo prendere dall’apertura di prima del “Corriere della sera”, è la seguente: “Esplode centrale americana”. Si parla di una elettrica, con morti a decine, per quanto ancora se ne sa. Il tutto in Connecticut, con un botto che ha fatto tremare una cittadina a quindici chilometri di distanza. Come in una sorta di film dell’orrore di quelli che piacciono a Martin Scorsese, tipo “Cape fear” o il deludente “The shutter island”, ambientato in un manicomio criminale nel 1954 che sarà presentato a Berlino tra pochi gorni. Le notizie, economiche, sempre ridotte all’osso come ogni lunedì, parlano ancora della Spagna di Zapatero, che, come recita un efficace titolo sulla prima del quotidiano debenedettiano, “brucia 4 mila posti al giorno”. Si intende di lavoro. Dalla prima dell’ “International Herald Tribune” apprendiamo pure che il piano per risanare il debito pubblico della Grecia, incontra un serio ostacolo: il livello occupazionale. (more…)
Marchionne, sfida sugli incentivi
“Gli incentivi? Prima o poi vanno eliminati”. Non è solo un’ovvietà, ma anche il titolo di apertura di prima pagina de “la Stampa” di Torino per una mega intervista officiata dallo stesso direttore Mario Calabresi all’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, che oggi passa decisamente al contrattacco su Termini Imerese e dintorni. E Marchionne, proprio alla quarta domanda postagli da Calabresi (l’intervista prende le pagine 2 e 3 del quotdiano) a proposito di un eventuale legame tra la cassa integrazione decisa per due settimane in tutti gli stabilimenti Fiat e i tentennamenti del ministro delle attività produttive Claudio Scajola sul rinnovo o meno degli incentivi alla vendita di automobili in Italia, testualmente risponde: “No, se non che per programmare la produzione c’è bisogno di certezze. E’ importante che il governo decida se ci sono le condizioni per darli nuovamente o no. E chiaro che gli incentivi sono una misura temporanea e che erano stati decisi per traghettare l’industria dell’auto fuori dalla grande crisi. Capisco che prima o poi debbano essere eliminati per tornare a un mercato normale. Protrarli troppo a lungo sarebbe un danno che pagheremmo con minori vendite nei prossimi anni. Fisiologico che si vada verso una normalizzazione del mercato, che ci permetterà di fare piani di lungo periodo non legati agli incentivi. E poi non dimentichiamo che noi abbiamo il 30 per cento del mercato, il restante 70 per cento va ai nostri concorrenti”. Insomma Marchionne se ne farà una ragione e così spiazza la tattica di Scajola, confermata da altro articolo a cavallo delle pagine 2 e 3 del quotidiano della Fiat, in taglio basso: “Scajola valutiamo lo stop agli incentivi”. (more…)
Spagna, corrida in borsa
“Madrid spaventa le borse”, è il titolo scelto nel taglio basso della prima del “Messaggero” per raccontare la vera e propria corrida cui ieri hanno assistito gli azionisti mondiali a causa del debito pubblico accumulato dallo stato in cui governa Josè Luis Zapatero. Ma non è certo l’unico giornale a titolare in quel modo. Altri, anzi , hanno la notizia di apertura. Come “il Sole 24 ore”, “Il debito spaventa i mercati”, e oltre alla Spagna preoccupa anche quello di Grecia e Portogallo, e fra le righe, subito dopo ci siamo noi italiani, o come il “Corriere della sera”, “Effetto debito, paura delle borse”. Per non parlare di “Repubblica”, “Rischio debito, tremano le borse”, o de “la Stampa”, “La Spagna spaventa l’Europa”. Ma anche il compassato “International Herald Tribune” oggi ha in prima grosso come una casa il seguente titolo: “E.U. debt worries ripple across bloc”. Da tutto ciò una sola deduzione: purtroppo la crisi non è affatto finita. E lo dimostra anche il tira e molla tra governo e Fiat su Termini Imerese e sugli incentivi per il mercato automobilistico. [Continua]
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Exprivia/ Da Molfetta al listino
Da solo, Domenico Favuzzi di Exprivia riesce a dimostrare due cose: che l’Italia è in grado di produrre tecnologia di alto livello; e che al Sud possono nascere imprese competitive a livello mondiale. Imprese, come la sua, capaci di generare un Ebitda di 15 milioni su ricavi 2008 di 95,9, con una crescita del 50,84% sul margine operativo lordo del 2008. E di quotarsi: Exprivia, specializzata in tecnologie software e servizi di Information technology per la Pubblica amministrazione, il mercato bancario, sanitario, amministrativo, è la terza azienda di informatica approdata al listino italiano. Ormai una capogruppo che controlla otto aziende. [Continua]
Con chi vola Star Airways
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Dopo Alpi Eagles, Volare, Lte e MyAir, Vincenzo Soddu sta per tornare in pista con un’altra compagnia aerea? Gli addetti ai lavori non hanno dubbi: sarebbe lui la mente e il motore di Star Airways, base a Tirana, di proprietà della società albanese Krali, voli programmati in 23 aeroporti del nostro Paese e un sito internet italiano che annuncia il prossimo avvio delle operazioni. Si tratta della stessa Star Airways che lo scorso ottobre si era fatta avanti per acquistare MyAir, con un’offerta da 22,5 milioni di euro rifiutata dal Tribunale di Vicenza.Il rappresentante in Italia di Star Airways assicura invece che Soddu non ha alcun ruolo nell’iniziativa, né i suoi familiari (però il figlio Luca risulta avere un indirizzo mail di Star Airways). [Continua]
Tags: Alpi Eagles, Ir Conset, Lte, MyAir, Star Airways, Vincenzo Soddu, Volare, voli low cost
Apriamo subito i cantieri e l’Italia tornerà a correre
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Dodici punti per riuscire a restituire all’Italia quella capacità propulsiva che sembra avere smarrito. Dodici punti irrinunciabili per dotare il sistema dei trasporti delle infrastrutture indispensabili per muovere merci e persone, contribuendo allo sviluppo dell’economia, dell’occupazione e alla salvaguardia dell’ambiente. Dodici punti che, nelle mie intenzioni, devono costituire un «modello Italia», una sorta di Carta che, sulla scorta di quanto fatto negli ultimi dieci anni in tutti i Paesi europei, consenta di fondare un nuovo patto costitutivo e duraturo fra il pubblico e il privato. È quanto propongo al convegno internazionale «Lo spazio mediterraneo della mobilità: la politica mediterranea delle infrastrutture e dei trasporti», che riunisce a Trieste la Ue, il governo, la politica, gli imprenditori, gli esperti e, in generale, i protagonisti del trasporto nazionale ed europeo. [Continua]
Tags: economia, imprenditoria, infrastrutture, mobilità, trasporti
Tagliamo il cordone ombelicale tra Fiat e Palazzo
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Lasciando chiudere Termini Imerese, il governo Berlusconi avrebbe un’opportunità straordinaria. Quella di cambiare, sperabilmente per sempre, le modalità dell’interazione fra Fiat e politica nel nostro Paese. L’impresa torinese non è molto amata, dalle parti del governo, e questo si sa. Le ragioni sono facilmente comprensibili. I ceti sociali che sostengono la maggioranza nel Nord sono in larga misura «l’antiFiat». Artigiani, commercianti, professionisti, lavoratori e imprenditori cresciuti senza protezioni politiche, che magari hanno ricevuto loro pure, a vario titolo, qualche «aiutino». Ma a cui, da sempre, sembra innaturale e ingiusto che il gigante di Torino assorba come una spugna risorse provenienti dal portafogli dei contribuenti tutti. [Continua]
Tags: Agnelli, berlusconi, crisi, economia, fiat, occupazione, politica, Termini Imerese, torino
Giustizia civile, una tassa
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Ha ragione chi raccomanda sempre di prendere cum grano salis le classifiche internazionali che mettono assieme, un po’ arbitrariamente, dati macroeconomici sui Paesi del mondo. Sono un esercizio utile, ma ogni tanto sono un po’ come il bikini: quello che mostrano è suggestivo, ma quello che nascondono è vitale.E del resto, noi italiani mica possiamo avere sempre complessi d’inferiorità nei confronti del resto del mondo. È per questo che ritengo significativi lavori di ricerca, come quello della Fondazione Edison e dell’Istituto Aspen, che hanno avuto grande risalto sulla stampa italiana. Perché mostrano qualcosa di effettivamente vitale: i punti forti, della nostra economia e della nostra società. Dall’elevato risparmio privato all’eccellenza in tanti rami della produzione. Ed è ciò che ha scelto saviamente di tutelare il governo Berlusconi. [Continua]
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Obamite in corso
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Abbiamo voluto la globalizzazione? Certo, ed è stato un bene, per molte cose. Ma non potevamo pensare di farla completamente franca e di non dover pagare, prima o poi, qualche prezzo. Dopo la grande crisi, che forse è stato finora il più alto, ora dobbiamo scontare la confusione, che è globale appunto. Ci sono giorni che sembra di trovarsi all’assemblea di un megacondominio in cui non è stato ancora trovato l’amministratore e neanche deciso chi fa il segretario e tiene il verbale. Prendiamo questa vicenda surreale della mercede dei manager. A conclusione dell’annus horribilis Super Obama ha cominciato a fare la voce grossa perché aveva bisogno di far rientrare i dollaroni investiti per salvare le banche, altrimenti avrebbe dovuto cercare qualcuno che corresse a salvare lui. [Continua]
Telecom e Telefonica, il giorno più lungo
Titoli Telecom sugli scudi ieri in Borsa nonostante il no del governo alla fusione tra Telecom e Telefonica. La notizia economica del giorno oggi è un po’ questa e si attendono le mosse del ministro delle attività produttive Claudio Scajola. Che domani incontrerà l’ad di Telecom Franco Bernabè. Oggi è il “Sole 24 ore” a scegliere la cosa per aprire la prima pagina del dorso “Finanza e Mercati” con questo titolo: “Telecom e Telefonica, il giorno dei no”. Intanto a Buenos Aires un tribunale ha annullato il provvedimento del governo che obbligava il gruppo italiano a cedere le quote nella controllata argentina. [Continua]
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Il Cav vuole Israele nella Ue
“Berlusconi: Israele entri in Europa”. Il “Messaggero” oggi apre così, e anche il “Corriere della sera” mette come prima notizia la dichiarazione del Cav “Vorrei vedere Israele nella Ue”. L’idea come è noto porta il copyright di Marco Pannella, che già dagli anni ‘80 tentò di portare avanti la battaglia con uno storico congresso del partito radicale transnazionale a Gerusalemme. Ma ora potrebbe essere l’asso vincente per comporre il conflitto arabo palestinese. Fatto sta che anche “Repubblica” mette la notizia in prima, “Berlusconi: sogno Israele nella Ue”, sia pure sotto il clamoroso titolo di apertura: “Arriva la legge anti-pentiti”. In cui si da conto di una proposta di legge che in realtà recepirebbe l’orientamento giurisprudenziale prevalente: non tenere conto dei pentiti che si inverano l’un l’altro ma pretendere riscontri oggettivi alle loro dichiarazioni assai interessate. [Continua]
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Benedetto XVI, Pontefice sindacalista
Il personaggio del giorno, nelle inedite vesti di “sindacalista spirituale” per gli operai Fiat di Termini Imerese e per quelli della Alcoa è oggi il Papa Benedetto XVI. Tutti i giornali italiani riportano con rilievo, spesso in prima pagina, l’appello di ieri all’Angelus in cui la situazione dei suddetti operai a rischio di licenziamento, è stata evocata esplicitamente. E per i vertici del Lingotto, a partire da Montezemolo e Marchionne, se non si può ancora parlare esplicitamente di “scomunica” per la loro politica imprenditoriale, poco ci manca. Pronta la reazione del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che ieri chiedeva che “istituzioni e imprese ” ascoltassero il monito del Pontefice. [Continua]
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Rubriche:
1. Editoriale
- Obamite in corso Di Giovanni Iozzia
14. Il dubbio
- Tutto il Paese deve mobilitarsi per un grande Expo di Diana Bracco
15. L'esperienza
- Con chi vola Star Airways di Alessandra Gerli
2. Controvento
- Giustizia civile, una tassa Di Gianpiero Cantoni
3. La polemica
- Tagliamo il cordone ombelicale tra Fiat e Palazzo di Alberto Mingardi
4. Analisi
- Apriamo subito i cantieri e l'Italia tornerà a correre di Fabrizio Palenzona








